Ma quanto sono belle le malghe di Altafossa, a Maranza? Paesaggio fiabesco, strutture con parchi gioco molto carini e ottimo cibo. Per raggiungere questo posto da Bressanone si prende la strada che porta in Val Pusteria fino ad arrivare al paesino di Maranza, poi si seguono le indicazioni per la Val d’Altafossa con alla fine della strada il parcheggio (tutta la giornata 4 euro, prezzi 2020, solo monete). Si parte da 1600 metri circa.

Ci si incammina lungo la strada forestale che entra nel bosco e dopo poco (20 minuti) si arriva al rifugio “Großberghütte“, aperto ora solo per il fine settimana. Qui c’è la possibilità di fare una sosta (si mangia molto bene), ma noi decidiamo fermarci nel ritorno per la merenda. Così proseguiamo per il sentiero, attorniato da prati immensi ricoperti di fiori e dalle caratteristiche baite in legno dei panorami altoatesini. Mucche e cavalli in abbondanza sui prati. Dopo altri 40 minuti circa si arriva al rifugio Pranter Stadel Hütte (1850 metri), aperto tutti i giorni dal 23 maggio 2020. Impossibile che i bambini non rimangano incantati da questo parco giochi!

Ci ha colpito la cura che i proprietari di questo rifugio hanno messo in ogni particolare, sembra di essere immersi in una fiaba: il piccolo stagno con i mulini, i nanetti che spuntano dai sassi, gli gnomi dipinti a mano che caratterizzano gli angoli del rifugio.

Proprio in mezzo ai tavoli ecco la griglia in pietra, che emana un profumino…  Abbiamo assaggiato una grigliata mista e anche il piatto con uova speck e patate.

Il pomeriggio, tra un gioco e l’altro è volato: la casetta con sabbiera, il percorso sui tronchi, liane, scalette, altalene, scivolo, la teleferica… meraviglioso! Intorno al rifugio ampi prati in cui si possono intraprendere diverse passeggiate dove è possibile avvicinare le caprette e gli asinelli… e che emozione vedere i piccoli nati da poche settimane!

rifugio Pranterstadelhütte (7)

Accanto a questa malga se ne trova anche un’altra: la Wieserhütte (info 340 3756419), sempre incorniciata dalle montagne e dal ruscello che scorre vigoroso. E’ una malga autentica, di proprietà da tantissimi anni, dove si respira il rispetto per le tradizioni che i padri hanno trasmesso nel corso del tempo e l’entusiasmo dei giovani che vedono in essa il loro futuro.

Ora è gestita da una coppia con due bambini deliziosi e altri fratelli che si alternano nei lavori: hanno 50 mucche e producono formaggio. Affittano una ventina di biciclette che si possono utilizzare per fare giri in quota o semplicemente per ritornare a valle e lasciarle lì: poi passano loro a ritirale come si fa d’inverno con le slitte.


Davanti alla bella terrazza dove si mangia ci sono i giochi per i bambini scivoli, casette e percorsi dove scorre l’acqua e delle sdraio ergonomiche di legno.

La cucina ci è piaciuta molto: noi abbiamo preso il solito kaiserschmarren con marmellata di mirtilli rossi e mousse di mela, la torta di grano saraceno, lo strudel ancora tiepido con panna appena fatta e il loro yogourt con le fragole.
Sulla strada del ritorno, consigliata una sosta per la merenda al rifugio Großberghütte, che propone  yogurt ai frutti di bosco e un ottimo strudel di ricotta. Ormai vicini al parcheggio e rientriamo nel bosco per percorrere l’ultimo tratto. In alternativa per tornare potete percorrere anche il giro ad anello seguendo le indicazioni “Rundweg” (giro ad anello), passando nel bosco.

Altra possibilità dal parcheggio iniziale è quella di andare alla Moserhütte a 1936 metri. Ci si arriva in un’ora e un quarto circa su strada forestale in mezzo ad un folto bosco. Sempre in salita, ma alla fine il paesaggio che vediamo a 360° è davvero notevole.

Questa valle ci piace moltissimo, per le sue semplici escursioni adatte a tutti, l’ottimo cibo e la grande cortesia dei gestori delle malghe. Che tra l’altro rimangono aperte fino ad autunno inoltrato, a volte anche a inizio novembre.

Chi volesse camminare di più può arrivare fino al Laghi di Campogrande (Seefeldseen): un’ora e altri 400 metri di dislivello per un panorama grandioso, con vista sulle Odle, Sassopiatto e Sassolungo, ma anche Dolomiti di Sesto. Oltre naturalmente ai laghi, a quota quasi 2300 metri di altitudine.