Vogliamo tutti un Eliott, drago invisibile

Cosa volete che vi dica? Io lo amo. Lo amavo quando era un cartone animato 2D del ’77 e oggi, dopo averlo visto in versione 2.0 (3D) lo amo anche di più (diversamente forse, ma sicuramente un po’ di più). C’è solo una cosa che non mi piace di questo meraviglioso drago invisibile: che non esiste per davvero. Santo cielo quanto ci vorrebbe un Elliot per tutti.

elliot 77Vi dirò sinceramente quel che penso: ho guardato “Il drago invisibile” al Multisala Modena di Trento (qui la programmazione sempre aggiornata) come se avessi 8 anni, sussultando quando c’erano le scene “paurose”, singhiozzando quando ho provato pena per il piccolo Pete (tra l’altro molto apprezzabile il richiamo ai vecchi nomi originali), borbottando quando “i grandi” non capivano il mondo magico dei draghi. E proprio perchè l’ho guardato con gli occhi di una “ottenne” vi dico cosa penso: è un bel film, pieno di sentimenti, pieno di magia e anche di significati. E’ un bel film, una bella storia, di quelle che i bambini non dimenticano in fretta. “Ma non esistono vero mamma i draghi?” “Il fatto che tu non possa vedere qualcosa non significa che non esista…” Mi pare la risposta più ovvia da dare dopo questa pellicola, primo perchè è esattamente quello che il bel Robert (Redford) dice alla figlia rispetto alla storia dei draghi e secondo perchè è proprio questo che la Disney ci vuole comunicare: continuate a sognare, continuate a credere che “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Crediamoci e basta, altrimenti cosa ci resta?

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Ora vi dico come vanno le cose in questo film perchè dovete essere più pronti di me. Inizia malissimo: un brutto incidente, una famiglia spezzata, i lupi e la paura. Ma poi un enorme mastodontico raggio di luce chiamato Eliott salva tutto e rende ciò che poteva essere un dramma epico una magnifica avventura durata 6 anni per un bimbo, Pete appunto, che è “il più coraggioso bambino che io abbia mai incontrato” (cit. la mamma di Pete). Un drago che salva un bambino. Si era mai sentito (a parte nel ’77)? No, e allora? Perchè non dovrebbe essere possibile? Ci dovranno credere tutti a un certo punto: quelli che in fondo in fondo ci credevano già, quelli che ne erano certi, ma non potevano manifestarsi, quelli che non ci avrebbero creduto mai e quelli che non volevano crederci e basta. Un tocco di malignità umana, come da copione, rovinerà tutto, ma sarà l’amore e l’amicizia a salvare di nuovo la situazione e a mettere ogni tassello al posto giusto. Sarà l’intelligenza superiore di un drago che non esiste (o che esiste ed è solo invisibile a chi non ci vuol credere) a capire la cosa giusta da fare per sistemare le cose. E poi ciò che si allontana non sempre si perde…il lieto fine in questo film è dietro una vetta innevata (e nel cuore di un bambino che crede nell’amicizia). il-drago-invisibile-trailer-italiano-e-nuova-locandina-del-remake-disney

Sapete cosa voglio dirvi infine? Che io vedo una metafora importante dietro questo film, al di là della storia romantica e tenerissima della improbabile amicizia bambino-drago: la natura ha sempre qualcosa di grande in serbo per noi, qualcosa che non riusciremmo mai a comprendere o che forse nemmeno ci sforziamo di conoscere fino in fondo. Non saremo noi a cambiare il corso delle cose…siamo minuscoli esserini insignificanti di fronte alla magia e alla maestosità della natura che in questo film è Eliott: verde, tenero e incredibilmente intelligente.

Lo vedete? Io sì.. 😉  We <3 you Eliott! 

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 E se la notizia ancora non vi ha raggiunto guardate dove è stato girato lo spot di lancio del film dalla Diseny…. e poi ditemi se non viviamo in un posto f-a-n-t-a-s-t-i-c-o!

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