Un luogo incantato che racchiude l’essenza della natura più bella e selvaggia del Lagorai. Dall’estate 2021 il Rifugio Caldenave (📞 340.6351259 ) è gestito dalla famiglia Trevisan.


Guido, con Alice e i loro bambini saranno i custodi di questo posto speciale, in attesa della ricostruzione del tanto amato da tutti Rifugio Pian dei Fiacconi in Marmolada. La nuova gestione si fonda su questi nuovi pilastri (che non vediamo l’ora di testare): pasta fatta in casa, gnocchi e tris di canederli home made. Non mancheranno polenta di patate, formaggio alla piastra, luganega e tondo del pontesel. Piatti della tradizione trentina, insomma! Tutti i prodotti saranno local, con proposte anche vegane e vegetariane.

Come raggiungere questo paradiso?

Partendo da Trento percorrete la strada statale della Valsugana fino a Strigno, quindi si prosegue per Spera, da qui seguite le indicazioni per il Rifugio Crucolo  e continuate fino ad arrivare in Val Campelle dove le indicazioni per il Rifugio Caldenave vi porteranno al parcheggio in Loc. Tedon (sulla destra vicino ad una casa vacanza dove vengono organizzate colonie estive). Parcheggiata l’auto, troverete proprio nei pressi del parcheggio un’ampia strada forestale con le indicazioni per raggiungere il rifugio (1 ora e 30 di camminata).

I primi venti minuti si snodano sulla comoda strada sterrata tra pascoli e mucche, fino ad arrivare al Ponte Campivelo a quota 1499 metri. Attraversato il ponte inizia il vero e proprio sentiero nel bosco che vi permette di raggiungere in circa un’ora abbondante di escursione la splendida vallata dove si trova il Rifugio Caldenave (1792 metri). Il sentiero prosegue sempre in salita e costeggia per gran parte del percorso il Rio Caldenave, sarete quindi accompagnati dallo scorrere dell’acqua e potrete ammirare alcune belle e suggestive cascatelle.

L’arrivo al ponte Caldenave (1752 metri) vi regalerà uno splendido paesaggio: la piana erbosa con il fiume e gli asinelli sembra veramente un luogo incantato e siamo sicuri sarà apprezzata dai vostri bimbi liberi di correre in totale libertà.

Già da qui si può intravedere il rifugio in lontananza, raggiungibile con altri 10 minuti di comoda passeggiata.


Noi abbiamo deciso di seguire il segnavia 360 verso i Laghi della Val dell’Inferno. Mettete in preventivo almeno 2 ore tra andata e ritorno, con la prima mezz’ora che è la più  impegnativa con 200 metri di dislivello. Se i vostri bambini sono abituati a camminare, ne può valere la pena;  poi risalite fino al Lago Nassere, e successivamente scendete a Malga Nassere rientrando direttamente al parcheggio di Tedon prendendo il sentiero Nomadi, chiudendo così il giro ad anello.

Laghetti dell’Inferno © Carpentari Andrea

Laghetti dell’Inferno © Carpentari Andrea

Cosa fare assolutamente! 
Quasi ci stavamo per dimenticare… lasciate gli scarponi ai bordi del fiumiciattolo proprio di fronte al rifugio e fate qualche passo lungo il torrente: sarà un’esperienza davvero rigenerante dopo la passeggiata.


Per il ritorno verso la macchina potete scegliere di ripercorrere il sentiero dell’andata o in alternativa il sentiero L37 che, dopo la prima parte nel bosco, prosegue lungo una strada forestale fino all’incrocio con il sentiero dei Nomadi (L31) da qui seguite le indicazioni per il Rifugio Carlettini e, una volta arrivati, in poco tempo potrete raggiungere il parcheggio in località Tedon. Naturalmente se volete fare un’escursione più soft potete decidere di fare questo itinerario all’andata e scendere lungo il sentiero 332 al ritorno.