Conoscere l’avifauna lungo l’Avisio

Se pensate che l’Avisio sia bello some come spiaggia dove ripararsi in estate (ricordate il nostro articolo su “Lavis Beach” di qualche tempo fa?), sbagliate. Per chi abita in zona, gli argini del torrente, da S. Lazzaro dove c’è il ponte di ferro, fino al biotopo delle Foci dell’Avisio, una delle tante riserve naturali del Trentino, è luogo di molteplici opportunità. Qui le persone fanno jogging, passeggiano con il cane, portano i bambini a mettere i piedini nell’acqua, osservano la flora e la fauna.

Il Comune di Lavis ha pensato di arricchire il quadro delle possibilità allestendo, lungo una parte dell’ultimo chilometro di percorrenza del torrente, prima che sfoci nell’Adige, un museo a cielo aperto dedicato all’aviofauna, ovvero alle specie di uccelli che popolano queste zone. 

E’ molto interessante e curioso apprendere, grazie alla cartellonistica di ferro intagliato, quanti volatili si possono avvistare nell’atto di sorvolare il torrente o di pescare agli argini, naturalmente armandosi di un po’ di pazienza. Cormorani, corvi, falchetti e persino gabbiani che, scopriamo, non vivono solo al mare. Sullo sfondo la cima della Paganella che sovrasta Lavis e crea il tipico paesaggio trentino tra acqua, cielo e montagne. 

Per passeggiare il consiglio è di partire dal ponte che introduce Lavis dove ci sono gli accessi agli argini. Cani ammessi ma al guinzaglio (anche per la presenza, purtroppo, di bocconi avvelenati 🙁 ) e obbligo di raccolta delle deiezioni, come ovunque. Anche i passeggini possono fare questo piacevole percorso, soprattutto se da trekking. Per quelli meno “sportivi” il percorso, poco prima della cartellonistica, può continuare sulla ciclabile, sempre piuttosto affollata, ma comunque vivibile. 

Bello costeggiare la parte più selvaggia del torrente passando nel sentiero sotto, meno battuto e immerso nel verde. Volendo si può percorrere tutta la strada che conduce fino alla zona industriale di Lavis disegnando un percorso ad anello (si sbuca nella nuova zona dei Felti, oppure continuare sulla ciclabile in direzione nord, attraversando Zambana e le altre zone degli argini dell’Adige.

 

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