Nanna al Muse: perché ci piace tanto

Scesi dalla macchina, armati di zaini e borse, ci siamo trovati in mezzo ad una folla urlante. Dov’eravamo? Al Muse! Samuel doveva infatti riscuotere, con 2 mesi di ritardo, il suo regalo di Natale: la nanna al Muse.

20160226_195818

Ci eravamo già stati 2 anni fa, Samuel era così piccolo che pensavo non avesse memoria dell’evento, invece, poco prima di Natale ci ha stupito, alla domanda: “cosa vuoi chiedere a Babbo Natale?” Lui ha risposto sicuro “Voglio andare a dormire al Muse!

20160226_220721

Devo dire che a noi la cosa ha fatto davvero molto piacere: sapere che a 6 anni è in grado di apprezzare una cosa immateriale come una nottata fuori casa ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta: i nostri figli hanno già capito che “fare” è 100 volte più importante che “avere”.

Così, come dicevo, venerdì sera, il giorno tanto atteso: Samuel ha riscosso, ovviamente insieme a Gaia, il suo prezioso regalo. Emozione a mille per tutto il giorno e saltelli felici fino alle sette e mezza di sera; ora in cui siamo saliti in macchina per andare verso il museo.

Ad aspettare davanti ai cancelli eravamo tantissimi, precisamente 193 tra bambini, mamme e papà che sono arrivati carichi di aspettative anche da fuori regione. “Che fortunati che siete qui! Da noi (Veneto) queste cose non le fanno!” Mi ha detto, sospirando, una mamma quando lo raccontato anche della prossima “nanna a teatro“.

20160226_233147

Per il programma della Nanna al Muse vi rimando al post dedicato all’argomento (in cui potete trovare anche tutte le prossime date), e l’esperienza l’ha già raccontata benissimo Manuela nel suo articolo dell’anno scorso,  quello che ci tengo ad esprimere qui sono le emozioni che contraddistinguono questa esperienza, perché è questo, e non un elenco di attività, che possono rendere appieno l’idea del perché a noi, la nanna al Muse, piace così tanto.

20160226_215726

  1. Entrare in un museo quando fuori è tutto buio è un’esperienza magica, aspettare che le porte si aprano per te e per un numero relativamente basso (in confronto ai tantissimi visitatori giornalieri) ti fa sentire un po’ (tanto) speciale.
  2. All’interno di ogni fazione (si viene divisi in diversi gruppi, ognuno caratterizzato dal nome di un animale) si crea un immediato senso di cameratismo, infatti come prima cosa bisogna inventare un motto per “intimorire” gli avversari. Noi eravamo il gruppo delle volpi e mentre urlavamo orgogliosi lo slogan che ci eravamo inventati (tra cui l’epica frase “giriamo per il bosco in modo losco, e se non possiamo mangiar l’uva ci beviamo il mosto!“), abbiamo sentito davvero che per qualche ora facevamo tutti parte della stessa grande famiglia.
    20160227_000113
  3. Riempiamo i bambini di giocattoli che poi non usano. Investire gli stessi soldi (perché alla fine come dice la mia migliore amica “una scatola di lego non è che costa molto meno“)  per una splendida nottata ricca di emozioni è la cosa migliore che possiamo fare.
    20160227_001507
  4. E’ tempo passato insieme, è condivisione… e visitare il Muse di notte, con le stelle e la luna fuori dai finestroni è tutta un’altra cosa. Considerare la nanna al Muse solo “dormire in un Museo” è riduttivo. Il bello sta nel prima (i laboratori, la caccia al tesoro, il divertentissimo Science Show), il durante, su tutto stendere i sacchi a pelo sui materassini, girare il museo in pigiama e calzini e bere la tisana di mezzanotte (con i biscotti…  praticamente una colazione anticipata), e nel dopo (svegliarsi guardando i dinosauri o i pesci tropicali nell’acquario è impagabile).
  5. Non mi stuferò mai di dirlo: a me piace fare, andare, vedere, conoscere.. fabbricare ricordi. E tra tutti penso che la notte al museo rappresenta uno dei sogni proibiti di ogni bambino.

Per concludere alcuni consigli pratici: so di essere una freddolona… ma con l’aria condizionata che va durante la notte la temperatura di abbassa un sacco. Nel dubbio portate una coperta in più e il pigiama pesante.

20160226_235135

La tisana di mezzanotte è una vera e propria colazione fuori orario: ci sono i biscotti, ma se ne avete da offrire ai vostri vicini di tavolo si creerà ancora di più la sensazione di gruppo… anche i più timidi lo coglieranno come spunto per fare un po’ di conversazione.

20160227_065115

Prima della colazione si ammucchiano in un angolo tutti i bagagli per poi riprenderli quando si ritorna a casa. Borse grandi e capienti risolvono il problema del “dove è finito il mio sacco a pelo”.

Ricordiamo inoltre che per chi partecipa alla Nanna al Muse il parcheggio sotterraneo è gratuito e che il sabato si ha diritto al biglietto omaggio per l’entrata al museo, insomma… l’avventura continua!
 

2 CommentiLascia un commento

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *