Chiudete gli occhi.

Provate ad immaginare una scuola diversa, una scuola dove la maestra non se ne sta seduta in cattedra  ma gira tra i bambini impegnati nelle attività che preferiscono.

Immaginate una scuola dove gli strumenti sono messi a disposizione dei bambini e dove loro possono sperimentare e imparare (o inventare) come usarli da soli grazie all’autoapprendimento (vi pare impossibile? Provate a pensare a quante cose i bambini imparano senza bisogno di interferenze esterne. Quante volte vi è capitato di dire “Non ho idea di chi glielo abbia insegnato”?) .

Immaginate una scuola dove un bambino non si sente emarginato o diverso perché ha un ritmo di apprendimento più lento dei suoi compagni.

Immaginate una scuola dove si insegna il rispetto; per le persone, per le cose, per le caratteristiche e le differenze di ognuno.

Immaginate una scuola dove tutti si sentono protagonisti perché vengono esaltate le competenze di ognuno e tutti possono metterle a disposizione degli altri.

Immaginate una scuola dove non c’è “il primo della classe” meta irraggiungibile magari per quel bambino che fatica a capire i numeri e sta sempre un passo indietro.

Vi piace? Questa è una scuola Montessoriana.

E’ una scuola che punta ad aiutare i bambini a sviluppare la propria personalità e a svolgere da soli tutti quei compiti che sono alla loro portata, senza fretta, senza costrizioni.

I punti cardine di questa scuola sono:

L’ambiente: Deve essere ricco di possibilità di lavoro,

L’insegnante: che nella scuola montessoriana diventa una guida quasi silenziosa, che accoglie i bambini, presenta i materiali, vigila, aiuta ma senza interferire.

Il Bambino: vero protagonista di tutto il processo, è lui che scopre, sperimenta impara… ma in un ambiente sereno e alla sua misura.

Verrebbe da pensare che in una scuola del genere regni il caos, invece, come ci hanno detto durante l’incontro che si è svolto presso la scuola Manzoni per spiegare l’introduzione del metodo Montessori, i bambini hanno ben chiare le regole della convivenza, imparano l’indipendenza e a mettere in ordine e a condividere il materiale.

Nella scuola montessoriana ogni decisione viene discussa non imposta, non succede, ad esempio, che un bambino venga spostato di posto senza che sappia il perché, ogni scelta viene motivata e spiegata nel pieno rispetto di ogni bambino.

Come si fa ad accedere a questo sogno?

Abbiamo già parlato in questo articolo dei vari criteri per l’assegnazione dei posti, che per ogni scuola sono fissati con un massimo di 25. Tra i vari parametri per la classifica vi è anche l’ordine di arrivo delle domande: insomma non dovete perdere tempo, se siete interessati correte a chiedere maggiori informazioni presso l’istituto comprensivo Trento 6!

Unica vera pecca: la sperimentazione partirà con una classe mista (prima e seconda) alle scuole Bellesini, ma è molto probabile che poi il ciclo verrà spostata in un altra scuola sul territorio trentino, ma ancora non si sa dove, insomma potreste partire a Trento nord e ritrovarvi a Cadine.

Ricordiamo che anche il comprensorio scolastico di Rovereto Est parteciperà alla sperimentazione montessoriana. Quindi se siete di quella zona chiedete informazioni direttamente all’istituto.