La Regina delle Nevi – quello che non vedrete

Domenica 6 marzo pomeriggio alle 16.30 al Teatro di Gardolo ci sarà “La Regina delle Nevi” una recita (tratta da un racconto di Andersen) in cui gli attori sono tutti bambini dai 6 anni in su. Il racconto ai bambini piace tantissimo, lo so perché recita anche Gaia e tra prove, spettacoli e “rappresentazioni domestiche” l’ho vista un numero pericolosamente alto di volte. Quindi ve lo consiglio.

Quello che vedrete sono le vicissitudini di una bambina, Gherda, che parte alla ricerca di suo fratello rapito dalla temibile Regina delle Nevi. Vedrete anche tutti i personaggi che incontrerà nel suo viaggio: corvi, principi, principesse, briganti, animali del bosco (Gaia è una colomba!) e tanti altri. Vi dico già come finisce che ci togliamo il pensiero: bene. Quindi potete portare anche i bambini più piccoli.

Quello che invece non vedrete ve lo racconto io.

Non vedrete un gruppo di bambini che si riuniscono dietro le quinte un’ora prima dello spettacolo per prepararsi.

Non vedrete neanche questi bambini che si truccano e si struccano continuamente. E che vogliono mettere i brillantini. Anche se i brillantini con un brigante centrano poco.

Non vedrete le loro risate nervose, i dolcetti nascosti in un angolo per la fine dello spettacolo e le brocche d’acqua appoggiate sul tavolo.

Non vedrete una bambina rannicchiata in un angolo con un foglio in mano che ripassa le sue battute.

Non vedrete le smorfie e le prove di voce poco prima che si alzi il sipario.

Non vedrete i loro volti che curiosano per vedere che davvero ci sono tante persone a guardarli.

Non vedrete, anzi non sentirete, quei 5 secondi in cui anche il respiro si ferma. Appena qualcuno viene a dire “Si va in scena!”

Non vedrete come si suggeriscono le battute negli inevitabili momenti di vuoto.

Non vedrete la fatica che si fa a tenere buoni, dietro le quinte, un gruppo di bambini emozionati.

Non vedrete neanche che i bambini vogliono fare pipì, 2 minuti prima di andare in scena. E neanche quelli che non ricordano più dove hanno appoggiato il loro cappello.

Non vedrete i bambini che passeggiano avanti e indietro in attesa che arrivi il loro turno. Che anche 2 minuti sul palco valgono tutta l’emozione del mondo.

Non vedrete i loro sorrisi emozionati e soddisfatti a fine spettacolo, quando il sipario cala e loro si abbracciano nei camerini. Perché comunque sia andata sono stati bravissimi!

Alla fine, chi sta dietro le quinte è più fortunato, perché vede uno spettacolo dentro lo spettacolo. Vede le sbavature, i vestiti scuciti, le spille da balia attaccate all’ultimo momento, annusa il nervosismo e respira l’emozione. Tutte cose che però vengono trasmesse al pubblico. Ed è per questo che amo il teatro.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *