Una gita persa… un insegnamento negato

Notizie che sarebbe meglio non sentire “ragazzino autistico lasciato in classe mentre i compagni erano in gita“.  E’ successo in una scuola di Livorno e pare che il ragazzino di terza media e la sua famiglia non siano stati avvisati della gita in programma. E che sia rimasto solo in classe con l’insegnante di sostegno.  All’inizio pensavo (anzi speravo) fosse l’ennesima bufala trovata in rete ma pare che sia vero. Posso dirlo? La notizia mi ha sconvolto.

Mi dispiace per questo ragazzo a cui è stato negata una giornata speciale, ma mi dispiace anche per i suoi compagni di classe che si sono persi un’importante lezione di vita: siamo tutti uguali.

Diciamo ai nostri figli che devono essere sé stessi, che non devono giudicare nessuno, che la diversità è un valore da coltivare e conoscere, che ognuno di noi è speciale. Poi, per una gita, viene invece mostrato loro che chi è diverso è un peso e può essere lasciato indietro.

Avrebbero potuto imparare a camminare al passo del loro compagno. Avrebbero potuto guardare qualcosa di nuovo attraverso i suoi occhi. Avrebbero potuto imparare che essere tutti diversi è una cosa positiva perché stando tutti insieme si riesce a vedere qualcosa che non si era mai notato. Purtroppo non è successo… in questa storia ci hanno perso tutti.

Gaia l’altro giorno ha detto “mamma io sono cicciona”, che oltre ad essere una cosa ridicola (ha nove anni e pesa 23 chili, fosse più magra sarebbe bidimensionale), e soprattutto preoccupante: dove le impara queste cose una bambina se in casa non se ne parla e in tv guarda solo i Pokemon?

La scuola è importante non solo per imparare l’italiano e la matematica, ma anche perché è il luogo dove capire come essere persone migliori e a non aver paura della diversità. O almeno questo è quello che io mi auguro.