Lampedusa, l’isola che non ti aspetti (anche con i bimbi)

Foto sopra: Chiara Montessori

Oggi facciamo un’eccezione e usciamo decisamente dai confini trentini, spostandoci di ben 1752 chilometri. Vi porto a Lampedusa (non sia mai che prenda vita anche l’italideibambini.it!), da cui sono appena tornata. E un luogo così magico è decisamente da condividere con tutti voi. L’anno scorso avevo letto questo bellissimo post di Susanna e le sue parole mi sono risuonate per tutto il tempo della vacanza. Perché quando una persona è capace di cogliere l’essenza delle cose colpisce dritta al cuore.

Lampedusa è un pezzo d’Italia perduto in mezzo al mare, più vicino alla Tunisia che alla Sicilia.  E’ un’isola che mescola la roccia e il sole, che profuma di nostalgia. E’ un concentrato di energia, di emozioni, di natura prepotente e selvaggia. Un posto da cui non si torna uguali a prima.

Ecco quali sono le cose da non perdere con i bambini a Lampedusa:

  • un giro in barca, possibilmente sulla Barca Flavia. Partenza al porto nuovo alle 10.30, giro dell’isola (a seconda delle condizioni del mare) con Francesco, che vi racconterà in maniera divertente i segreti di ogni tratto di costa, super pranzo a bordo con antipasti e un primo a base di pesce freschissimo, dolce a sorpresa e merenda a base di frutta. Costo: 40 euro a persona (li merita tutti) e prezzi speciali per i bambini. Lo consiglio perché quel che si vede dalla barca è impossibile da vedere dalla terraferma, perché i tuffi alla Tabaccara in mezzo alle “barche volanti” (l’acqua è così chiara che si vede l’ombra sul fondale dando l’idea che siano sospese) è un’esperienza indimenticabile. Per non parlare dell’uscita serale, che vi regalerà quasi sempre l’incontro emozionante con i delfini (noi li abbiamo avvistati anche di giorno), la vista di tramonti pazzeschi, e una cena spaziale a base di cous cous o altre prelibatezze. E poi? Si balla, grandi e piccoli. Per prenotare: 3338847296.

  • un aperitivo all’ O’Scià, di fronte al mare. O’Scià è un modo bellissimo e struggente per chiamare in lampedusano un’amore, un figlio. Significa letteralmente “fiato mio”, vi viene in mente qualcosa di più bello? O’Scià è anche un posto di incantevole bellezza sulla costa nord dell’isola, dove potrete fermarvi sui tavolini all’aperto e godere di quest’atmosfera magica. Possibilità di prendere qualcosa da bere o di aderire alla formula “buffet” a 15 euro, molto carina anche per i più piccoli.
  • il centro di recupero delle tartarughe marine, alla stazione marittima del porto vecchio, aperto in estate tutti i giorni dalle 17 alle 20. Al centro, gestito dal WWF, vengono curate le tartarughe che hanno subito danni principalmente legati allo scontro con le imbarcazioni o all’ingestione dei rifiuti di plastica gettati in mare. All’ingresso vengono formati dei gruppetti per le visite guidate dei volontari, che soddisferanno tutte le curiosità di questa specie. Alla fine della visita potrete vedere da vicino le testuggini e se sarete fortunati potrete partecipare anche alle operazioni per il loro rilascio in mare una volta curate.
  • una visita a Linosa. Isola molto più piccola e completamente diversa da Lampedusa, perchè di origine vulcanica e totalmente verdeggiante. Appena scesi dall’aliscafo (un’ora e un quarto da Lampedusa) cercate quell’uomo fantastico che è il Barone Rosso. Un pescatore, un agricoltore, un incantatore di storie: il custode per eccellenza di tutte le meraviglie di questo fazzoletto di terra che conta 400 abitanti e che resiste alle intemperie, ai raccolti rovinati dal vento, ai disagi tipici dei luoghi dimenticati dalla politica, ma tenuti vivi da chi ci ha lasciato un pezzetto di cuore. Il giro in barca con lui è d’obbligo (15 euro a persona), il pranzo nel ristorante di famiglia al porto (Ristorante Errera) pure.

Informazioni utili:

  • i voli sono piuttosto cari, ma cercando per tempo con attenzione (io mi trovo bene su Skyscanner) è possibile trovare tariffe attorno ai 200 euro a/r a persona in su. Comunque sia, ne vale assolutamente la pena.
  • il periodo migliore? come sempre: maggio, inizio giugno, settembre, ma anche ottobre.
  • la Spiaggia dei Conigli è di certo la più bella: non di facile accesso con i bimbi piccoli per il sentiero impegnativo soprattutto al ritorno, è privo di punti ristoro e di zone attrezzate. Il chiosco all’accesso della spiaggia, in alto, noleggia gli ombrelloni (5 euro al giorno). Ricordate però che si possono piantare solo in una metà della spiaggia, per favorire il deposito delle uova delle tartarughe marine (anche se a me sembra più un’operazione di facciata, che altro: i dati dimostrano che sempre più testuggini evitano di riprodursi qui nonostante il loro imprinting le porti a deporre le uova solo nel posto in cui sono nate)
  • merita più di una visita la spiaggia attrezzata “Sciatu Persu” (Fiato Perduto). Maria Rosaria vi vizierà offrendovi il caffè freddo, i dolci preparati dalla suocera, le sedie nell’acqua di una trasparenza incredibile. Da non credere.
  • comprate maschere ed occhialini in abbondanza, i fondali sono pieni di pesci giganti e potrete vedere anche le stelle marine.
  • per girare potete noleggiare le Mehari, jeep aperte (foto sopra) tipiche dell’isola. Per i bambini un’attrazione irresistibile! Lampedusa è piccola, ma necessita di un mezzo di spostamento per viverla al meglio e scoprire ogni suo angolo.
  • si mangia benissimo, ovunque. Da segnalare al porto nuovo la pescheria gastronomica Da Gianni e in paese la gastronomia Martorana: i calamari alla lampedusana sono solo una delle mille prelibatezze da non perdere.
  • acchiappate almeno un tramonto, di una bellezza struggente come solo nella zona delle antenne sulla strada di Ponente.
  • chi ama il passeggio e la vita mondana ha solo una possibilità: via Roma. Si popola seriamente dalle 10 di sera in poi e offre di tutto e di più. Lì incontrerete tutte le persone che avete visto in quei giorni: Lampedusa è un grande paese, gira e rigira ci si rincontra sempre.

Gli abitanti del posto dicono che i turisti non rimangono mai indifferenti a quello che loro chiamano “lo scoglio”. O lo ami o lo odi. Se apprezzate i luoghi genuini, i sapori intensi, le persone cortesi ed allegre, la amerete perdutamente. Come è capitato a me.

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