Un bulbo da curare: intervista a Francesca Matteucci

Chi si ricorda la Francy de “I fiori di Francy” e il suo negozietto vicino al Duomo? Proprio a lei, che ora fa la mamma a tempo pieno di Jacopo e Giulia, ho chiesto qualche consiglio per insegnare ai bambini fin da piccoli i bambini ad amare le piante e a prendersene cura.

Francesca, come si può iniziare? 

Un’idea carina è quella di prendere un bulbo di giacinto. Costa poco, è facile da trovare e si può appoggiare in un piccolo vaso di vetro con un dito d’acqua. Il bambino vedrà sviluppare le radici, poi le foglie, e in breve tempo assisterà alla nascita di un meraviglioso fiore profumato.

Perchè è importante questo piccolo gesto?

Perchè tante volte i bambini non hanno rispetto per le piante e per i fiori. Li strappano, non ne capiscono l’importanza e la bellezza. Veder fiorire dal niente un bulbo è anche un modo per far sviluppare in loro un po’ di pazienza, cura, amore.  Anche far notare loro che una pianta ha sete, che la terra è secca, che le foglioline sono girate verso il basso serve a renderli attenti, consapevoli, attivi.

E una volta che il bulbo è fiore?

Quando il fiore appassisce si può tagliare insieme, spiegando che bisogna far posto ad un altro fiore. Il bambino seguirà con attenzione tutte le trasformazioni: in una ventina di giorni vedrà nascere un’altra spighetta e seguirà l’evoluzione della pianta. Il bello del giacinto, così come dell’amarillis, è che fa quasi sempre due fiori. Poi si mette a riposare in giardino e l’anno dopo in primavera in mezzo all’erba spunterà a sorpresa un nuovo fiore.   

 

 

      

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