Author - Giulia

Dal Parolet vista wow su Trento

Ma lo sapete che percorrendo il sentiero del Parolet sul Monte Bondone avete la possibilità di ammirare Trento dall’alto? È il sentiero ideale per tutti coloro che hanno voglia di fare una bella camminata respirando aria buona e godendo di una vista pazzesca, immersi nella natura. Una volta arrivati alle Viote potete lasciare la macchina al parcheggio nei pressi della Capanna Viote o negli spazi che si trovano a bordo strada. Da qui parte la nostra camminata in direzione Garniga, per un breve tratto su asfalto. All’altezza delle Caserme girate a sinistra e iniziate a salire lungo la strada militare che con alcune curve ad “esse” attraversa i prati.Si entra poi nel bosco: la salita diventa leggermente più ripida e nonostante la strada sia ancora larga ci si sente “abbracciati” dalla natura circostante. Si arriva ora alla terrazza panoramica dietro al Palon, dove trovate una croce ed una vista incantevole sulla città di Trento. Passato il valico si prosegue sul sentiero sulla destra, che in poco tempo vi porta alla Baita SAT di Ravina. Da qui si inizia a scendere fino alla Sella del Parolet, si prosegue dritti, per aggirare la cima.
Per rientrare bisogna tornare indietro fino alla Sella e prendere il sentiero verso Garniga; si prosegue dritti sul sentiero antincendio lungo le pendici del Palon per poi fare un’ultima piccola salita che vi porta al tornante della strada che collega Garniga alle Viote, da qui proseguite su strada asfaltata fino a concludere l’anello.

La camminata sul sentiero del Parolet non richiede sforzi eccessivi: sono circa 320 metri di dislivello in poco meno di sette chilometri. Il tempo di percorrenza è di circa due ore e mezza senza pause.

Consigliamo di portarvi da bere in quanto lungo il percorso non si trovano fontane dalle quali potersi rifornire. Lungo il sentiero che dal Valico porta alla Baita SAT di Ravina potete osservare numerose opere militari ancora conservate. Una volta arrivati alla Baita (1650 metri) potete riposarvi sulle panchine che trovate, godendo di un suggestivo panorama e – perché no – fare uno spuntino prima di finire il giro (fate attenzione che l’acqua che trovate NON è potabile).Durante la nostra escursione non è stato possibile concludere l’anello a causa di numerosi alberi tagliati, accatastati lungo il sentiero, così dalla Baita SAT di Ravina siamo tornati indietro fino al valico, scendendo poi a ritroso fino al punto di partenza. Finita la camminata abbiamo pranzato alla Capanna Viote è finito di mangiare abbiamo passato il nostro pomeriggio al parco giochi delle Viote dal quale è difficile poi andare via, tanto belli sono quei giochi!

 

Per raggiungere il Monte Bondone da Trento, seguite la SP85 in direzione Viote (quarantacinque minuti di auto circa). Da Rovereto potete arrivare ad Aldeno e imboccare poi la SP25 di Garniga seguendo le indicazioni per il Monte Bondone, facendo attenzione all’ultimo tratto che è solo un po’ più stretto (il tempo di percorrenza è più o meno di cinquanta minuti in auto). Se venite dalla Valle di Cavedine seguite invece la SP 84 passando per Lagolo, sempre in direzione Monte Bondone (venticinque minuti di macchina da Lasino).

Sempre sul Monte Bondone trovate:

Ristorante Zurigo: tra scivoli e trampolini

Ma lo sapevate che a Mori c’è un fantastico ristorante dove è stata trovata la formula perfetta per rendere felici sia grandi che piccini? Quante volte quando si esce a mangiare capita che nell’attesa tra una portata e l’altra i bambini si annoino o fremano dalla voglia di andare a giocare?

E cosa ne pensate di un posto dove i grandi possono chiacchierare e mangiare in tutta tranquillità, mentre i più piccoli si danno alla pazza gioia in un grande parco giochi? Tutto questo è possibile presso il Ristorante Zurigo, dove si è tutti più contenti, si può mangiare in pace mentre i bambini scaricano le batterie saltando e giocando.

Nella bella stagione si può mangiare all’esterno in un grande giardino, proprio in prossimità del parco e di tutti i giochi, soluzione perfetta per poter controllare i bambini, ma non temete, anche nelle stagioni più fredde i bambini avranno la possibilità di sfogarsi e divertirsi nella splendida area giochi attrezzata all’interno del ristorante. Il menù alla carta offre specialità della cucina trentina e della cucina italiana in generale, il piatto forte è la carne salada, servita con patate, fagioli e verdure.

