Moby Dick: l’amore per i libri non è in via d’estinzione

Ci sono dei posti che sanno di buono. Che appena ci metti piede ti senti bene. Non sono tanti, di questi tempi. Purtroppo. Eppure ce ne sono, ed è nostra cura raccontarli. La mia nuova scoperta si chiama Moby Dick ed è una libreria piccolina che si trova a Caldonazzo (via Roma, 8, 0461.718117), gestita da Pino Loperfido – scrittore e giornalista – e da sua moglie Rita. Una scoperta, ma non una sorpresa per me, che conosco Pino da qualche anno. Burbero più per piacere che per dovere, ogni volta che parla di questa sua creatura cambia espressione. Segno inequivocabile di un amore corrisposto. E dopo averla visitata ho capito il perché.

Pino, come è nata l’idea di realizzare libreria in un un piccolo paese come Caldonazzo?
Si è trattato del punto di arrivo di un percorso passionale legato ai libri, cominciato durante l’adolescenza. L’idea di aprire una libreria è romantica e maledettamente in contrasto con gli stigmi dell’epoca che stiamo vivendo che è veloce, distratta e superficiale. I libri invece predicano tutt’altro. E oltre a predicare, sanno anche razzolare…
Perché l’avete chiamata Moby Dick?
Cercavamo un nome che andasse bene per grandi e per piccini. Ma oltre a richiamare uno dei libri più importanti della storia letteraria, Moby Dick è una balena e una balena è un simbolo molto importante. Il rischio di estinzione, ma anche la tenacia, la forza nell’inseguire un obbiettivo e, alla fine, raggiungerlo…
Molto spazio è dedicato ai bambini. Con che criterio selezionate libri e giochi?
La selezione è molto attenta e basata sul valore educativo delle storie e dei giocattoli, ma anche sulla qualità delle illustrazioni. Proporre giocattoli in legno e passatempi di una volta vuol dire anche volgere lo sguardo alla tradizione e ai valori che la modernità sta tentando impunemente di scipparci.
In questi anni siete diventati una risorsa preziosa per il territorio, tant’è che i clienti vengono da tutta la Valsugana e non solo. Qual è la chiave di questo successo?
Probabilmente il non cercare il guadagno facile. Il nostro negozio ha altri scopi e la gente lo ha capito. Sono tanti quelli che vengono da noi solo per farsi una sana chiacchierata su un autore o su un illustratore, scambiare i pareri su un saggio politico. E i tanti incontri che facciamo sono una delle cose più belle che ti regala questa attività. Il libraio che consiglia un libro è una figura in via di estinzione. Proprio come le balene.
Come vivono i tuoi tre figli quest’esperienza della libreria “in casa” e qual è il loro rapporto con i libri?

I miei figli sono molto felici di questa esperienza. Il più grande già ci lavora, di tanto in tanto. Nelle nostra famiglia il libro è al centro da sempre. Un oggetto dal quale è molto difficile prescindere, un compagno di viaggio capace di accompagnarti per tutto il corso dell’esistenza. I libri ci parlano di noi, ci dicono cose che talvolta nemmeno noi sapevamo.
Nel 2011 hai dato vita al Trentino Book Festival. A giugno si terrà la quarta edizione. Ci dai qualche anticipazione sul programma dedicato ai bambini?
Il Trentino Book Festival Junior è una parte fondamentale della tre giorni di Caldonazzo. Quest’anno si terrà dal 13 al 15 giugno. I bambini possono prepararsi perché per loro abbiamo preparato un menu ricchissimo e allettante. Faccio solo due nomi, tanto per gradire, Geronimo e Tea… Vi ricordano qualcosa?

 

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