Sulla Ponale magnifica vista sul lago di Garda

Uno dei modi migliori per godere appieno la bellezza del lago di Garda è ammirarlo dall’alto: le vele che si riflettono sullo specchio d’acqua dall’alto sembrano tante barchette di carta, le macchine una pista giocattolo, le persone minuscoli omini di lego… insomma avete capito, anche ai bambini è piaciuto un sacco!

Sabato scorso ci siamo avventurati lungo la passeggiata sulla Ponale (tempo fa c’era stata anche Silvia, ecco il suo racconto). Parcheggiando a Riva parte un centinaio di metri oltre la centrale idroelettrica (quindi potrebbe anche essere una buona idea unire le 2 cose). Salendo lungo il sentiero, in leggera pendenza ma semplice e per nulla impegnativo, si incontrano subito splendidi scorci sul lago di Garda, impossibile dire da dove si può ammirare il panorama migliore!

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Visto che era mezzogiorno passato ci siamo fermati sulle prime panchine che abbiamo incontrato per pranzare: la scelta è stata proprio azzeccata perché poi non abbiamo incontrato altri posti in cui fermarci. Seduti su un terrazzino di pietra che si affaccia sul lago abbiamo consumato i nostri panini. La brezza che ci accarezzava, il sole caldo e un panorama davvero unico hanno accompagnato il nostro pranzo e non c’è niente da fare, neanche il miglior ristorante del mondo potrebbe regalare le stesse emozioni.

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Abbiamo incontrato tantissime piccole gallerie da attraversare; serve dire che secondo i bambini (a cui del paesaggio è importato ben poco) hanno rappresentato la parte migliore di tutta la passeggiata?

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Ad un certo punto anche una sorpresa: addossata al muro di una delle gallerie una scalinata mimetizzata nel buioi (bravo Loris che l’ha scovata!) che ci ha portato in una piccola stanza scavata nella pietra. Qui una piccola finestrella ci ha permesso di ammirare un  rettangolo di lago… come un quadro! I bambini, impegnati a raccontarsi storie sui soldati, non sarebbero più venuti via (foto in alto).

Ho rimpianto di non aver portato con me la torcia e mi sono ripromessa di inserirla nello zaino come equipaggiamento base per le nostre passeggiate.

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La Ponale, l’antica strada che collegava Riva con la Val di Ledro fino alla costruzione dell’attuale galleria dell’Agnese, sebbene in leggera salita non è per nulla impegnativa; abbiamo incontrato un paio di passeggini, ma io non lo consiglio: la via è piuttosto dissestata, bellissima da percorrere a piedi e in bicicletta ma un po’ meno agevole per i piccoli seduti nel passeggino (o nel carrello da attaccare alla bici. Abbiamo visto un paio di bambini che, con le loro urla indignate, si sono preoccupati di far sapere a tutti il loro punto di vista).

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Le biciclette hanno rappresentato il vero punto dolente della nostra passeggiata, essendo questo uno dei pochi (e tra i più belli) sentieri da fare in mountain bike, c’erano davvero un’infinità di mezzi a 2 ruote che sfrecciavano in entrambe le direzioni. Purtroppo, a causa della mancanza di rispetto per i pedoni di alcuni (pochi a dire il vero, ma abbastanza da spaventarci) elementi davvero “poco simpatici” (diciamo così va!) che ci puntavano per schivarci all’ultimo minuto nonostante fossimo sul bordo esterno per essere ben visibili e non dare fastidio,  a metà passeggiata abbiamo deciso di rinunciare e tornare indietro: eravamo davvero preoccupati che i bambini venissero investiti. Consiglio quindi questa passeggiata durante la settimana e preferibilmente in bassa stagione, quando forse viene meno battuta dalle biciclette dei turisti.

Alcune precisazioni e integrazioni che ci vengono fornite da Salvador Valandro e che inserisco molto volentieri:

Lungo la strada si incontrano tante strutture del periodo bellico. La più significativa è la cosiddetta “Tagliata del Ponale” un complesso di fortificazioni scavate nella roccia che parte dal livello del lago e sale (con scale e cunicoli scavati nella roccia) lungo tutto il versante. (In determinati periodi dell’anno sono visitabili, vi aggiorneremo).

Dopo circa venti minuti di cammino dalla stanga iniziale si incontra un bar/ristoro: il Ponale Alto Belvedere che offre una visuale splendida sul lago e sulla valle del torrente Ponale che scende al lago.
Dal Ponale Alto la passeggiata può concludersi e quindi ritornare lungo la strada del Ponale verso Riva, oppure si può proseguire. Si può percorrere la vecchia strada che porta fino al paesino di Pregasina (circa un’oretta dal bar) oppure si può scendere lungo il sentiero che costeggia il torrente Ponale fino al lago. Questo percorso è fantastico perché si viene proiettati in un ambiente incontaminato fatto di cascate e pozze d’acqua, sembra quasi di stare in una foresta incantata. Si scende lungo un sentiero largo e molto ben tenuto e si arriva fino al lago dove si incrocia la statale Gardesana. Purtroppo per ora non c’è ancora un collegamento che poi vi possa riportare a Riva, ma si mormora (spoiler allert!) di un futuro servizio sia su strada che su acqua…

Se siete sul Garda non potete perdervi la bella passeggiata sul Monte Brione.

