Un museo per volare…con la fantasia

Ci sono un paio di posti che rappresentano le nostre “certezze”. Di quelli che se chiedi: “Bambini cosa vi va di fare oggi?” saltano fuori subito, come fosse ovvio che se ti vuoi divertire devi andare là. Il Museo dell’areonautica Gianni Caproni è uno di questi. Piccolo, bello e intenso. Noi ci siamo stati la settimana scorsa per un appuntamento speciale: la celebrazione del Gagarin Day, ovvero i festeggiamenti per i 55 anni della prima volta che un uomo, Jury Gagarin appunto, ha circumnavigato la terra. Per l’occasione non solo abbiamo costruito uno stupefacente lanciarazzi ma abbiamo anche passato una mezz’oretta con il naso all’insù dentro un piccolo e bellissimo planetario gonfiabile. Il Caproni ha sempre belle sorprese in serbo per i suoi ospiti e noi ci sentiamo sempre a casa.

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Il planetario, proprio al centro del salone principale, ci ha permesso di vedere, grazie a un programma scaricabile gratuitamente (Stellar) e a un proiettore, il cielo di Trento e ci ha anche fatto provare l’emozione di poter far passare velocemente il giorno e la notte, per vedere come e dove tramonta il sole. Abbiamo scoperto la storia di Orione e il perché le costellazioni dello zodiaco sono proprio quelle…e fu così che scoprimmo pure tutti di aver creduto di essere di un segno quando invece siamo sempre stati di un altro. Io pesci… e poi? Abbiamo giocato a indovinare i nomi dei pianeti, abbiamo visto la luna, guardato da vicino gli anelli di Saturno e scoperto mille e più informazioni sullo spazio, le missioni, le stelle. Ci è proprio piaciuto. Chissà se si potrà ripetere ancora, siamo fiduciosi.IMG_8456
Anche il laboratorio ci ha lasciati senza parole. Eravamo convinti di partecipare alla costruzione di un razzo di cartoncino o comunque di qualcosa in stile “lavoretto” e invece no signori! Un vero e propio lanciarazzi dove il razzo è una bottiglia vuota e la pressione la rilascia la pompa della bici ma… che voli! Non abbiamo provato a far volare il nostro razzo, ma ora che Timothy ha imparato come si costruisce uno di quei così temo per l’incolumità dei miei vicini. Che divertimento però e quante cose abbiamo imparato! Super!

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Certo che queste attività però erano proprio da “occasione speciale” (lo diceva anche la spilletta del nostro coach, appuntata sul gilet blu, con l’immagine in bella vista di Gagarin). Ma durante tutto il resto dell’anno cosa si può fare al Caproni? Un sacco di cose, a partire da “A scuola di volo”: un’attività permanente che si può intraprendere grazie a delle postazioni di pilotaggio virtuale. Volare con un aliante, con un piccolo aereo da turismo o con un grande aeromobile da trasporto passeggeri, o ancora con un elicottero diventa possibile anche senza uscire dal museo. La simulazione di volo non è solo un gioco ma serve per crescere nei piccoli che si avvicinano al museo per insegnare loro l’amore per il volo. Per i più piccoli, un colorato aereo, marche I-MINI, permette di osservare e sperimentare il comportamento delle parti mobili di un aeroplano ed apprendere così le prime semplici nozioni del pilotaggio! Ogni volta che passa dal Caproni Timothy non perde occasione per lasciare un suo disegno e i colori e l’area apposita invogliano molto: questa volta ha disegnato una super mongolfiera!

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Ci sono poi appuntamenti programmati nei week end e nei giorni di festa,
che potete trovare direttamente sul sito del Museo , oltre che nella nostra agenda, per i quali è sempre gradita la prenotazione allo 0461/944888. 
E poi, per gli irriducibili anche una proposta imperdibile: il compleanno al Caproni!  Noi ancora non abbiamo festeggiato qui, ma ci stiamo facendo un pensierino…dopotutto, come diceva quel genio assoluto di Leonardo:

“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare.”

 

Di sicuro il Museo Caproni  è un luogo in cui tornare!

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  • […] Il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, fondato dal pioniere dell’aviazione trentino cui è stato poi dedicato,espone la prima collezione aeronautica al mondo, costituita negli anni Venti del Novecento. Sin dai suoi primi anni di attività, Gianni Caproni decise di conservare all’interno delle sue officine alcuni fra i suoi aerei più importanti, anziché procedere alla loro dismissione e al riutilizzo dei materiali per altre costruzioni.Il Museo espone le storie dei pionieri dell’aviazione, nei primi anni del Novecento, e quelle di piloti e degli apparecchi utilizzati durante gli anni della Grande Guerra, tra i quali il Caproni Ca.6 del 1911, l’Ansaldo S.V.A.5 pilotato da Gino Allegri ne “Il volo su Vienna” del 1918. La narrazione prosegue attraverso i cimeli e i protagonisti della riconversione industriale, nell’immediato dopoguerra, dalla nascita del trasporto passeggeri in Italia, nei primi anni Venti, per arrivare agli aeroplani della Regia Aeronautica, come il Savoia Marchetti S.M.79 “Sparviero” aerosilurante italiano della Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi anni l’offerta si è ampliata con l’esposizione di parte della collezione artistica ed una sezione permanente dedicata alla simulazione di volo. Noi ci siamo stati ed è stata una bella esperienza, qui il nostro racconto. […]

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