Anche i più piccoli saranno accontentati potendo scegliere tra diverse pietanze pensate proprio per loro.

Se siete golosi di dolci consigliassimo il tortino al cioccolato dal cuore tenero!

Davide e la sua famiglia sanno come rendervi felici, tra un piatto caldo e un salto sul tappeto elastico!

NEI DINTORNI TROVATE:

DOVE POTER DORMIRE: Chalet Pinocchio

 

Chalet Pinocchio a Brentonico: super wow

Se avete voglia di trascorrere qualche giorno in un posto tranquillo e felice, in un clima familiare, Giorgia e Nicola vi daranno il benvenuto nel loro Chalet Pinocchio di Brentonico, a quota 700 metri di altitudine, a mezz’ora di strada da Rovereto. Cinque i loro figli: Marina, Valentino, Karen, Nicole e Theresa ed è proprio dalla loro esperienza di famiglia numerosa e viaggiatrice che è nato il bisogno di dar vita a un luogo ospitale e accogliente, facendo attenzione alle esigenze di chi si sposta con i più piccoli. Lo Chalet Pinocchio è curato in ogni minimo dettaglio sia dentro che fuori: Giorgia con la sua dolcezza e Nicola con la sua simpatia contribuiranno a farvi sentire come a casa.

All’interno dello Chalet è stata realizzata una “play room” dove i bambini possono giocare in tutta tranquillità, mentre i più grandi si rilassano nella sala lettura vicina. Nel giardino troviamo anche un piccolo e grazioso parco giochi con altalene, scivolo e casetta.

Ma le coccole non sono solo per i più piccoli: la struttura mette a disposizione un servizio di babysitter che si occupa dei bambini, mentre i grandi si godono il meraviglioso centro wellness dove ci sono una sauna (costruita con legno dei boschi del posto), un idromassaggio interno ed uno esterno, una piacevole area relax realizzata in legno di Cirmolo con un angolo tisane-frutta e un solarium.

Le cinque camere dello Chalet, tutte diverse fra loro, sono accoglienti e davvero bellissime, realizzate con grande gusto e attenzione al dettaglio quasi interamente in legno. Dotate di ogni comfort sia per grandi che piccini come ad esempio la spondina per il letto, il riduttore per il water, e l’orsacchiotto sul cuscino. Ecco la nostra, con un bellissimo letto a baldacchino!

La mattina si parte con la carica giusta grazie ad una ricca colazione sia dolce che salata: tutto fatto in casa, dalle crostatine al pane, dolcetti, affettati, formaggi, succhi e tanto altro, ancora una volta tutto curato nei minimi dettagli, oltre che buonissimo il buffet è anche bellissimo.

Nelle giornate belle potete assaporare tutte queste squisitezze dai tavolini esterni sul terrazzo, ammirando il panorama che vi circonda. Nei dintorni si possono trovare passeggiate, trekking ed escursioni in bicicletta adatte a tutti, anche ai più piccoli, basta lasciarsi consigliare da Giorgia e Nicola. 

Ecco alcune possibilità:

 

 

Ca De Mel: dalle api al miele

A chi non piace il miele? Ma cosa ne dite di conoscere qualcosina in più riguardo il fantastico mondo delle api? Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare “Ca’ de Mel” assieme a Cristiano (proprietario e gestore), vedere da vicino queste piccole lavoratrici e assaggiare del miele delizioso. Ca’ de Mel si trova a Stumiaga di Fiavè, è un’azienda d’apicoltura biologica che offre la possibilità a gruppi e famiglie di fare visite guidate.
Iniziamo a conoscere un po’ meglio le api attraverso i racconti di Sandro che ci guida poi fino alla camera di volo, dove ci è data la possibilità di ammirarle davvero da molto vicino, in tutta sicurezza grazie ai vetri che ci separano.
Ma lo sapevate che l’ape regina è la mamma di tutte le api? È più grande delle altre e gli apicoltori la colorano per distinguerla più facilmente, quella che abbiamo visto noi era blu. Passiamo poi al momento degli assaggi: che delizia, miele per tutti i gusti.
E se ciò che avete sentito, visto e assaggiato vi è piaciuto potete visitare il negozio e prendere qualcosa da gustare a casa: tutto a base di miele, dalle caramelle ai prodotti cosmetici.
Ca’ de Mel dispone anche di alcune camere da letto nelle quali su prenotazione si può dormire, in formula b&b. L’intera struttura è stata ristrutturata e arredata mantenendo una perfetta sintonia con la casa rurale settecentesca che è stata in passato, non perdete l’occasione di farci una visita.
Per info e prenotazioni: Cristiano Zambotti
Cellulare: 3383963283
Email: info@cademel.it

