Ok si sale in quota…ma con cosa?

Piccolo vademecum sugli impianti di risalita. 

Se vi siete ancora fatti la fatidica domanda “Che differenza fa fra una cabinovia e un’ovovia?!” questo è l’articolo per voi. Se qualcuno leggendo questo breve post invece penserà “Io lo sapevo già” buon per lui, ma io sono certa (anzi certissima) che una buona fetta di persone non sa esattamente la differenza fra una funivia, una cabinovia, un’ovovia e via dicendo. La cosa carina è che probabilmente, chi più chi meno, le abbiamo comunque usate tutte una volta nella vita, fingendo di saperne il nome. L’idea dunque è di provare a fare chiarezza fra i vari “impianti a fune”, ci state? (volevo avvalermi di disegni fatti a mano, ma essendo priva della dote artistica in fatto di matita e gomma, ho preferito virare su delle belle foto esplicative 😀 ).

La prima cosa da chiarire è che, nella teoria, tutti i tipi di impianto “a navicella” (quindi chiusi) fanno parte della macrocategoria “funivia” che ha la caratteristica, lo dice la parola, di essere legata a delle funi (evitiamo i tecnicismi ok? Ci basti sapere che centrano le funi). In realtà però, e le persone che ne capiscono di montagna lo sanno, in gergo la funivia è quel tipo di impianto che si utilizza per superare grandi dislivelli montani (particolarmente ripidi o “in piedi” come si suol dire) con un movimento di  “va e vieni”, cioè con due cabine che realizzanto un movimento a spola fra le stazioni estreme e si incrociano a metà percorso. Mentre una va, l’altra viene. Tra l’altro è usata perlopiù per il trasporto di turisti o per connettere siti in quota con le città.

Io, per evitare confusioni, dividere gli impianti in “aperti” o “chiusi”, mi pare più immediato:

  1. Impianti a fune aerea “chiusi” (si sta al caldo, riparati dagli agenti atmosferici) o con “navicelle” :
    1. OVOVIVA – si tratta di un impianto a fune a movimento continuo (nessun “va e vieni”, ma un continuo “giro di navicelle”) e che impiegano più di due navicelle per il trasporto. Hanno quell’inconfondibile forma di uovo (mai sentito qualcuno dire “prendiamo gli ovetti”? ). Può contenere parecchie persone contemporaneamente (es: quelle del Cermis per arrivare dalla stazione a monte fino al Dosso Larici ne tengono 8 al colpo).
      OVOVIA - Alpe Cermis

      OVOVIA – Alpe Cermis

       

    2. CABINOVIA (o TELECABINA) sorella dell’ovovia si distingue da questa solo per la forma delle navicelle: non più a uovo ma squadrata, per questo dette “cabine”. Anche la cabinovia contiene parecchie persone (es: quelle del Cermis in partenza dal Dosso Larici ne tengono di nuovo 8 al colpo).
      CABINOVIA - Pejo3000

      CABINOVIA – Pejo3000

       

    3. FUNIVIA – come spiegato prima sono normalmente due cabine “va e vieni” e si usa per percorrere tratti brevi ma di grande dislivello, non necessariamente legati allo sci. Spesso i passeggeri stanno in piedi, ma questa non è una caratteristica importante (due esempi: per andare sul Monte di Mezzocorona o a Sardagna dal ponte di S. Lorenzo a Trento, la funivia è “posti in piedi”, per andare sul Renon invece è con posti a sedere e molto grande). FUNIVIA - Mezzocorona

Se qualcuno stava pensando che avrei citato la FUNICOLARE spiego che non lo faccio perchè non si tratta di impianto a fune “aerea”, ma terrestre che utilizza dei veri e propi binari (molto usata per le zone con le miniere, ma non per gli impianti montani con utilizzo “sciistico” o turistico).

  1. Impianti a fune aerea “aperti” (gambe all’aria o comunque senza copertura)
    1. SEGGIOVIA – tipico mezzo di trasporto dello sciatore, che prende spunto dalla TELEFERICA (usata per il trasporto di materiale, soprattutto boschivo, in montagna) composta da una sorta di divanetto (la “seggiola” da cui il nome) che normalmente non supera i 4 posti (ma esistono eccezioni).  All’ingresso in stazione  la seggiovia è a velocità ridotta, per agevolare l’imbarco, ma poi la velocità aumenta. I passeggeri hanno le gambe “a penzoloni” e sono bloccati da una barra di sicurezzza. Sul lato, a differenza che nelle cabinovie o nelle seggiovie, non c’è lo spazio per gli sci perchè si tengono ai piedi.
      SEGGIOVIA

      SEGGIOVIA

    2. SCIOVIA ( o SKILIFT) – (il terrore degli sciatori meno espertiè un tipo di impianto che serve per trainare gli sciatori. E’ formato da una sorta di palo che termina con un piattello o un’ancora, i quali fungono da seggiolino per lo sciatore. Deve essere inforcato correttamente per fare in modo che il passeggero si agganci e si lasci trainare fino in cima, all’inizio della pista. Attenzione però, gli inglesi con il termine “skilift” indicano quasi tutti gli impianti a fune quindi non fatevi imbrogliare eventualmente, piuttosto chiedete di specificare.
      65e9574995

      SCIOVIA_SKILIFT

Ok, ci siamo, abbiamo fatto abbastanza chiarezza? Occhio che poi vi interrogo! 😉

[PS: Ho avuto una grande idea: siccome si dice che la pratica aiuta molto di più della teoria, non vi resta che andare a provare tutti i tipi di imipianto, meglio se due volte, una in inverno e una in estate (tranne lo skilift ovviamente) …giusto per sicurezza! Buona gita a tutti! 😉 ]

 

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *