Oggi, amici, vi vogliamo parlare di una bella passeggiata nella splendida Val San Nicolò, all’inizio della Val di Fassa. Si parte da Pozza di Fassa, lasciando l’auto in località Vidor (sosta libera), nei pressi dell’omonimo campeggio. Dal parcheggio si prende la navetta* (una corsa ogni 15 minuti circa, si scende in Loc. Sauch, all’imbocco della valle: a/r 10 € adulti; 6 € bambini), o il trenino (che invece arriva fino alla Baita Ciampiè, a metà della valle circa).

Da subito ci siamo trovate immerse in un paesaggio da cartolina, con prati verdi e fioriti, disseminati di pittoresche baite in legno ed incorniciati da alcune delle più belle vette (Cima Undici, Cima Dodici, il Gruppo Monzoni, Costabella, Cima Uomo e Col Ombert).

Abbiamo quindi seguito la strada principale, pianeggiante ed asfaltata, fermandoci a leggere i pannelli che, tappa dopo tappa, raccontano la leggenda di Similuce, bellissima fanciulla allevata da Re Laurino che, per raggiungere la Marmolada, attraversa la valle, imbattendosi prima in un temibile orco e poi nelle malvagie strie (streghe).

Si arriva così, in circa 40 minuti di cammino, alla Baita Ciampiè, situata a 1826 metri.

Da qui la strada diventa sterrata e si fa leggermente più ripida, ma sempre facile, sia per i bambini che con eventualmente il passeggino da trekking. Al bivio abbiamo proseguito attraverso il bosco sul sentiero 608, trovando così anche un po’ di riparo dal sole.

Ed eccole, finalmente in lontananza, le suggestive cascate della sorgente del Rio San Nicolò: ancora una manciata di minuti e siamo giunte in località “Pè de Forcia” a 2011 metri, dove si trova anche la Baita alle Cascate (2011 metri d’altitudine).

Qui è possibile rilassarsi sul prato o rifocillarsi con un ottimo pranzo tipico (noi abbiamo provato due dei piatti della casa con polenta, che vi consigliamo!) circondati da un paesaggio idilliaco. Se siete a piedi o con lo zaino portabimbo, dopo aver ammirato le cascate ed esservi rinfrescati potete, come abbiamo fatto noi, imboccare, sotto la baita, il sentiero 641 che costeggia il rio san Nicolò, ed evitare così di rientrare sulla stessa strada dell’andata. Si tratta di un percorso molto suggestivo, che si snoda tra radici e ponticelli, con lo scrosciare dell’acqua a farvi da compagnia e l’ombra degli alberi a ripararvi piacevolmente dal caldo.

Questo sentiero è chiamato “Strada dei Russi” perché costruito dai prigionieri russi durante la prima guerra mondiale. Giunti al primo bivio si tiene la destra e si riattraversa il fiume passando su un ponte di legno (in corrispondenza del quale su un pino è segnato il numero 48).

Qui l’acqua è particolarmente bassa e calma, e i bambini si divertiranno a giocarci. Passando per un’ampia pietraia alluvionale dall’aspetto lunare ci siamo infine riportate sul bivio incontrato all’andata e quindi poi alla Baita Ciampiè (un’oretta di cammino). Oltre alle numerose mucche al pascolo nei pressi della malga che si trova a metà della vallata (dove è possibile acquistare formaggi, burro e panna prodotti con latte locale), a fianco della Baita Ta Ciajaa abbiamo avuto anche la fortuna di vedere alcuni asinelli, tra i quali uno nato da pochissimo!
Un’escursione da provare senza ombra di dubbio: facile, con poco dislivello e adatta a tutta la famiglia, anche a chi non è abituato a camminare molto.

*servizio trasporto bus navetta San Giovanni di Fassa – Val San Nicolò attivo dal 20 giugno all’11 ottobre 2020. QUI gli orari. Info: 328.2852124. Gruppi (min 10 persone): 335.7865 464