Nei pressi potete trovare:

Dove soggiornare: Hotel Miravalle, San Lorenzo in Banale

Da provare: pranzo in libertà con i “picnic chic e casual

Hotel Miravalle: cordialità e ottimo cibo

Si torna a casa rigenerati dopo una vacanza a San Lorenzo Dorsino, in uno dei borghi più belli d’Italia, circondati da uno splendido paesaggio alpino delle Dolomiti, in un hotel a conduzione familiare dove ospitalità, cordialità e attenzione per il cliente regnano sovrani. Al nostro arrivo preso l’Hotel Miravalle siamo stati accolti con calore e un grande sorriso, nulla di meglio per iniziare il nostro soggiorno. La camera che ci è stata assegnata era spaziosa e sempre pulita (cosa molto gradita), dotata di terrazzo e su richiesta anche con vista panoramica.

Sul terrazzo panoramico, elegantemente e accuratamente arredato con tavolini, poltroncini e dondoli in vimini, troviamo la piscina naturale riscaldata ai sali dell’Himalaya, con lettini aeroterapici annessi.

Per gli amanti dello sport ci sono: sala fitness, campo da bocce coperto, campo da tennis, noleggio mountain bike ed e-bike. Per chi ama invece stare all’aria aperta e rilassarsi un po’, può godere del giardino attrezzato con comodi lettini. Una cura speciale verso i bambini caratterizza la gestione della famiglia Orlandi, proprio nel giardino dell’hotel si trova un grazioso parco giochi dotato di ponti tibetani, scivolo, altalena, casa sull’albero è tanto altro. Vi è anche una fattoria dove si possono vedere da vicino tanti animali.

All’interno della struttura un’altra chicca per i più piccoli: “La Tana degli orsetti, una sala giochi con piccola videoteca dove i bambini possono divertirsi e svagarsi dopo la cena. Uno dei punti forti del Miravalle è sicuramente la cucina, caratterizzata da preparazioni rigorosamente fatte in casa, utilizzando ingredienti freschi e genuini a chilometro zero, che donano ai piatti sapore e leggerezza. Si parte con una ricca, anzi ricchissima colazione a buffet che varia dal dolce al salato, con torte, dolcetti e confetture fatte in casa, formaggi, uova e affettati freschi, insomma non manca nulla per fare il pieno di energie necessarie ad affrontare una nuova giornata.

Il menù della sera alterna piatti tradizionali trentini e della cucina italiana, potendo scegliere fra tre diverse proposte in modo tale da soddisfare tutti i gusti.

Troviamo un buffet di verdure con insalate e contorni vari, per concludere con gustosissimi dolci. Come già detto la famiglia Orlandi ha un occhi di riguardo per i più piccoli, che include il modo di apparecchiare per loro alla possibilità di creare un menù personalizzato a base di pastine, brodi, passati, frullati e tanto altro.

L’Hotel omaggia agli ospiti la “Trentino Guest Card”, una tessera che permette di usufruire di ingressi gratuiti a castelli, musei, parchi naturali e per partecipare a laboratori per famiglie, e diverse attività di animazione nel parco termale.

Hotel Miravalle: Strada Noa 22 38078 San Lorenzo Dorsino                    

Telefono: 0465 734028
Cellulare: 347 3680230                                                                                          

Email: info@hotelmiravalle.info

Nei pressi potete trovare:

Da provare: pranzo in libertà con i “picnic chic e casual

La Filiera della Lana… dalla pecora al filato

Avete mai pensato a quante cose si possono creare con la lana? Noi abbiamo avuto la possibilità di approfondire le nostre conoscenze a riguardo, assieme a Sandro Malesardi presso la sua azienda agricola “la Filiera della Lana” a Comano, dove vengono organizzate delle visite guidate durante le quali è possibile avvicinarsi al mondo della lana partendo dalle pecore. La visita parte appunto al pascolo, in un grande prato verde dove si cammina in totale libertà fra le pecore, le più audaci si avvicinano e se si è fortunati si può addirittura coccolare qualche agnellino. A questo punto Sandro inizia a spiegare le diverse razze e le loro caratteristiche, soffermandosi maggiormente sulla Tingola, l’unica razza autoctona del Trentino. Dallo spessore del pelo della pecora dipende la qualità della lana che in base alle caratteristiche vieni impiegata nella realizzazione di cose diverse.
Qualche informazione sulla tosatura (alla quale, su richiesta, si può assistere) per poi dirigersi nel laboratorio dove ci viene spiegato e mostrato come si lavora la lana: è possibile toccarla con le proprio mani dopo ogni passaggio nei diversi macchinari, vedere e sentire la trasformazione da prima a dopo.
Adesso è arrivato il momento del laboratorio didattico, pensato per i bambini di tutte le età: è possibile creare dei cuscini, dei sacchettini profumati e persino degli animaletti proprio con la lana.
Alla Filiera trovate anche un negozietto pieno di prodotti unici e interamente fatti a mano con la lana delle loro pecore da Lorenza, la moglie di Sandro. Stanno anche ampliando inoltre la loro offerta, proponendo prodotti alimentari di loro produzione.
Durante la nostra visita non è stato possibile andare al pascolo a causa della copiosa pioggia, ma in compenso abbiamo fatto visita alle galline e ai conigli che stanno nel recinto vicino al laboratorio: che emozione vedere pulcini e coniglietti appena nati!
Sandro e sua moglie sono stati davvero molto cordiali e accoglienti, è stato un piacere farsi raccontare in questo modo l’affascinate mondo della lana.
Per informazioni Sandro Malesardi, 3488188692 , sandro_malesardi@yahoo.it

Nei pressi potete trovare:

Dove soggiornare: Hotel Miravalle, San Lorenzo in Banale

Da provare: pranzo in libertà con i “picnic chic e casual

Val d’Ambiez: in fuoristrada al Rifugio Agostini

Panorami ineguagliabili, grandi emozioni, un po’ di fuoristrada e buon cibo: ecco la Val d’Ambiez. Le Dolomiti di Brenta, patrimonio UNESCO, con la loro imponenza e le loro forme suggestive ci regalano scenari unici e mozzafiato. La nostra escursione è partita nel migliore dei modi, con un po’ di divertente fuoristrada assieme a Matteo e il suo Defender, che ci hanno accompagnati da San Lorenzo in Banale fino al Rifugio Cacciatore risparmiando un bel po’ di fatica.
Ci è stato così possibile salire la lunga Val Ambiez stando comodamente seduti, ammirando il paesaggio fuori dal finestrino, mentre Matteo con la sua esperienza si destreggiava alla grande con il fuoristrada sulla strettissima mulattiera. Dal Rifugio Cacciatore inizia la nostra salita, poco più di tre chilometri e mezzo con un dislivello di oltre 600 metri.
Durante la camminata la magia delle Dolomiti di Brenta vi regalerà emozioni uniche, grandi cime svettano proprio attorno a voi, circondandovi con le loro maestose forme.
Qualche sosta è dovuta: prendete fiato, bevete e perché non mordere qualche scacco di cioccolato per ricaricare le energie… In lontananza si intravede il Rifugio Agostini: tetto rosso, scuri azzurri, ci siamo quasi!
Una volta arrivati la prima cosa da fare è lasciarsi trasportare dalla magia del posto: non è sufficiente dire che il panorama magnifico! Ora però è il momento di rilassarsi e riempire le pance. Noi abbiamo avuto la fortuna di gustare piatti saporiti e genuini stando comodamente seduti all’aperto, baciati dal sole. Il rifugio è aperto generalmente dal 20 giugno al 20 settembre, se il tempo lo permette la data d’apertura viene anticipata a metà giugno mentre quella di chiusura posticipata tra l’ultima domenica di settembre e la prima settimana di ottobre. La gestione si tramanda da padre in figlio da quasi quarant’anni. Il rifugio è frequentato sia da famiglie che da alpinisti esperti: la cucina punta a soddisfare le diverse esigenze, piatti più veloci per chi è solo di passaggio e piatti tradizionali ed elaborati per chi invece sale appositamente per fermarsi in rifugio e gustare qualche delizia, come ad esempio le Sberlette con la Ciuìga: pasta fatta in casa, cotta con patate, cipolla, Trentingrana, burro e salvia. A Maia è piaciuto tutto, come potete vedere nella foto!
Se siete golosi non potete non provare una fetta di torta, chiaramente fatta in casa, torte che vengono preparate fresche ogni giorno. Il rifugio è dotato di dieci stanza con quattro posti letto ognuna, perfette anche per le famiglie.
Dopo esserci riempiti le pance con gli ottimi piatti di Roberto riprendiamo a camminare e concludiamo il nostro giro ad anello percorrendo la strada bianca che scende lungo il versante attraverso delle grandi “esse”. Tornati al Rifugio Cacciatore abbiamo ritrovato Matteo che ci ha riaccompagnati al punto di partenza con il suo mitico Defender. Ovviamente il servizio taxi va prenotato e l’ora di partenza e ritorno concordata! Esperienza fantastica, itinerario bellissimo nell’Alta Val D’Ambiez ai piedi delle Dolomiti di Brenta, da provare.
SERVIZIO TAXI JEEP Matteo Margonari
📞3335909327
📞 0465 734121
RIFUGIO AGOSTINI Roberto Cornella
📞 3487152589
📞 0465734138
📧 info@rifugioagostini.com

