Lo sapete quante potenzialità ha il teatro? E’ il luogo ideale dove far crescere le emozioni dei vostri bambini, farli viaggiare con la fantasia, stimolare i loro sensi e regalare loro il biglietto d’ingresso per fantastici mondi paralleli in cui sognare e divertirsi. I teatri sono luoghi speciali e incantati in cui, dietro a un sipario, nascono e vivono personaggi, mondi e storie. E di teatri e di teatro, la Compagnia AriaTeatro ne sa! Da qualche anno gestisce due sale nuovissime, moderne e piene di magia: il Teatro di Pergine e quello di Meano.

Siamo abituati a sederci in platea, aspettare l’apertura del teatro, stringere il biglietto cartaceo in mano, ma questo ora, non si può fare. Però nessuno ci impedisce di continuare a godere della bellezza del teatro! Ecco allora che molti spettacoli sono stati messi online perché tanti bambini possano vederli e riempirsi gli occhi di bellezza! Basta cliccare sul titolo per essere catapultati dentro il teatro! 

SIAMO TUTTI SULLA STESSA ARCA

Trama – Siamo tutti sulla stessa Arca affronta il tema di Dio e della sua esistenza, in uno spettacolo divertente e arguto. Due pinguini annoiati e litigiosi un giorno sono sorpresi da un evento straordinario: il diluvio universale… Ma loro non possono salvarsi: non c’è posto per due pinguini maschi sull’arca di Noè. Ed è in quel momento che le carte si sparigliano, in un crescendo di gags esilaranti quanto penetranti.
Trama – Parlare d’amore nel ventunesimo secolo, nell’epoca della comunicazione virtuale, del consumo veloce di ogni cosa e quindi anche dei sentimenti che si divorano e digeriscono come fossero cibi in un fast-food, pare fuori luogo.
Farlo raccontando l’eterna storia dei due ragazzi che lottano fino alla morte per difendere e proteggere il loro amore puro, sincero – come puro e sincero sa essere solo l’amore tra due adolescenti – ostacolato dal mondo corrotto degli adulti che dimenticano di essere stati anche loro adolescenti e quindi puri, pare quasi anacronistico.

In realtà la storia di “Romeo e Giulietta” ha la capacità di entrare in contatto con quell’eterno moto interiore che appartiene a tutti, di ogni tempo e di ogni luogo. Per questo, ai giorni nostri, diventa ancora più interessante, giusto, direi quasi necessario, raccontare la storia di questi due giovani che ci fanno riflettere sul valore di ciò che proviamo. Diventa ancora più forte se si decide di raccontare questa storia proprio a chi è abituato, per un evidente motivo generazionale, a convivere e crescere con una società tesa al consumo veloce d’ogni cosa senza aver termini di paragone.

LULU’

Trama – La storia del lupo Lulù è uno spettacolo divertente e profondo per parlare di mondi diversi che si incontrano, della difficile missione di crescere e di conoscersi, di accettare l’altro. Questo spettacolo racconta la storia di una strana amicizia fra un lupo e un coniglio. Non conoscendo le regole che dovrebbero renderli nemici, il giovane lupo Lulù e il piccolo coniglio Tom contro tutte le probabilità diventano migliori amici. L’amicizia è un occasione meravigliosa per entrambi di crescere, conoscere, imparare. Diventano grandi insieme, giocando a volte a “chi ha paura del lupo”, a volte a “chi ha paura del coniglio”. Fino al giorno in cui il gioco sfugge al loro controllo, e il coniglio Tom si spaventa così tanto, che decide di non uscire più di casa. Lulù, triste e solo, intraprende un viaggio verso la montagna, dove anche lui imparerà a conoscere la paura.

IL PICCOLO CLOWN

Trama – Un piccolo clown si ritrova un giorno lontano dalla propria casa, e si affida così alle cure improvvisate di un contadino, poco incline alle relazioni, soprattutto a quelle con i bambini. I due devono imparare a conoscersi, e a comprendere le esigenze l’uno dell’altro.
Le figure del clown e del contadino rappresentano due mondi diametralmente opposti: da un lato il mondo adulto, concreto, fatto di terra e di ritmi che si ripetono, e dall’altro l’universo bambino di gioco e di scoperta in cui tutto è possibile. Lo spettacolo vede in scena un padre, attore professionista, con suo figlio, un bambino di sette anni. In un lavoro senza parole, indagano sulle relazioni di scambio fra due generazioni, annullando le dimensioni verticali di processo educativo, a favore di un ascolto reciproco capace di costruire un legame profondo. La vitalità del teatro attinge qui ad una relazione pura e significativa come quella tra padre e figlio, e l’abbandono della parola permette al percorso emotivo di irrompere sulla scena.