Athena, associazione trentina handicap e normalità a confronto

ATHENA, “associazione trentina handicap e normalità a confronto”, è un’associazione di volontariato di famiglie con minori e giovani adulti con handicap e difficoltà. È stata fondata da persone che – in ruoli diversi – hanno contatto quotidiano con la disabilità: in primis i genitori di figli portatori di handicap e disabilità di diversa natura e gravità, ma anche da operatori dei servizi e da volontari a vario titolo.
ATHENA è l’espressione dell’esigenza delle famiglie di bambini, ragazzi e giovani adulti portatori di handicap di trovare un “luogo” dove confrontarsi, crescere, parlare, coordinarsi e progettare, in accordo con i soggetti pubblici delegati, il volontariato e le associazioni del privato sociale nel senso più ampio ed in tutte le sue forme, azioni mirate e personalizzate per vivere fino in fondo e nel miglior modo possibile la sfida della vita. Con un grande progetto aperto al futuro: quello di dimostrare, nella quotidianità che non fa notizia, che l’integrazione è possibile all’interno della famiglia e di proporre un modo diverso e più vicino agli affetti famigliari di affrontare l’handicap.
Scopi ed obiettivi:
1. Favorire interventi e progetti educativi personalizzati ed individualizzati specifici di assistenza e riabilitazione integrata a domicilio per minori e giovani adulti con handicap e difficoltà .
2. Valorizzare la risorsa famiglia, favorendone un ruolo attivo e da protagonista all’interno dell’intervento e/o del progetto personalizzato.
3. Promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso il potenziamento delle loro abilità emergenti e l’aumento delle loro competenze comunicative e delle abilità relative ai bisogni fondamentali .
4. Favorire la sensibilizzazione, l’attivazione e la valorizzazione della disponibilità e delle risorse, economiche e non, della comunità verso le famiglie con soggetti socialmente svantaggiati a carico.
5. Credere fermamente che insieme si può fare quello che non si riesce a fare da soli, insieme alle famiglie solidali, ai servizi pubblici, alle associazioni e alle cooperative del privato sociale, alle parrocchie ed ai loro gruppi, ad altre realtà private e della comunità.
6. Promuovere nella comunità la cultura della diversità, i rapporti umani e sociali, la sensibilità, la condivisione necessarie affinché i bisogni delle persone e delle famiglie con disabilità abbiano soddisfazione.
7. Realizzare occasioni di dialogo e di servizio senza formalismi e burocrazie, di responsabile realizzazione dei propri scopi sociali, di amicizie, di consapevolezza, conoscenza.
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