Nei pressi potete trovare:

Dove soggiornare: Hotel Miravalle, San Lorenzo in Banale

Sito Archeologico San Martino con super picnic!

Connubio perfetto fra sport, natura e storia: il “sito archeologico di San Martino”. Se avete voglia di fare una bella camminata, ammirare ciò che la natura offre e scoprire resti di antiche costruzioni dovete salire sul Monte di San Martino. La camminata parte dalla piazza di Lundo, si può lasciare la macchina al parcheggio difronte al parco giochi per poi imboccare a piedi la strada sterrata che attraversa i prati (seguite le indicazioni per “Malga Vigo”).
Dopo un paio di chilometri arrivate a un punto panoramico dove una foto è dovuta: lasciatevi ammaliare dalla vista sulla valle sottostante.
Ora inizia una ripida salita su strada lastricata, non temete, la fatica verrà ripagata una volta in cima.
Proseguendo vedrete un grande prato sulla sinistra, a quel punto dovete imboccare il sentiero che gira a destra, seguendo le indicazioni per il Monte di San Martino.
Dopo una decina di minuti di camminata nel bosco si arriva a due grossi massi granitici che evidenziano l’ingresso all’area archeologica.
Tanto verde e vista panoramica sulla valle accompagnano i resti di antiche costruzioni che fanno pensare ad un luogo fortificato, forse di età carolingia o longobarda.
I resti meglio preservati nel tempo sono quelli della chiesetta dedicata a San Martino.
Una volta visitata l’area, scattate le dovute foto e ammirato il panorama potete tornare dalla stessa strada dalla quale siete saliti. Noi abbiamo provato a fare la camminata con il passeggino, ma credetemi non è il caso, anche perché la strada inizialmente è una forestale, ma l’ultimo tratto è proprio un sentiero in mezzo al bosco (abbiamo dovuto parcheggiare il passeggino dietro un albero): munitevi di zaino/marsupio con i bambini più piccoli e tutto sarà perfetto.
La camminata andata e ritorno è lunga circa sette chilometri, con un dislivello di trecento metri, la salita è impegnativa, ma con la giusta dose di motivazione e un po’ di allenamento nelle gambe nulla vi fermerà. Alla fine della nostra escursione, per vivere questo posto al meglio, ci siamo portati uno dei picnic proposti dall’APT di Comano, che abbiamo gustato comodamente al parco giochi di Lundo.
Uffici APT:
Telefono: 0465 702626
email: info@visitacomano.it

Nei pressi potete trovare:

Dove soggiornare: Hotel Miravalle, San Lorenzo in Banale

Da provare: pranzo in libertà con i “picnic chic e casual

Pedalando verso Torbole sulla ciclabile

Una pista ciclabile immersa nella natura con scorci unici sul lago. La ciclabile si sviluppa dalle Sarche a Riva del Garda, il tratto che consigliamo è quello che va da Ceniga a Torbole (circa nove chilometri e mezzo), in quanto per lo più pianeggiante senza grandi dislivelli. Si può pedalare in tutta tranquillità circondati dal verde, costeggiando il fiume Sarca per poi arrivare a Torbole direttamente sul lago.

