Rifugio Caldenave, paradiso in Val Campelle

Un luogo incantato che racchiude l’essenza della natura più bella e selvaggia che si può trovare in Lagorai. No, non stiamo esagerando: raggiungere il Rifugio Caldenave è emozionante! Vedere i bambini che saltellano sui prati, lungo il torrente e accarezzano gli asinelli che passeggiano in libertà ti fa capire che ti trovi in un posto davvero speciale.

Come raggiungere questo paradiso?

Partendo da Trento percorrete la strada statale della Valsugana fino a Strigno, quindi si prosegue per Spera, da qui seguite le indicazioni per il Rifugio Crucolo  e continuate fino ad arrivare in Val Campelle dove le indicazioni per il Rifugio Caldenave vi porteranno al parcheggio in Loc. Tedon (sulla destra vicino ad una casa vacanza dove vengono organizzate colonie estive). Parcheggiata l’auto, troverete proprio nei pressi del parcheggio un’ampia strada forestale con le indicazioni per raggiungere il rifugio (1 ora e 30 di camminata). I primi venti minuti si snodano sulla comoda strada sterrata tra pascoli e mucche, fino ad arrivare al Ponte Campivelo a quota 1499 metri. Attraversato il ponte inizia il vero e proprio sentiero nel bosco che vi permette di raggiungere in circa un’ora abbondante di escursione la splendida vallata dove si trova il Rifugio Caldenave (1792 metri). Il sentiero prosegue sempre in salita e costeggia per gran parte del percorso il Rio Caldenave, sarete quindi accompagnati dallo scorrere dell’acqua e potrete ammirare alcune belle e suggestive cascatelle.

Il tratto finale è sicuramente il più impegnativo, ma resistete perché l’arrivo al ponte Caldenave (1752 metri) vi regalerà uno splendido paesaggio che vi ripagherà ampiamente dello sforzo. La piana erbosa con il fiumiciattolo e gli asinelli sembra veramente un luogo incantato e siamo sicuri sarà apprezzata dai vostri bimbi liberi di saltellare e correre in totale libertà.

Già da qui si può intravedere il rifugio in lontananza, raggiungibile con altri 10 minuti di comoda passeggiata.


Una volta giunti al fiumiciattolo nei pressi del Rifugio Caldenave, noi abbiamo deciso di seguire il segnavia 360 verso i Laghi della Val dell’Inferno. Mettete in preventivo almeno 2 ore tra andata e ritorno, con la prima mezz’ora che è la più  impegnativa con 200 metri di dislivello. Se i vostri bambini sono abituati a camminare, ne può valere la pena; potrebbe essere una bella idea mangiare il pranzo al sacco direttamente ai laghetti per poi risalire fino al Lago Nassere, e successivamente scendere a Malga Nassere rientrando poi direttamente al parcheggio di Tedon prendendo il sentiero Nomadi, chiudendo così il giro ad anello (La prossima volta ci siamo ripromessi di provarla).

Laghetti dell’Inferno © Carpentari Andrea

Laghetti dell’Inferno © Carpentari Andrea

Se invece volete godervi la natura circostante al Rifugio Caldenave, vista la già bella escursione per raggiungerlo, e volete pranzare li, vi consigliamo di arrivare entro le 13.30. Noi siamo arrivati verso le 13.50 e non siamo purtroppo riusciti a mangiare nessuno dei 3 piatti presenti nel menù (polenta e gulasch, canederli o polenta e formaggio del Lagorai) perché già finiti, quindi vi consigliamo di arrivare abbastanza presto se decidete di mangiare li. Siamo comunque riusciti a gustarci un’ottima torta fatta in casa e riproveremo sicuramente in futuro ad assaggiare la buona cucina del rifugio. In alternativa potete portare con voi il pranzo al sacco da gustare magari sul prato vicino al torrente e approfittare del rifugio per un dolce.

Cosa fare assolutamente! 🙂
Quasi ci stavamo per dimenticare… lasciate gli scarponi ai bordi del fiumiciattolo proprio di fronte al rifugio e fate qualche passo lungo il torrente: sarà un’esperienza davvero rigenerante dopo la passeggiata.


Per il ritorno verso la macchina potete scegliere di ripercorrere il sentiero dell’andata o in alternativa il sentiero L37 che, dopo la prima parte nel bosco, prosegue lungo una strada forestale fino all’incrocio con il sentiero dei Nomadi (L31) da qui seguite le indicazioni per il Rifugio Carlettini e, una volta arrivati, in poco tempo potrete raggiungere il parcheggio in loc. Tedon. Naturalmente se volete fare un’escursione più soft potete decidere di fare questo itinerario all’andata e scendere lungo il sentiero 332 al ritorno.