Cose da sapere quando aspetti un maschio

Quando aspetti il tuo primo figlio, che sia maschio o femmina, sei impreparato, sai che dovrai prendere dimestichezza con tutta una serie di esperienze e concetti nuovi: il primo bagnetto, il cambio del pannolino, lo svezzamento, la gioia mista alla paura dei primi passi, quando  l’emozione dei primi incerti attimi in piedi si mescolano alla consapevolezza che “da quel momento è finita la pace” perché ogni spigolo e angolo calamiteranno la sua testa.

Quando sei in attesa del secondo ti senti un pochino più pronta, sai già come funziona il bagnetto, sai come si cambia il pannolino, e hai imparato anche ad infilare una tutina in tempi record.

C’è un però, 2 figli sono diversi; ci sono un sacco di cose che dovrai affrontare per la prima volta, se poi il primo figlio è una femminuccia e il secondo un maschietto, le cose nuove quadruplicano.

Ecco tutte le cose che dovresti sapere se sei in attesa di un maschietto (dopo una primogenita di sesso femminile).

Ti comprerà con un sorriso. Gaia ci ha messo circa 2 ore dalla nascita a capire che poteva rivoltarsi suo papà come un calzino. Samuel ci ha messo lo stesso tempo per capire che poteva svoltolarsi la mamma. Un sorriso sdentato e via! Tolto quello con un bacio e un abbraccio ci comprano entrambi. Quando vogliono qualcosa a cui tengono particolarmente partono gli abbracci di gruppo: impossibile resistere!

Il cambio del pannolino. Con un maschio il cambio del pannolino non deve essere veloce, deve essere fulmineo. Ricordo Gaia, la lasciavo per intere mezzore a sgambettare felice con le chiappe all’aria: bastava lasciare il pannolino o un panno assorbente sul fasciatoio per non rischiare incidenti. Con un maschio è diverso. Un maschio spara in alto. A me è bastato un attimo di distrazione per ritrovare Samuel che osservava con evidente soddisfazione lo zampillo della sua pipì che arrivava sempre più in alto per poi atterrare sulla sua guancia. Momenti davvero indimenticabili!

I super eroi incombono. Abituata a barbie e principesse Disney con cui puoi vantare una certa dimestichezza ti troverai del tutto impreparata quando tuo figlio salterà su dicendo che lui “metterà solo la maglietta con dei supereroi” che ovviamente non c’è nel suo armadio.

A noi è successo all’improvviso, è andato a dormire puccioso e si è svegliato la mattina dopo urlando che lui non si sarebbe vestito se non c’era la maglietta con un supereroe. Ho risolto disegnando una S su una maglietta bianca: per fortuna a 3 anni non aveva ancora sviluppato dei gusti troppo sofisticati (a differenza della sorella).

Un maschietto salta. Ovviamente questo non è un dato assoluto, perché è questione di caratteri, però avendo avuto la fortuna di una figlia relativamente tranquilla, avevo sempre potuto godermi in pace i rari momenti di silenzio. Samuel, non controllato a vista è capace di dare testate ai muri per provarne la resistenza (non è chiaro se del muro o della testa), tentare un tuffo carpiato sul pavimento dal letto a castello, lanciarsi per discese particolarmente ripide con la bicicletta, o provare a pedalare con gli occhi chiusi. Giuro lo ha fatto. E’ finito dritto nella campagna che costeggia la ciclabile. Non si è fatto nulla ma il suo orgoglio ne è uscito irrimediabilmente danneggiato.

La difficile scelta dei cartoni animati. Già mettere d’accordo i gusti di 2 bambini spesso è difficile, se poi iniziano con il “questo cartone è da maschi” “questo cartone è da femmine“, si entra in un tunnel da cui non si riesce a vedere la fine.

Per dovere di cronaca: non abbiamo mai incentivato il “questa cosa è da maschi/femmine” anzi, giocano con assoluta disinvoltura con macchinine truccate che vanno a trovare Barbie che praticano sport estremi, solo che a volte gira che “se questa cosa piace a mia sorella allora è da femmina e non va bene“. In quei casi, cambiare stanza e aspettare che se la sbrighino da soli è d’aiuto.

1 CommentoLascia un commento

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *