E’ solo un lunedì mattina.

Lunedì mattina. Che lunedì mattina è già duro per il solo fatto che è “lunedì mattina”. Ci svegliamo tutti in ritardo, così, invece che prendere la corriera, Papà pensa di accompagnare la Primogenita a scuola. Io intanto preparo i buoni per la mensa. Presente quei pezzetti di carta che non si trovano mai perché dovrebbero essere “in quel cassetto” invece sono  “in quello a fianco”? o sulla lavatrice in bagno a seconda della mattina?

Ecco quelle cose li.

Astuta come una faina, ho ideato un modello di ottimizzazione lavoro/responsabilizzazione prole che fino ad oggi ho sempre pensato funzionasse alla perfezione: preparo il lunedì mattina (nelle settimane particolarmente buone, la domenica sera) i buoni pasto per tutta la settimana. Li affido alla Primogenita che li infila diligentemente nella teca nella prima pagina del diario. E da li andranno consegnati giorno dopo giorno alla cuoca della scuola.

Svegliati in ritardo dicevo. Ho scarabocchiato nome e data sui buoni e sono corsa ad infilarli nello zaino mentre La Primogenita, finiva di vestirsi. Ottimizzazione dei tempi, dicevo.

Apro il suo zaino e mi esplode in faccia, pieno che neanche la borsa di Mary Poppins nei suoi momenti migliori: 2 vestiti per i travestimenti (?), un astuccio a libro con tutte le cerniere aperte (che chiuderlo si fa fatica) mezzo vuoto, libri di scuola, romanzi dei piccoli brividi (4), 10 kune (Stiamo progettando una fuga all’estero? A 8 anni?), il suo certificato di nascita schiacciato sotto i libri dei Piccoli Brividi (??). Penne e matite. Un oceano di penne e matite che navigano senza direzione nel fondo dello zaino.

“Dov’è l’astuccio che usi per le penne?” le chiedo, “Sulla scrivania” mi risponde. In effetti è li, pieno di crackers sbriciolati, senza penne. Ho pensato di chiederle il motivo ma ho preferito evitare. E pur sempre lunedì mattina.

Apro la tasca in alto dello zaino e trovo i buoni della settimana scorsa “Primogenita, di grazia, con cosa hai mangiato la settimana scorsa?” “La cuoca ci da lo stesso da mangiare, poi sa che li portiamo“. Si, poi intanto da me magari arrivano gli assistenti sociali che si chiedono perché non nutro mia figlia. Ma anche a quello magari pensiamo in un altro momento. Magari quando non è lunedì mattina.

In tutte queste cose non ho trovato la sua penna sferografica, quella che in teoria usa per scrivere. Con cosa abbia fatto i compiti del week end è un mistero che non mi sono sentita in grado di affrontare. Ci pensiamo domani, che in fondo, domani è un altro giorno.

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