Alla spesa ci pensa l’AGSAT

Ne avevo parlato qualche tempo fa ed ero in trepidante attesa che il servizio partisse. Cosa? Volontariamente a vostra disposizione, il servizio ideato dall’associazione AGSAT (associazione genitori soggetti autistici trentini) che consiste nel far fare ai ragazzi autistici piccole commissioni, per loro molto importanti (come fare la spesa ad esempio) per i membri della nostra società.

Quando Federico mi ha parlato del progetto mi sono subito offerta per fare da “cavia” una volta che avesse preso il via, così la settimana scorsa mi ha chiamato avvertendomi che i ragazzi erano pronti per la loro prima spesa. Che mi ha conquistato subito lo più confermare anche Il Marito, che dice che ne parlo con i luccichini negli occhi.

Ho fatto un sacco di domande (alcune sicuramente di una banalità unica) per poter capire completamente il servizio e poterne parlare anche a voi.

Il tutto è molto semplice: a questi ragazzi mancano le occasioni di compiere semplici gesti che sono di grande importanza per conquistare l’autonomia, fare la spesa come dicevo, ma anche andare a prendere il giornale, portare a spasso un cane, o andare alle poste a consegnare un bollettino. Cose che spesso diamo per scontate ma che per molte persone rappresentano una vera difficoltà: pensiamo ad esempio agli anziani che vivono soli; una spesa per quanto piccola, può rappresentare per loro un grosso scoglio, sia per la loro difficoltà a spostarsi sia per il peso da portare a casa. Per loro il servizio offerto dai ragazzi dell’AGSAT è davvero vitale.

La spesa dicevo, per iniziare in modo soft, ho commissionato una piccola spesa (principalmente le scatolette per i gatti che avevo dimenticato di comprare), l’ideale è far avere ai volontari la lista almeno un giorno in anticipo in modo che abbiano il tempo di preparare le “figure” delle cose da acquistare. Si le figure, hanno pensato proprio a tutto! Visto che questi ragazzi hanno difficoltà a leggere, tutta la lista della spesa è composta da figure plastificate attaccate col velcro ad una cartelletta, in questo modo se si necessitano di 4 pacchi di pasta X ci saranno 4 disegni della pasta marca x da staccare mano a mano che i prodotti finiscono nel carrello.

Avevo una domanda che non sapevo come porre senza risultare antipatica “come mi sarei dovuta comportare con questi ragazzi?” C’erano particolari accorgimenti da seguire? Potevo presentarmi allungando la mano? E se in casa ci sono i miei figli, noti casinisti a livello mondiale che accolgono i nostri visitatori con un vero assalto alla porta, sarebbe stato un problema? Federico mi ha rassicurato che i ragazzi che sono stati “scelti” come pionieri per questo servizio non presentano grossi problemi di interazione ma che per ogni dubbio avrei potuto rivolgermi ai volontari che li accompagnavano.

Così ieri pomeriggio ho fatto la conoscenza di Giovanni e Francesco, 2 ragazzi estremamente diversi; Giovanni è ragazzone irruento, che appena arrivato in casa si è messo ad ammirare estasiato l’albero di Natale, mentre Francesco è un ragazzo più minuto e timido, grande amante degli animali: infatti ha fatto subito amicizia con i nostri gatti.

Che questo servizio fosse una meravigliosa idea, se già non ne ero abbastanza convinta (e lo ero), ne ho avuta la conferma non appena Giovanni mi ha mostrato con orgoglio tutte le cose che aveva preso per noi. Abbiamo sistemato le scatolette dei gatti e riempito le loro ciotole (anche loro hanno decisamente apprezzato il servizio).

Un’iniziativa che merita di essere diffusa, parlatene alla vicina di casa, quella un po’ anziana che non esce mai di casa, un aiuto le sarà sicuramente gradito e anche avere per qualche minuto la compagnia di dolcissimi ragazzi con un sacco di cose da insegnare. Parlatene alla mamma perennemente di fretta fuori dalla materna o a chiunque vi capiti a tiro. Sono notizie che fanno bene al cuore.

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