Author - Alessandra

Munt da Rina, colori d’autunno

Bella passeggiata nei pressi del Passo delle Erbe, in Val Badia, approfittando di queste ultime splendide giornate quasi estive. Cercavamo un posto dove poter godere appieno della bellezza dei colori autunnali e così è stato. Si tratta di una passeggiata piuttosto semplice. Tra una chiacchiera e l’altra e l’osservazione di tante piccole curiosità, in un paio d’ore scarse siamo arrivate fino a quota 1947 metri, alla Ütia Munt da Rina.

Punto di partenza per questa escursione il paese di Antermoia, situato a metà strada tra San Martino in Badia ed il Passo delle Erbe.

Dal centro di Antermoia si sale  nel bosco lungo la strada principale fino a trovare, su un tornante, le indicazioni per Alfarei, un piccolo agglomerato di case poco distante. Da qui la strada  è ufficialmente chiusa al traffico, se non per i residenti. Superate le poche case si prosegue in direzione del nuovo fienile, seguendo le indicazioni per il sentiero 20b.

Il dislivello totale in questa escursione non è elevato (circa 300 metri), tuttavia si alternano tratti in salita con altri in discesa ed altri ancora pianeggianti.

Seguite sempre le indicazioni: i sentieri sono il 20b, nel tratto iniziale, ed il 26b nel secondo tratto.

A circa metà percorso ci si ritrova su un grande prato costellato di baite in legno: da qui potrete ammirare le montagne in lontananza tra cui spiccano il Plan de Corones ed il Sasso di Santa Croce.  Noi ci siamo fermate qualche minuto, quanto basta per riposare ma anche per dare un’occhiata un po’ più da vicino alle graziose casette,  scoprire delle singolari sculture in legno e pietra e trovare un minuscolo ruscello che scende quasi totalmente nascosto sotto l’erba.

Una volta pronti si riprende quindi a camminare: troverete il segnavia all’estremità inferiore del grande prato. Impossibile sbagliare, le indicazioni sono sempre chiare lungo tutto il percorso. Per qualche centinaio di metri la vista si apre sulla valle sottostante con il solito panorama mozzafiato.

Rientrati nel bosco, ad un certo punto troverete un altro bivio, dove un segnavia avverte che mancano 10 minuti alla malga: sarete quindi quasi arrivati a destinazione. E quest’ultimo tratto di forestale sarà anche il vostro ultimo sforzo prima di potervi rifocillare (noi abbiamo trovato un caldo anomalo e più che altro non vedevamo l’ora di bere qualcosa!)

La Malga Munt da Rina

Ecco quindi che salendo all’ombra dei larici in lontananza si inizia a intravedere la sagoma della Malga. Piccola ma molto graziosa, questa malga ha come mascotte un cane bassotto. Lo troverete un po’ dappertutto: dalle decorazioni in legno appese ai vetri esterni, ai tovaglioli e persino sotto forma di deliziosi biscottini che vengono serviti assieme al caffè. Ovviamente non manca anche un bassotto in carne ed ossa, che si aggira simpaticamente tra i tavoli della veranda ed i tavoli sul prato.

I tavoli sul prato sono contraddistinti ognuno da un nome diverso, inciso su un fiore di legno. Noi in questa splendida giornata abbiamo scelto di sederci all’aperto per farci coccolare dal sole: mangiare all’esterno era doveroso con una giornata così bella!

A fianco dei tavoli è inoltre presente una zona parco gioco. Troverete alcuni giochi in legno per i bambini, tra cui un paio di altalene, una mucca cavalcabile ed anche una sorta di bowling artigianale, sempre in legno, con il quale Melania e Carolina si sono divertite un sacco.

L’attesa dei nostri piatti, visto l’affollamento inaspettato, è stata un po’ lunga ma ne è valsa comunque la pena. Ci è piaciuto molto il classico piatto di uova, patate e speck, ma una  menzione particolare la meritano le torte: rotolo alla panna e mirtilli, rotolo alle castagne, tiramisù, torta di farina di carrube… noi abbiamo provato lo strudel e la torta di papavero e noci senza farina: deliziosi! Buono anche il biscottino a forma di cagnolino che è arrivato con il caffè!

