Dolce Amore

Per lavoro e per attitudine ascolto ogni giorno moltissime storie, aneddoti, racconti. E col trascorrere del tempo in me si rafforza sempre più la convinzione che quello che ci riserva il destino serva per aprire nuove possibilità, per noi. Non sempre è facile intravedere l’aspetto positivo, un po’ come nel “gioco della felicità” che faceva Pollyanna (ve la ricordate? smiley) nel trovare sempre uno spunto di gioia per quello che le capitava.

Quando ho incontrato Silvia Purpuri mi è apparso fin da subito il lato bello della sua storia. Anche se sono certa che avrebbe fatto volentieri a meno di vedere suo figlio ammalarsi all’età di due anni di diabete mellito di tipo 1. Una situazione complicata, anche perché era in arrivo Aurora. Ma è stato proprio grazie alla piccolina in grembo che la malattia è stata diagnosticata in tempo, visto che Silvia monitorava la propria glicemia e le è venuto subito in mente di controllare i valori di Alessio.

Silvia è una mamma che ha saputo trovare la strada per convivere nel miglior modo possibile con questa situazione, consapevole che Alessio non guarirà mai. Silvia è una mamma che non gli ha nascosto nulla, ma che ha trovato dentro di sé tante risorse per farlo sentire (con l’aiuto del papà!) un bambino come gli altri. Con niente in meno, anzi: adesso, con un microinfusore in più.  Silvia sta per partire con tutta la famiglia per un bel viaggio in Galles, perché dopo la chiusura iniziale nei confronti del mondo ora ha deciso di goderselo. Silvia ha scritto un libro, Dolce Amore, che racconta questa storia con gli occhi di Alessio. Un libro per grandi e piccoli, che si legge senza interruzioni e ti lascia con il desiderio di sapere cos’è successo dopo.

Perché comprarlo? Innanzitutto perchè è importante sapere. Che ai bambini non viene il diabete perché si mangia tanto zucchero. Che chi è ammalato può condurre una vita normale, pur con tante accortezze in più. Che se si vede una mamma fare un PIC ad un bimbo, uno sguardo insistente è più doloroso di quella punturina sul dito per far uscire una goccia di sangue. E poi perché parte del ricavato delle vendite andrà devoluto all’Istituto di ricerca del san Raffaele di Milano contro questo tipo di diabete, completamente diverso da quello che colpisce gli anziani.

P.S.: in Trentino fino al 2009, ogni anno si sono registrati 20-25 casi di esordio di diabete mellito di tipo 1 nella fascia compresa tra gli 0 e i 14 anni. Negli ultimi anni si è scesi a circa 12, con un’incidenza pari a 15-19 casi ogni 100 mila bambini. Non un evento raro, insomma, con un andamento oscillante. Anche per questo è importante parlarne.

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