4 CommentiLascia un commento

  • Ciao Stefania,
    il tuo racconto è positivo e mi piacerebbe aggiungere qualcosa.
    Innanzitutto la Ponale non è un sentiero dei soldati…Se ti sentono a Riva a dire queste cose… Era la strada, percorsa con ogni mezzo (carri, auto, autobus, camion, moto…) che collegava Riva con la Val di Ledro, fino alla costruzione dell’attuale galleria dell’Agnese: primi anni ’90. La strada asfaltata, infatti, è stata dismessa e trasformata nel sentiero attuale.
    E’ vero, però, che lungo la strada si incontrano tante strutture del periodo bellico. La più significativa è la cosiddetta “Tagliata del Ponale” un complesso di fortificazioni scavate nella roccia che parte dal livello del lago e sale (con scale e cunicoli scavati nella roccia) lungo tutto il versante. Di solito il complesso è chiuso (mi stupisco che voi abbiate trovato un passaggio in una cannoniera aperto…). In alcune occasioni, il MAG (Museo dell’Alto Garda) e/o le associazioni storico-culturali del territorio permettono la visita di questi siti: la consiglio vivamente, anche con i bambini perchè sono strutture uniche e dal grande impatto!
    Devo dirti che è un peccato che vi siate fermati a metà strada. Perchè il bello veniva proprio da lì in avanti.
    Dopo circa venti minuti di cammino dalla stanga iniziale si incontra infatti un bar/ristoro: il Ponale Alto Belvedere che offre una visuale splendida sul lago e sulla valle del torrente Ponale che scende al lago. Il locale fornisce un’ospitalità magnifica e la gestrice Francesca e il suo staff possono soddisfare ogni sfizio: panini, primi piatti, insalate, ma anche torte e bevande. Il posto giusto dove fermarsi e fare merenda o colazione.
    Dal Ponale Alto la passeggiata può concludersi e quindi ritornare lungo la strada del Ponale verso Riva, oppure si può proseguire. Si può percorrere la vecchia strada che porta fino al paesino di Pregasina (circa un’oretta dal bar) oppure si può scendere lungo il sentiero che costeggia il torrente Ponale fino al lago. Questo percorso è fantastico perchè si viene proiettati in un ambiente incontaminato fatto di cascate e pozze d’acqua che sembra quasi di stare in una foresta incantata. Si scende lungo un sentiero largo e molto ben tenuto e si arriva fino al lago dove si incrocia la statale Gardesana. Purtroppo per ora non c’è ancora un collegamento che poi vi possa riportare a Riva, ma si mormora (spoiler allert!) di un futuro servizio sia su strada che su acqua… Vedremo nelle prossime stagioni.
    Per quanto riguarda infine il “problema” delle bici, hai ragione! Specialmente nella stagione che va da metà maggio a metà settembre dopo una certa ora del mattino la strada si riempie di bikers. Alcuni sono diligenti e rispettosi, altri (una minoranza esigua, ma fastidiosa) invece pensano di essere i padroni della montagna. Io consiglio di fare il percorso nelle prime ore della mattina, dalle 8:00 alle 10:00: i passaggi sono minimi e si riesce a godere in santa pace il paesaggio. Oppure bisogna armarsi di pazienza e di qualche bel “urlaccio” per i più indisciplinati.
    C’è da dire che sono veramente minimi gli incidenti successi in questi anni. Soprattutto se si considerano i milioni di persone che percorrono il sentiero ogni anno.
    Spero che questa mia integrazione possa servire per conoscere meglio un percorso fantastico, a misura di tutte le famiglie. Ciao.

    • Ciao Salvador,
      grazie per la spiegazione super esauriente, correggo subito il post con le tue utilissime precisazioni.
      Il passaggio aperto non ricordo in quale galleria fosse, ma non c’erano segnali o altro per vietarne l’entrata, molto strano (a differenza degli altri che erano chiusi con cancelli in ferro).
      Ora sono proprio pentita di non aver proseguito, ma quel sabato, la via era davvero trafficatissima, e con 3 bambini che volevano correre era davvero ingestibile. Come dici tu i maleducati erano una parte minima ma alcuni (compreso uno che è quasi caduto addosso a mio figlio perché non ha rallentato vedendoci) ci hanno davvero spaventato. Credo che riproveremo in settembre/ottobre magari nelle prime ore del giorno come consigli.
      Grazie ancora e spero continuerai a seguirci e a darci consigli sulle future passeggiate da intraprendere.

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