È possibile raggiungere questa malga anche dal campo sportivo del paese di Rina, sull’altro versante della montagna: in questo caso è necessaria circa un’ora e mezza per arrivare. Qui si può inoltre salire anche in mountain bike: molti anche gli avventori in sella alle due ruote.

Se avete esaurito le forze, dopo pranzo  potrete sdraiarvi nel grande prato alle spalle della malga a riposare mentre i bambini giocano. Se però avete ancora energia potete proseguire l’escursione fino al Col dal Lé (2178 m) ed al laghetto di Rina, nel quale troverete anatre e cigni!

Si rientra per la via dell’andata, in un’oretta e mezza. Il ritorno, nel nostro caso, è stato quasi magico, sotto una “nevicata” di aghi dorati che, spinti da una lievissima e tiepida brezza, volteggiavano verso il terreno.

La Malga Munt da Rina è aperta ancora fino al 6 novembre per la stagione estivo-autunnale. Tenetelo presente se pensate di fermarvi per uno spuntino!

La passeggiata è comunque molto tranquilla e fattibile anche senza punto di appoggio/ristoro.

Per maggiori informazioni sulle aperture:

Munt Da Rina- Welschellener Alm
tel. 335 6614500
sito: www.muntdarina.com

Se cercate altre idee per passeggiate in zona:

  • Salita facile e con vista spettacolare al Rifugio Monte MuroQUI il nostro racconto;
  • Passeggiata panoramica per tutta la famiglia alle baite del Sass de Putia: ve la raccontiamo QUI
  • Belvedere di Costaces: noi ci siamo stati in inverno ma è bellissimo anche in estate! Guardate QUI
  • Land art in Val dl’Ert: percorso nel bosco alla scoperta di installazioni di arte contemporanea. Leggete QUI

Ice Rink: pattinare a Pinè

Dal 5 novembre aperti dalle 14.00 alle 16.30 all’interno. Pista esterna in fase di ultimazione. 

L’Ice Rink Pinè a Baselga è l’unica struttura in Trentino dotata di una pista coperta e di un anello olimpico esterno. Per far prendere confidenza ai bambini ci sono dei “pinguini” ma anche degli “orsetti” a cui ci si può appoggiare per fare i primi passi. Qui info e prezzi aggiornati.
In estate si può pattinare su ghiaccio nella pista interna, mentre fuori vengono organizzate attività ed eventi per bambini e famiglie come tiro con l’arco ed arrampicata. In inverno molto amato l’anello esterno, a cui si può accedere anche di sera.

Costo: biglietto adulti: 4 €  Biglietto ragazzi (fino a 14 anni): 2,50 €. Noleggio pattini: 2,50 € Noleggio tutor: 3 €

A noi piace perché:

  • è una delle migliori strutture in Trentino, l’unica che in inverno permette di stare dentro o fuori a seconda del tempo (e del freddo)
  • è una delle più convenienti, rapportando qualità e prezzo (sì, ci sono delle piste di pattinaggio all’aperto temporanee, ma si sognano un ghiaccio così)
  • si raggiunge facilmente anche da Trento
  • c’è un bar bello grande che si affaccia sull’anello interno
  • ha una sala dove è possibile festeggiare i compleanni e non solo.
  • c’è un parcheggio camper e parco giochi nei dintorni. Sosta libera e gratuita, vietato il campeggio. Nessun servizio camper è presente nel parcheggio.
Per maggiori informazioni 📞 0461 554167  www.icerinkpine.it
Trovi altre piste di pattinaggio in Trentino Alto Adige QUI.

Pisciadù: cascata in Val Badia

Alzi la mano chi non ama le cascate! In Trentino Alto Adige ce ne sono di bellissime e spettacolari, ed in alcuni casi è anche molto facile raggiungerle. È il caso delle Cascate del Pisciadù, a Colfosco, sulla strada che dalla Val Badia sale al Passo Gardena. Si possono raggiungere attraverso una facile passeggiata, anche coi bambini più piccoli nel passeggino. Se siete di passaggio o volete avvicinarvi il più possibile in auto vi consigliamo di parcheggiare nei pressi degli impianti di risalita (nuova seggiovia Sodlisia), vicino all’Hotel Lujanta (parcheggio a pagamento, 2€/h). Altrimenti potrete partire anche dal centro del paese, allungando un po’. Il dislivello totale è poco più di 150 metri e la passeggiata è in ogni caso semplice e, di per sé, breve: in poco più di mezz’ora si arriva a destinazione. Vale quindi la pena prendersela con comodo e indugiare su questi prati che in determinati momenti dell’anno si tingono dei colori dei fiori (noi abbiamo visto tanti crochi), circondati dalla bellezza di un anfiteatro di montagne senza eguali.

