Mamma… mi porti alla baita dei bambini?

“La Baita dei bambini“. Siamo sinceri, non basta il nome per convincere i bambini ad attaccarsi alla gamba del papà e ripetere in loop “Mi ci porti? Mi ci porti? Mi ci porti?”. A noi è capitato. Solo che non erano i bambini ad essere attaccati alla gamba. Ero io, e la gamba era quella di mio marito e non quella di mio papà.

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A segnare il confine tra Austria ed Italia si trova il maestoso monte Elmo, famoso per le sue piste da sci ma che merita una visita anche in estate o in questa mezza stagione prima che la temperatura si abbassi ulteriormente.

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Sulla sua vetta, facilmente raggiungibile con la cabinovia panoramica di Sesto si trova appunto la Baita dei bambini, un vero e proprio maso contadino in miniatura con le sue baite, il mulino il capanno degli attrezzi e le caprette da accarezzare.

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All’interno di ogni baita una sorpresa: in una, particolarmente rumorosa, si possono trovare pezzi di legno, chiodi e martelli che i bambini possono usare (sempre meglio con la supervisione di un adulto) per creare un’originale scultura.20150813_121416

Nell’altra si trova il mulino mosso dal ruscello che la costeggia.

In un’altra ancora… piano qui ci abita un nanetto, magari impegnato in qualche miniera ma che alla sera tornerà sicuramente per mangiare sulla sua seggiolina e a dormire nel suo lettino con la coperta rossa!

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Essendo un parco giochi poi non mancano sabbiera e scivolo, sedie e panchine… e non dimenticate una coperta se avete voglia di fermarvi a pranzare all’ombra degli alberi che  circondano il parco giochi, se invece preferite qualcosa di caldo è possibile mangiare gustandosi uno dei più bei panorami che la nostra regione ci può offrire: dal terrazzo del monte Elmo si può ammirare la splendida vista di tutta la vallata che lo circonda!

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Quindi abbiamo giocato, mangiato e ammirato uno splendido panorama… ma sentivo che mancava ancora qualcosa! Quando salite con la seggiovia resistete alla tentazione di fare il biglietto anche per il ritorno, è possibile scendere a valle lungo il sentiero 4A, il sentiero delle fiabe, è piuttosto impegnativo sebbene in discesa perché alcuni tratti sono particolarmente ripidi (non è adatto ai passeggini) e perché piuttosto lungo (più di 2 ore) ma le statue in legno che raffigurano i protagonisti di fiabe e leggende locali ripagano i piccoli della fatica.

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Anzi, a fine passeggiata vi chiederanno “ma come sono già finite?” Io alcune le ho trovate piuttosto macabre (come quella in cui gli abitanti del villaggio si mangiano il gigante) ma Gaia e Samuel, hanno colto solo il lato fiabesco della storia: dovrei imparare da loro!

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Scendendo si passa per il rifugio del cacciatore (ideale per una sosta a metà percorso e per rimpinguare le scorte di acqua) e per la folkloristica cappella nel bosco, che affascina con la sua semplicità e bellezza.

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Tutto il sentiero è ben segnalato (ricordate che se siete indecisi dovete seguire le indicazioni per la Cappella nel bosco), fino ad un certo punto: nell’ultimo tratto di strada si passa letteralmente in mezzo ai campi e alle case dei contadini della zona.

Dopo poco più di due ore siamo tornati al punto di partenza. I bambini sono stati bravissimi e si sono meritati un gelato che hanno mangiato lungo la strada che ci ha riportato alla macchina.

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