Tutte quelle volte che ho detto “sbrigati!”… lo rifarei

Scommetto che lo avete letto anche voi. Cosa? Quell’articolo. Girava un sacco sui social network, una mamma raccontava di come la sua vita familiare fosse migliorata nel momento in cui, illuminata sulla via di Damasco, aveva deciso di non imporre più la fretta ai sui figli.

Lo ho letto e mi sono sentita un po’ una cacchina, perché io, di fretta ai miei figli ne metto un sacco. Non è che la parola “sbrigati” sia la mia preferita, ma sicuramente rientra nella Top Ten delle più gettonate dal momento in cui i miei figli hanno iniziato a deambulare e a voler fare da soli (che per inciso è un loro sacrosanto diritto). Quindi ci ho provato per un po’, mi sono detta “se può farlo lei posso farlo anche io” il problema è che per non mettere fretta ai bambini ci vuole davvero una pazienza ascetica che purtroppo mi manca.

Se non dicessi “sbrigati” a Samuel, probabilmente bloccheremmo il traffico peggio di un incidente nell’ora, di punta visto che riesce a fermarsi a controllare le strisce sull’asfalto mentre si attraversa la strada. E potrei anche provare a spiegarlo agli automobilisti che aspettano che ai bambini non si mette fretta, ma potrebbero non trovarsi d’accordo.

file5601348715744Se non dicessi “sbrigati” a Gaia mentre si fa la doccia, faremmo fuori in un solo giorno le riserve idriche di uno stato di piccole dimensioni (facciamo il Lussemburgo?), perché adora crogiolarsi sotto il getto dell’acqua.

Se non dicessi “sbrigati” a Samuel mentre andiamo a logopedia, ci ritroveremmo a varcare la soglia del suo ufficio nel momento in cui tocca al bambino dopo di lui, che diciamolo, la sua mamma potrebbe anche non apprezzare fino in fondo la mia nuova teoria del “non metto fretta ai bambini”.

Se non avessi detto “sbrigati” per tutti i 200 giorni di scuola appena finiti, Gaia avrebbe perso la corriera un giorno si e il giorno dopo pure. E forse è vero, a forza di tornare indietro poi forse avrebbe capito da sola che la corriera non aspetta, ma nell’attesa i disagi a casa sarebbero stati immensi.

Se non dicessi “sbrigati” ad entrambi ogni volta che abbiamo un appuntamento avremmo perso parecchie amicizie, perché alle persone, soprattutto a quelle puntuali, non piace stare ore ad aspettare noi. E avere rispetto per chi ci aspetta non mi pare mica tanto male come insegnamento.

Poi, capiamoci, sono una persona terribilmente pigra che ama guardarsi intorno alla scoperta di piccole meraviglie. Quindi nei giorni di vacanza e quando andiamo a fare passeggiate in mezzo alla natura mi piace seguire il loro passo lento e … a meno che non veniamo colti alla sprovvista da un temporale, allora ricomincia il mantra “sbrigati!”

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