Nasce Pokemon Go! Voi che ne pensate?

Era da un po ‘ che cercavo una scusa per scrivere un articolo sui Pokemon, la grande passione che ha colpito da qualche mese a questa parte Gaia e Samuel. E l’occasione mi è stata servita su un piatto d’argento grazie alla nascita (il 15 luglio il lancio ufficiale in Europa) della nuova applicazione per cellulare Pokemon Go, in cui, attraverso la telecamera del proprio cellulare, è possibile andare alla ricerca di questi simpatici “animaletti” nascosti nelle vie cittadine, nei parchi e in altri posti che si scopriranno nel tempo.

Pokemon 2

Allora, i Pokemon si diceva, la trama del cartone è semplice così semplice che le 558.684 serie prodotte fino ad ora presentano episodi identici tra loro. Ash (il protagonista e amico del più famoso Pikaciu) vaga di città in città in compagnia degli amici di turno per catturare Pokemon, farli combattere e vincere medaglie. Poi arrivano i soliti tre cattivi del Team Rocket, al soldo di un fantomatico supermalvaggio il cui scopo non mi è ancora chiaro nonostante le innumerevoli puntate (intra)viste che ho all’attivo, combattono con i protagonisti, vengono sconfitti e spazzati via in esplosioni di yattamaniana memoria. Fine. Così all’inifinito.

Pokemon

Nonostante adesso mi stimoli sentimenti contrastanti (l’idea di “catturare” e “far combattere” cozza un po’ con i miei principi di base) c’è stato un tempo che, come Gaia e Samuel ora, lo adoravo: avrei dato chissà cosa per poter salutare mamma e papà e partire anche io all’avventura, armata di uno zainetto modello Mary Poppins e una carriola piena di sfere alla ricerca dei Pokemon più rari.

Perché li, nel mondo dei Pokemon è normale, a 10 anni (o giù di li), dire ai genitori “Ciao vecchi, io mollo casa, scuola e sicurezza e me ne vado a zonzo per il mondo a caccia di medaglie, non cercatemi, se trovo un telefono mi faccio vivo io!” non come qui che se eri fortunato (ma tanto fortunato) potevi scendere nel cortile di casa senza la mamma che ti correva dietro con la canottiera di lana in mano.

Oggi, il riscatto di generazioni che si sono viste defraudate dalla possibilità di catturare Squirtle e Charmander, oggi nasce Pokemon Go e tutti sono invitati nelle strade armati di cellulare e Sferapoké. Non è una cosa da bambini di oggi magari (e meglio così, perché l’idea di vederli andare in giro con il muso puntato sullo smartphone mi fa rabbrividire), ma sicuramente è una cosa per i bambini di ieri. C’è chi critica affermando che le cose da fare sono altre. E’ certamente vero… ma che male può fare svagarsi per un po’?

Tralasciando che ci sono un sacco di altre cose che preferisco ai videogiochi, l’idea è geniale. Ha rilanciato i Pokemon in un momento di crisi in cui quasi nessuno (a parte i miei figli credo) se li filava più di tanto. Ha reinventato il videogioco portandolo all’area aperta… Forse ora si vedranno più adolescenti in giro per le strade… speriamo solo che ogni tanto tirino su gli occhi dal cellulare!

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