Il sentiero Marciò, i cervi e il ponte sospeso

Il bosco del Parco Naturale di Paneveggio è un luogo davvero magico, si parte dal centro visitatori (volendo potete cercare parcheggio anche lungo la strada) e ci si addentra attraverso una stradina sterrata (adatta anche ai passeggini) chiamata “sentiero Marciò” che porta alla scoperta, grazie ai diversi pannelli informativi, delle meraviglie del bosco.

La prima domanda che verrebbe da farsi è “perché questo angolo di verde abbarbicato sulla cima delle Dolomiti è detto anche Foresta dei Violini?”. Presto detto: perché gli abeti rossi che lo compongono sono perfetti come cassa di risonanza per gli strumenti musicali… come è facilmente intuibile battendo sui tronchi come viene proposto in una delle tantissime installazioni presenti lungo tutto il percorso di questa passeggiata.

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Un modo davvero divertente per scoprire i vari tipi di alberi (sapete ad esempio la differenza tra abete bianco e abete rosso?), le pigne e i vari animali che popolano questa montagna.

Le tracce lasciate dagli animali qui sono parecchie, ma distinguerle non è così scontato! In nostro aiuto vengono le torrette dove i più piccoli (ma anche i più grandi, noi avevamo intrapreso una vera e propria sfida!) si divertiranno ad indovinare l’animale di appartenenza delle diverse impronte. 

A fare da colonna sonora dell’intera passeggiata lo scorrere impetuoso del torrente Travignolo, il corso d’acqua che ha disegnato i contorni di questa foresta incantata. I punti in cui è possibile avvicinarsi all’acqua sono parecchi, cosa che ha reso la nostra passeggiata ancora più avventurosa.

Oltre ai pannelli e alle impronte lungo la passeggiata troverete i “binocoli” con cui osservare da vicino i misteri del bosco. Samuel mi ha spiegato, con il tono condiscendente che usa quando sa che si sta parlando di cose che tanto noi grandi non capiamo, che eravamo a caccia di segreti… e per l’ennesima volta, da quando ci sono loro, mi sono resa conto di quante cose ci perdiamo crescendo.

Quasi alla fine della passeggiata troverete una diramazione che in una ventina di minuti porta al lago di Paneveggio, noi, che non avevamo nessuna intenzione di tornare a casa tanto presto, l’abbiamo seguita (attenzione ricordatevi un cappellino perché questo tratto è completamente esposto al sole) e siamo arrivati a questo piccolo ma caratteristico specchio d’acqua.

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Qui abbiamo fatto merenda, lanciato sassi in acqua e ci siamo riposati prima di tornare indietro. Finalmente dopo tanto camminare siamo arrivati alla vera attrazione: il ponte sospeso  (foto all’inizio) che passa sopra la gola del Travignolo. Una vera meraviglia che da sola merita il viaggio.

Poco distante si trova il recinto con i cervi che vivono in semilibertà, un’occasione davvero imperdibile per permettere ai bambini di conoscere da vicino questi splendidi ungulati.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficialewww.parcopan.org

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