MUSE: le cinque cose imperdibili se hai 7 anni

Progettare un pomeriggio al MUSE con i bambini non è esattamente come immaginare una visita ad un museo tradizionale, perché al MUSE ci si meraviglia e si può sperimentare, curiosare, toccare e imparare. Ammetto che per un po’ di tempo la coda alla cassa mi aveva disarmato e faceva da deterrente per ogni progetto di ingresso, ma venerdì tutto era perfetto: la giusta fila alla cassa, un numero normale di visitatori, le postazioni libere di essere provate e quindi niente da dire, ci siamo semplicemente divertiti! I miei piccoli accompagnatori, Timothy e Nicole, entrambi sette anni, alla domanda (scontata ma infallibile) “cosa ti è piaciuto di più?” hanno risposto senza indugio con una piccola lista di preferenze, anche un po’ particolari, che io ho unito creando un mini vademecum “speciale” con le cose da non perdere al MUSE quando hai sette anni (ma anche quaranta), in ordine sparso, che tanto con i bambini meglio non provarci nemmeno a seguire l’ordine prestabilito…

  1. LA RICERCA DEI TURACHI (due esemplari di volatili) NELLA SERRA TROPICALE, rinominata da Timmy, in mondo significativo, “la serra infinita” (che ricrea l’ambiente della foresta poretta pluviale dei Monti Udzungwa, in Tanzania). La serra è un posto magico, dove i bambini liberano la fantasia verso posti lontani e sconosciuti. Un luogo ideale per rilassarsi e scatenare la curiosità, con il suono della cascata, il richiamo degli uccelli, le piante dalle foglie giganti e tantissimo verde. DSC_8315
  2. IL RACCONTO DELLA LEONESSA DEL CUCCIOLO e LO SCHELETRO DELLA BALENOTTERA: dinosauri, scheletri, storia mista al presente, l’evoluzione che si materializza davanti agli occhi, gli animali imbalsamati e tante domande che nascono spontanee: “Mamma, ma noi siamo davvero simili alle scimmie…perché?” …che la scienza se non ci fossero i curiosi, non esisterebbe nemmeno. E il piano interrato stimola sicuramente nuovi “scienziati”.DSC_8296
  3. TOCCARE IL GHIACCIO AL QUINTO PIANO ed ESPLORARE IL BOSCO E GLI ANIMALI AL QUARTO: vuoi mettere avere un ghiacciaio in salotto da toccare in continuazione? E cercare ad uno ad uno gli animali, anche i più mimetizzati, che vivono nei nostri boschi, tra galli cedroni, orsi e cervi? Persino la guida, attenta alla salvaguardia delle bestiole del museo, dice che scopre ogni giorno un animaletto nuovo, appeso da qualche parte, figuriamoci cosa può scovare un bimbo di sette anni! DSC_8375
  4. STAMPARE UN’IDEA IN 3D AL FABLAB: “Mamma, ma stai scherzando? Stampano i mattoncini per le costruzioni? Che forza!”. L’innovazione tecnologica agli occhi di un bambino. Pericolo in vista caro Babbo Natale: immaginare un oggetto, disegnarlo sul pc e stamparlo non ha prezzo, ha solo dell’incredibile. DSC_8332
  5. SDRAIARSI SUI CHIODI e ACCENDERE LE STELLE CON GLI OCCHI: al piano zero un “parco giochi” che solo il MUSE poteva avere tra esperimenti di fisica applicata, equilibrio, effetti ottici, ologrammi, riproduzioni di cicloni e molle giganti da far oscillare, tutto rigorosamente da toccare. Quando la parola “gioco” si può anche reinventare e cercare di prendere una pallina che levita per un soffio d’aria diventa meglio di un calcio ad un pallone. DSC_8245
  6. (lo so dovevano essere solo cinque punti, ma non ce l’abbiamo fatta a lasciarlo fuori questo, abbiate pazienza… abbiamo 7 anni ) APRIRE I CASSETTI DELLA DISCOVERY ROOM e trovare zampe, escrementi, teschi, farfalle, insetti e un sacco di cose da “Oh…”, “Wow!”, “Caspita” , “Guarda questo!”, “Fai una foto!”, insomma un’area dove l’idea di toccare, vedere, sentire è stata più che mai centrata e dove anche abbracciare un orso di peluche e annusare i profumi direttamente da fiori giganti può diventare un’esperienza speciale! DSC_8369

Ecco cosa ti resta negli occhi e nella testa se a sette anni decidi di passare un pomeriggio al MUSE. Forse ci sono anche altre cose, anzi sicuramente, che Timothy e Nicole hanno conservato nella top ten degli imperdibili al Muse, ma d’impatto questa è la nostra scelta, magari ci torniamo e scoviamo tante altre cose belle….

Io, da mamma, avrei pure un settimo punto, assolutamente fuori gara: la presenza costante dei tutor in giacca arancione (ovvero l’evoluzione delle classiche guide), che non vi aprono certo le porte della scienza così su due piedi, ma che sanno rispondere con gentilezza e garbo alle domande, anche assurde a tratti, dei piccoli, persino quando la domanda è “Perché ci sono delle foglie secche per terra nella serra?”. Impeccabile la nostra guida Mattia  (in realtà non era proprio la nostra guida, ma i bambini gli si sono incollati addosso contro la sua volontà e così ha dovuto sopportarci per un po’), lo stesso, per un purissimo caso, che ci aveva divertito al lago di Tovel alla stazione limnologica (qui il nostro racconto). DSC_8318

Al MUSE non ci si annoia e ci si torna pure volentieri, una volta con mamma, una con papà, due con la nonna, con la scuola, per il compleanno, a fare la nanna e magari da grandi anche con la fidanzata! 😉 

Ecco tutte le info su orari, prezzi (cliccate qui) e nella nostra agenda tutti gli appuntamenti e le cose “speciali” da fare!

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