Esplorando le trincee del monte Celva

Bambini, preparate le torce, che andiamo ad esplorare le buie trincee del Molte Celva!” Come resistere ad un invito del genere? Così ieri abbiamo caricato il nostro zaino con acqua, frutta, torce e felpe (non si sa mai che la temperatura cali) e siamo andati in esplorazione sul Monte Cimirlo.

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L’immersione nella storia è immediata: infatti si incontra subito il Forte di Roncogno, che con le sue feritoie ci parla di un tempo in cui la guerra era una realtà quotidiana.

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Qui inizia la vera avventura: si sale per il  sentiero nr 419 che porta sul monte Celva e alle sue trincee.

La passeggiata non è impegnativa, è adatta a partire dai 4-5 anni ma non è fattibile con il passeggino. E’ un po’ ripida, ma ai bambini l’idea di poter visitare le trincee con le torce piace così tanto che sarà un problema farli camminare lentamente. Anche Samuel che di solito tende a essere piuttosto lento ha zompettato fino alla cima senza un lamento. Come prima cosa si incontra un posto di vedetta da cui si dominano tutti i dintorni. Le scritte lasciate dai soldati ci hanno permesso di fantasticare un po’ sulla loro storia e sulla loro vita: cosa pensavano? Cosa facevano per ingannare l’attesa?

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Dopo una decina di minuti si arriva alla parte più interessante di tutta la passeggiata: il sentiero dei 100 scalini.

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Scavato nella rocca all’interno della montagna e quindi completamente al buio è un sentiero cieco che porta in una piccola sala circolare aperta verso il cielo.

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Proseguendo sulla montagna si arriva all’Ex Osservatorio a 885 m slm, il posto ideale per fermarsi a fare una merenda per riprendere le forze in vista della ridiscesa. Ma prima di scendere esplorate i dintorni: ci sono tantissime caverne, comunicanti e non da esplorare.

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Controllate sulle pareti, potreste incappare nei messaggi lasciati da chi ha attraversato queste gallerie 100 anni fa.

E’ una passeggiata semplice di un paio di orette (prendendosela con molta calma) quindi perfetta per la mezza giornata. La strada, passando da Povo, è piuttosto scorrevole, e il monte di raggiunge tranquillamente in una ventina di minuti partendo dalla città.

Se poi parcheggiate al parco del Cimirlo (freschissimo, perfetto per le torride giornate estive) potete concludere la passeggiata con un giro in altalena e qualche scivolata sullo scivolo.

Piccola nota: ricordatevi di portare con voi una bottiglietta d’acqua perché lungo la passeggiata non ci sono fontanelle.

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