Sul sentiero del Ventrar: un sogno

Non c’è niente da fare. La meraviglia è un riflesso automatico quando ti trovi davanti a certi spettacoli della natura. Domenica io e Salvatore ci siamo concessi una giornata da fidanzatini, aspettando che Samuel tornasse dalle sue vacanze con la mamma. Abbiamo preso la moto e siamo andati in un luogo che era da tantissimo che volevo vedere: la bocca di Navene. Da Trento siamo passati per Mori e Brentonico, proseguendo poi sulla strada che porta verso il Rifugio Graziani, punto di partenza per salire su quello spettacolo che è il Monte Altissimo (un’ora e mezza di camminata circa, in salita, ottimo cibo al rifugio, vista da mozzare il fiato… ne scriveremo presto). Proseguendo si arriva alla bocca di Navene, esattamente sul confine tra Veneto e Trentino. Lì c’è un terrazzino panoramico dove spunta all’improvviso il lago di Garda in tutta la sua bellezza, con un bar – ristorante, se avete bisogno di fermarvi a mangiare. Altrimenti, proseguendo, dopo circa 200 metri sulla destra trovate una strada in salita. Ancora un paio di tornanti e lasciate la macchina al parcheggio. Se devo essere onesta, con mia grande sorpresa, ho visto subito la differenza di gestione tra Trentino e Veneto: il parcheggio (il luogo è frequentatissimo) lasciato a se stesso con sterrato e pendenze discutibili, così come il sentiero, in uno stato di manutenzione pessimo e privo di protezioni nei punti più pericolosi. Per questo non è adatto a chi ha bambini piccoli, perché è necessaria una certa dose di concentrazione. Si scende un po’, per poi continuare in piano per una mezz’ora, con paesaggi incredibili.

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Prima ammirerete la parte trentina del lago, quella di roccia ed arbusti che dà su Torbole e Riva, per poi passare dall’altra, con campi bruciati da sole e sotto di voi Malcesine.

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Ancora una mezz’ora, attorniati dai tanti deltaplani in volo e questa volta in salita, per raggiungere l’arrivo della funivia.

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Lassù mi sono sorte alcune perplessità, ve le dico perché abbiate tutte le informazioni per organizzarvi come meglio credete. Ci sono diversi ristoranti, che non mi hanno fatto una buona impressione. Quando poi ho visto una fetta di normalissimo strudel a 5 euro – CINQUE EURO! (che nemmeno in un nostro rifugio in alta montagna raggiungibile solo a piedi…anzi, uno mi viene in mente: raggiungibile con la seggiovia, ma almeno ero un signor strudel fatto in casa con la panna montata) -, il cartello con la richiesta di un’offerta nel caso in cui si facciano le foto ai lama e i prezzi per le discese sui gommoni (non mi ricordo, si vede che ho rimosso) ho avuto la conferma che ci marcino un po’. Confrontandomi con persone che frequentano il luogo, mi han detto che se ci ci ferma a mangiare meglio andare al self service all’arrivo della funivia.

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Comunque sia, è un itinerario che vale assolutamente la pena. Se volete salire direttamente da Malcesine ecco le informazioni sugli orari e tariffe della funivia. Altrimenti, per tornare al parcheggio potete completare il giro in un quarto d’ora prendendo la strada sterrata dalla funivia. Noi abbiamo concluso la giornata scendendo fino a Caprino Veronese, costeggiando il lago e facendo un super bagno a Torbole perché eravamo cotti dal sole. In una giornata un po’ più fresca è sicuramente un’opzione consigliata. Alla prossima!

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