Lo strudel della nonna Gemma

La nonna Gemma amava ripetere che se avesse messo in fila tutti gli strudel preparati nella sua vita sarebbe arrivata fino in Africa. Quel continente tanto lontano – per una donna nata e sempre vissuta a Roncafort – era ricorrente nei suoi discorsi, tant’è che un altro tema familiare quando preparava il pranzo era quanto le sarebbe piaciuto andare lì a fare la polenta per i bambini che soffrivano la fame. Ma questa è un’altra storia, purtroppo non più realizzabile…

Comunque. Lo strudel della nonna Gemma è perfetto per chi ha bambini (o adulti) intolleranti a lievito o latticini. Questa la ricetta con le dosi, anche se la nonna faceva tutto “ad occhio”: mescolare un uovo con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e 3 cucchiai di acqua bollente. Aggiungere 200 grammi di farina circa (o comunque quanto viene richiesto dai liquidi) e un pizzico di sale, impastando fino a formare una piccola palla liscia e non appiccicosa. Chi vuole può sostituire metà della farina con quella integrale di farro, o mettere solo farina di kamut..attenzione però che possono cambiare un po’ le dosi perchè assorbono di più. Mentre si fa riposare la pasta, sbucciare 4/5 mele di grandezza media, tagliarle a pezzetti e cospargerle con il succo di mezzo limone. Riprendere la pasta e stenderla abbastanza fina con il mattarello, formando un rettangolo lungo circa il doppio di quanto è largo. Mettete al centro, per tutta la lunghezza, le mele aggiungendo a piacere uvettapinolibiscotti secchi o amaretti sbriciolati,… e chiudete a portafoglio con i due lembi rimanenti sigillando in alto e in basso la pasta premendo un po’ con le dita. Mettere in forno per  40 minuti a 180 gradi, spolverare con lo zucchero a velo e voilà! Questa ricetta è per uno strudel croccante, chi lo vuole più morbido può aggiungere mezza bustina di lievito.

      

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