Fenomenologia della mamma: la primavera

E’ primavera… evviva! La natura si risveglia, gli alberi sono in fiore e le mamme abbandonano le loro case per affollare strade e parchi. Alcune di loro sono alle prime armi e si preparano in questi giorni per il loro debutto in società. Se anche voi fate parte di questo gruppo di mamme, vi sentirete un po’ spaesate, vi ritroverete a guardare ciò che vi circonda con occhi nuovi e vi scoprirete a osservare le altre mamme alla ricerca di vostre possibili alleate; fate bene: il parco sotto casa è un regno spietato ed è bene non affrontarlo mai da soli.

In ogni caso, che tu sia una mamma alle prime armi o una mamma rodata, preparati: la primavera ti mette alla prova (e non sto parlando della prova costume, per quella c’è tempo), perché dentro ad ogni mamma si nasconde una piccola psicosi. Eccone alcune.

La mamma indecisa: non sa decidere se è caldo o freddo. Passa il suo tempo al parco a mettere e togliere il cappello al figlio, ad allacciare e slacciare la giacca, a ripetere quasi costantemente “non correre, sudi”. La sua indecisione non è cronica, è indotta nella maggioranza dei casi da un lungo inverno passato tra termometri, antibiotici e colpi di tosse notturni. Tiene un aerosol nascosto in borsetta tra le carte di caramelle e le tessere del supermercato.

La mamma ottimista. Per lei il 21 marzo non è solo la data astronomica dell’inizio della primavera. E’ legge. Porta a lavare le coperte, mette i maglioni nella parte alta dell’armadio e tutto il suo atteggiamento è un inno all’estate, anche se fuori ci sono ancora 13 gradi e le montagne sono piene di neve. Le sue figlie sfoggiano leggere giacchette in cotone a tinte floreali, salvo poi avere perennemente il moccio al naso perché nonostante quello che afferma il calendario non è ancora tempo di picnic all’aperto e lunghe gite in montagna con scarpe di tela e crema solare.

La mamma freddolosa. É una mamma previdente convinta che non faccia mai abbastanza caldo per il proprio bambino. La canottiera di caldo-cotone  è presente fino a giugno inoltrato (si fa il passaggio diretto con il costume da bagno integrale per prevenire l’eritema solare) e il berretto di lana verrà sostituito solo tra qualche mese dal cappellino con la visiera integrale. La mamma freddolosa ha un mantra: “copriti, prendi freddo”, lo indossa come un’armatura e ripeterlo le da sicurezza.

La mamma orso: è quella mamma che ha passato l’intero inverno in modalità letargo in pigiama di flanella e ciabatte (salvo quando era a lavorare o doveva andare dal pediatra) ma che  appena sente il profumo della primavera e il cinguettio degli uccellini riemerge dalla sua tana  affamata e carica di voglia di fare. Organizza un dettagliato planning mensile con tutte le cose da fare e da vedere nei caldi week end che aspettano la sua famiglia, spalanca finestre, coinvolge chiunque conosca in avventurosi fine settimana a contatto con la natura. Ogni sua proposta viene accettata, il marito la teme e non ha il coraggio di dirle di no.

La mamma nordeuropea. Si riconosce perché è quella il cui figlio a metà marzo gioca in mutande nel laghetto del parco tenendo con le mani sporche di fango un biscotto biologico fatto in casa.

La mamma in cerca di approvazione: come la mamma del punto 1 non riesce a decidere tra “fa caldo o fa freddo?” ma con una sostanziale differenza: mentre la prima è trincerata all’interno dei suoi dubbi e troppo occupata a correre dietro a figlio con il cappello in mano per preoccuparsi di quello che fanno le altre mamme, la mamma in cerca di approvazione ha bisogno di sapere dalle altre mamme che sta facendo il meglio per il proprio figlio. Con simulata noncuranza avvicina le mamme per informarle sui diversi strati di vestiti sotto cui hanno costretto i figli, perché, come sanno tutti “l’abbigliamento a cipolla è il migliore”.

Io dove sto? Ovviamente in po’ ovunque!

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