Un'au pair per l'estate? Ecco la bella esperienza di Emanuela

8 maggio 2014. Da settimane è ormai scattata la caccia alla soluzione per le vacanze estive: se si lavora, dove e con chi lasciare i bambini? Moltissime le colonie estive proposte sul territorio (le trovate QUI), ma c’è un’altra soluzione che potrebbe fare al caso vostro: ospitare una ragazza au pair. Si tratta solitamente di giovani ragazze straniere che offrono la propria disponibilità a trascorrere un periodo di tempo più o meno lungo in Italia, nella casa di una famiglia. Una bella occasione per stimolare l’apprendimento quotidiano dei bambini di una lingua e far conoscere loro una cultura diversa, ad un costo ragionevole. Per capire meglio questa possibilità ho intervistato la mia cara amica Emanuela, che due estati fa ha intrapreso questa bella avventura e ne è rimasta entusiasta. Tant’è che quest’estate farà il tris.

Emanuela, come è iniziata questa esperienza? Le mie due figlie, Camilla ed Elena (oggi rispettivamente 13 e 11 anni, nella foto con Johanna), erano stufe delle colonie estive. Doversi alzare presto ogni mattina anche durante le vacanze estive e stare via per tutto il giorno era diventato un problema. Così mi è venuto in mente di sondare questa possibilità. Ho cercato informazioni su internet e mi sono iscritta a diversi siti di ragazze au pair. Il migliore mi è sembrato aupair-world.it, perché rispettava i filtri che avevo indicato. Quando cerchi una ragazza, infatti, puoi specificarne ad esempio la nazionalità e il suo grado di conoscenza di italiano. Questo sito mi inviava le persone con le caratteristiche che avevo indicato. Gli altri no.

Quanto ci hai messo per trovarla? Un mese circa, anche perché ammetto inizialmente di essere stata molto esigente. Poi quando passava il tempo e ancora non la trovavo, ho capito che era meglio abbassare le pretese! Il sito funziona così: ti registri gratuitamente puoi accedere ad un sistema di messaggistica con le ragazze. Per scambiarti messaggi personali, ed avere il loro numero di telefono o contatto Skype/Facebook, si deve accedere alla versione Premium che costa 39,90€ ed ha una validità di 6 settimane. Questo è il modo migliore per velocizzare la ricerca ed avere tanti elementi in più per capire se sia la persona giusta per la vostra famiglia.

Com’è stata la tua prima esperienza? Bellissima. Abbiamo ospitato Johanna, che veniva dall’Inghilterra, per un mese. Le bambine le si sono affezionate moltissimo, tant’è che è tornata anche la scorsa estate e verrà a luglio, ma solo per farci una visita. Alla fine lei ha deciso di trascorrere tutto il tempo con noi, anche le ore o i giorni liberi.

Come funziona invece normalmente? Che vengono stabilite un numero di ore settimanali, in Italia dalle 15 alle 30, e poi il resto del tempo lo possono trascorrere come vogliono. Suggerisco di essere chiari fin dall’inizio: tempi, retribuzione, compiti da svolgere. Le au pair non sono ne bambinaie né colf, ma diventano a tutti gli effetti un membro della famiglia. Vero è che seguono per le ore stabilite i bambini, preparando loro i pasti; lavando, stirando, mettendo via la loro biancheria; ma anche riordinare la loro stanza, accompagnarli ed andarli a prendere a scuola, aiutarli a fare i compiti. La loro paghetta è stabilita in Italia tra i 250 e i 300 euro al mese, a seconda del loro impegno. Più vitto e alloggio, ovviamente. Meglio se si può dare loro una stanza tutta per sé.

Dalla tua esperienza, che suggerimenti dai alle famiglie che vorrebbero intraprendere questa strada? Di viverla nella maniera più rilassata possibile. Queste ragazze sono spesso giovani e alla prima esperienza, però hanno tanta voglia di fare nuove esperienze e di conoscere situazioni nuove. All’inizio avevo fatto richiesta per una au pair che parlasse anche italiano, pensando di favorire la conversazione tra lei e le bambine, invece poi devo dire che è stato meglio non fosse così. Camilla ed Elena hanno migliorato molto l’inglese e anche adesso comunicano con Johanna via Skype o tramite email. Un buon modo per mantenere la relazione e tenere allenato l’inglese. Adesso aspettiamo Claire per agosto…non vediamo l’ora di conoscerla!

Trovate le risposte a tutte le vostre domande QUI 

 

 

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