Lungo la strada ci si può fermare per una pausa sulle numerose panchine disposte a bordo della pista ciclabile, un pit stop lo si può fare anche sulle rive del Sarca in prossimità di Arco, posto fantastico per rinfrescare i piedi!

Non mancano bar e chioschi dove fare uno spuntino, alcuni dei quali dotati di giochi per bambini. Una volta a Torbole ci si può gustare un buon gelato sulla spiaggia ammirando i numerosi windsurf che planano sul Lago. Il tratto di riviera che va da Torbole a Riva del Garda è consigliabile farlo a piedi in quanto è tanta la gente che passeggia in zona, bisogna procedere con calma, se necessario scendere e spingere la bicicletta. In prossimità di Dro la ciclabile è caratterizzata da saliscendi, alcuni più impegnativi di altri, ecco perché consigliamo di prendere la ciclabile in prossimità di Ceniga, anche per evitare il tratto su strada di quasi tre chilometri che attraversa il paese.

Il dinosauro e i larici monumentali

Ventitré imponenti e maestosi larici in Val di Rabbi (con sorpresa finale) sono l’attrattiva principale di un percorso didattico naturalistico unico.
Per arrivare a questo sentiero, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, potete lasciare la macchina al parcheggio in località Còler per poi proseguire a piedi. Dal cinque luglio al sei settembre è attivo anche lo Stelvio bus, un servizio di bus navetta molto comodo per raggiungere il parcheggio (situato in località Coler), qui trovate tutte le info. Una camminata prevalentemente in pianura di circa un’ora vi porta fino a Malga Stablasolo, iniziate poi a seguire le indicazioni per le Cascate del Saent, tappa assolutamente consigliata, suggestive alla vista: imperdibile l’attraversata sul ponte di legno.
Proseguite poi fino a Malga Prà di Saent (1785 m,) da qui inizia la “scalinata dei larici monumentali”, costituita da ben 700 scalini di pietra e radici. Il percorso si sviluppa per un chilometro e mezzo circa con un dislivello di 610 metri, il tempo di percorrenza di questo tratto è più o meno di un’ora e mezza. I larici che incontrate hanno forme particolarissime e sono cresciuti su un terreno impervio ed esposto all’azione degli agenti atmosferici, ad una quota di quasi 2000 metri.
Le storie di questi monumentali alberi vengono raccontate in chiave quasi fiabesca dai cartelli illustrativi in prossimità di questi larici plurisecolari, cartelli curati dall’esperto forestale Marcello Mazzucchi, autentico “poeta della natura”.
Alla fine del percorso trovate un dinosauro che veglia sulla valle, non in carne ed ossa ovviamente, ma un tronco di larice che negli anni ha assunto le sembianze di un simpatico dinosauro.
La camminata inizia in maniera tranquilla,  per circa un’ora si percorre una strada sterrata che porta fino a Malga Stablasolo, facile da affrontare anche con i più piccini. Salendo dalla base alla cima della cascata il sentiero si fa più erto e impegnativo ma con calma e qualche sosta sulle numerose panchine che trovate lungo il sentiero (dove potete sgranocchiare uno spuntino) riuscite a vincere il pendio.
Dopo un’altra oretta abbondante, (considerando le varie soste) arrivate a Malga Prà di Saent, dove potete riprendere fiato ammirando il paesaggio incantevole che vi circonda e fare il pieno di energie necessario ad affrontare la fantomatica scalinata dei larici monumentali.
Da qui in poi il sentiero si fa più insidioso e il dislivello si fa sentire ma la fatica ne vale tutta la pena! Con un po’ di tenacia e allenamento nelle gambe potete permettervi una salita mozzafiato a fianco di questi giganti verdi dalle forme maestose.
Una volta in cima potete decidere di proseguire verso rifugio Dorigoni (2436 metri) o concludere l’anello. Purtroppo durante la nostra escursione non abbiamo trovato il sentiero quindi abbiamo deciso di rientrare facendo la strada dell’andata fino a Plan de le Scalace (dove ci sono tavoli da picnic e il punto panoramico), abbiamo girato poi a destra seguendo le indicazioni per Malga Stablasolo (1540 m) dove abbiamo pranzato.
La camminata intera dura su per giù cinque ore, minuto più o minuto meno, richiede impegno fisico, ma ripaga con emozioni e panorami mozzafiato.