Valle di Ledro, Natale del Gigante

Per il 2022 non ci sarà il Natale del Gigante a Bezzecca, ma solo degli eventi per famiglie. Sono cinque i pomeriggi dalle 15.00 alle 18.00 dedicati ai più piccoli. Di seguito il programma:

  • il 24 e 26 dicembre 2022 la galleria Lamarmora ospita la casa di Babbo Natale, dove il simpatico vecchietto in compagni degli elfi e del Grinch, intrattengono i bambini con letture animate, baby dance, trucca bimbi e altre attività.
  • il 31 dicembre 2022 e l’1 gennaio 2023 in piazza Garibaldi due spettacoli “di fuoco” accompagnati da trampolieri e mercatino degli hobbisti
  • il 6 gennaio 2023 arriva la befana calandosi dal campanile della chiesa.

Non avete mai sentito parlare del Gigante Gilli? Allora vale la pena di passare a visitare la sua casa in Valle di Ledro e scoprite tante curiosità su questo grande personaggio. In suo onore, i volti e contrade del paese di Bezzecca si animano durante il periodo natalizio per creare la magica atmosfera del Natale del Gigante, un mercatino che proporranno ai visitatori prelibatezze gastronomiche, prodotti locali e artigianato, e di anno in anno ci regala sempre nuove ed interessanti iniziative pensate anche per le famiglie.

Ecco la storia di Bernardo Gilli: il gigante di Bezzecca. 

Bernardo Gilli, soprannominato “el Popo”, nacque a Bezzecca nel 1726. Era il più giovane dei quattro figli di Bernardo Gilli e Maria Oradini. A vent’anni misurava due metri e sessanta e impressionava i suoi compaesani per la sua forza sovrumana. All’epoca era probabilmente l’uomo più alto del mondo, ma sembra che già un suo antenato avesse raggiunto un’altezza del genere.

Non passò molto tempo prima che la sua altezza catturasse l’occhio di Giambattista Preghem (Carattà), equilibrista di Nomi, vicino Trento. Nel 1745 Bernardo lasciò Bezzecca e iniziò a esibirsi travestito da turco insieme a Preghem. Il gigante di Bezzecca viaggio per tutta l’Europa e la sua fama lo portò a essere ricevuto da sovrani e papi, tra cui Luigi XV di Francia e Caterina di Russia. Bernardo era un gigante buono che non incuteva timore.

Dopo essere tornato in Patria si fece costruire una casa in piazza, dove ora sorge il municipio. Negli ultimi anni della sua vita perse l’uso delle gambe e morì nel 1791. Secondo le sue volontà lo scheletro venne donato al dottor Canella di Riva del Garda perché lo utilizzasse per scopi scientifici.

Parte dello scheletro finì poi nel Museo Civico di Rovereto. Lo stesso destino toccò anche a un ritratto a grandezza naturale e a una gigantesca calza di seta. Nel 1872 fu allestita una vetrina con i documenti e i passaporti di Bernardo. Quando il museo fu colpito da una bomba durante la Prima Guerra Mondiale andò tutto perduto.

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