Storie di fantasmi? Pare che a Castel Romano, nella zona di Pieve di Bono, in Valle del Chiese, si aggiri il fantasma di una vera contessa (Dina) che proprio in questo castello, sorto oltre seicento anni fa, era solita far fare una brutta fine a molti giovani del posto. Finita anche lei in un modo non molto simpatico, pari si aggiri ancora da queste parti, soprattutto quando una nebbiolina un po’ angosciante avvolge i ruderi. Macabro? Un po’, ma affascinante. Noi abbiamo visitato il castello di giorno, con un bel sole caldo e la sensazione che abbiamo avuto non è stata assolutamente macabra, anzi!

Si respira un’aria di storia molto antica, di dame e di signori, di servi e di cavalieri, complice anche la bella attività “Esplora e impara!”, a cui abbiamo partecipato con i bambini, un gioco di ruolo che ci ha fatto fare un bel balzo indietro nel tempo, per scoprire la vita a castello, tra stanze, immagini e storie di vita quotidiana. Il castello sorge su uno sperone di roccia (il Dosso di Sant’Antonio) e domina la valle che qui è nel suo punto più stretto e permette quindi uno sguardo diretto sui paesini dell’altro versante: Prezzo, Praso, Daone e così via. Sorto circa nel XIII secolo e ristrutturato di recente, porta i segni del tempo, ma a dire il vero nemmeno così tanto se non fosse che durante la Prima Guerra Mondiale gli italiani lo bombardarono perché occupato dalle truppe austriache, rendendolo così un rudere.

Un ponte in ferro, all’ingresso, ci ricorda che lì sorgeva un ponte levatoio e in tutta la struttura le parti in ferro sono ricorrenti e simulano le parti oggi mancanti: ballatoi, scale e passaggi. Questi interventi permettono di visitare anche il piano superiore di questo grande castello in cui, dice la guida, abitava più di una famiglia di nobili (conti) contemporaneamente. Scopriamo le cucine, la chiesetta privata, le scuderie, ma anche la zona in cui sorgeva la “trappola” grazie alla quale la Contessa Dina si liberava dei giovanotti. Aiuto!

Immaginiamo i banchetti e visualizziamo le fontane e gli affreschi che decoravano le stanze, con la fantasia pensiamo agli archi  e alle frecce che scoccavano dalle strette feritoie superiori, ma anche, più tardi, i cannoni posizionati nelle cannonaie più in basso. Non sono molti i particolari rimasti, ma con la fantasia e qualche aiutino delle guide si riesce bene a immaginare cosa accadesse nei corridoi e nelle stanze e si rimane anche un po’ stupiti di quanti secoli queste mura, abbiano visto scorrere attorno a loro.

Ci godiamo il panorama e, nel nostro caso, chiudiamo la giornata con un bel laboratorio artistico ispirato agli affreschi che stavano nelle stanze, ora conservati, almeno nelle parti che non hanno subito i bombardamenti, nel Museo Diocesano a Trento. La stessa attività si ripete in altri siti storici della zona, trovate QUI il calendario.

Castel Romano i è piaciuto perchè:

  1. si raggiunge comodamente in macchina
  2. è curatissimo nel suo esterno (sotto il castello c’è anche una bella area pic-nic dotata di fontana, tavole e panche e un bel prato verde)
  3. racconta un sacco di storia (dal Medioevo alla Prima Guerra Mondiale) e di leggende
  4. da qui si gode un super panorama

Per raggiungere il castello ci sono due possibilità: direttamente in macchina dal paese di Strada, salendo verso Por (dove è conservata la fontana originale interna del castello) e parcheggiando esattamente sotto il castello. Oppure per chi ama passeggiare, attraverso il sentiero “La foresta nascosta di Castel Romano”, una mulattiera  che si dirama dal parcheggio di Cologna (frazione di Pieve di Bono) a destra della Strada Statale. É un sentiero botanico e sale a zig zag nel bosco per cento metri di dislivello. Ci sono una serie di tabelle esplicative, ma attualmente non sono in buono stato. Se si seguono le indicazioni si può completare il sentiero ad anello e tornare al parcheggio.

Il castello è visitabile, oltre che con le attività per bambini a cui bisogna iscriversi tramite il Consorzio, solo con le guide e nei modi e nei tempi prestabiliti. Trovate QUI i giorni, gli orari e le tariffe. La visita dura circa un’oretta. La possibilità di visitarlo termina con il secondo weekend di settembre.