Per iniziare ci si lascia alle spalle il Sassolungo e si prosegue verso imponenti pareti del Sella. Ma andiamo con ordine! Superata la nuova seggiovia Sodlisia compare il sentiero 650: una strada di terra battuta che conduce attraverso i prati alle cascate, il cui salto è già visibile anche in lontananza. Si tratta di una stradina quasi totalmente pianeggiante, anzi, il primo tratto è addirittura in leggerissima discesa (fino alla stazione a valle della funivia Plans-Frara, con le sue cabine rosse e gialle). Da qui in poi si prosegue in mezzo ai prati, costellati di tipici fienili, a testimonianza delle antiche tradizioni ed economie locali: una gioia per tutti i bambini, che potranno dare sfogo alla loro voglia di correre in tutta sicurezza. Fate solo attenzione alle bici, perché il sentiero si collega nel tratto iniziale, con una pista di MTB trail, e non mancano ciclisti che scendono a valle in velocità.

Le pareti del Sella si fanno sempre più incombenti, fino ad arrivare ad un piccolo ponte. Qui si trova una bella area picnic, con bagni, panche, tavoli e anche alcuni grossi sassi su cui i più piccoli si divertiranno ad arrampicare.

Arrivati a questo punto ci si trova proprio sotto le cascate, che si sentono, ma non si vedono! Per vederle dovrete abbandonare eventuali passeggini e seguire il sentiero che sale nel bosco sulla sinistra, tenendo i bambini per mano. In realtà, nonostante da più distante sembri lontanissimo, per arrivare al punto panoramico più alto ci vogliono solo altri dieci minuti, camminando su scaloni, ponticelli e rocce. Un tratto quindi più avventuroso, ma fattibile da tutti prestando un po’ di attenzione.

Qui, oltre ad avvicinarsi all’acqua in più punti e poter ammirare la sua discesa a valle, si arriva vicinissimi al punto in cui l’acqua sgorga dalla feritoia nella roccia ed è possibile ammirare da sotto la parte alta della cascata. Se non temete di bagnarvi, altrimenti evitate le giornate fredde!). Lasciandovi invece lo scrosciare dell’acqua alle spalle potrete ammirare la Val Badia, facendo spaziare la vista su tutte le cime più belle.

Impossibile andarsene senza testare di persona la temperatura dell’acqua: non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma provate ad immaginare! Nell’area picnic, ideale sia per fermarsi per un veloce spuntino che per una sosta più lunga, troverete anche una fontana dove riempire le borracce o far bere gli amici a quattro zampe.

Se invece i vostri programmi sono altri (noi ci siamo poi diretti verso Passo Gardena, altro spettacolo per gli occhi! – volendo, in stagione, lo potete raggiungere con la funivia Plans Frara, verificate QUI orari ed aperture) potrete rientrare in tranquillità sul sentiero dell’andata (calcolate una mezz’ora) o prendere, nei pressi della cascata, il sentiero 28 che costeggia le pareti del gruppo Sella e poi il 651 per completare l’anello.

Una passeggiata adatta a tutti e priva di difficoltà ma che vi lascerà il cuore pieno di emozioni e gli occhi pieni di bellezza.

Altre escursioni in Val Badia:

  • Salita facile e con vista spettacolare al Rifugio Monte MuroQUI il nostro racconto;
  • Passeggiata panoramica per tutta la famiglia alle baite del Sass de Putia: ve la raccontiamo QUI
  • Belvedere di Costaces: noi ci siamo stati in inverno ma è bellissimo anche in estate! Guardate QUI
  • Escursione alla Ütia Ciampcios, paradiso di pace affacciato sul gruppo del Puez: lo trovate QUI
  • Val dl’Ert: percorso di land art dedicato all’arte contemporanea nel bosco sopra San Martino in Badia: a noi è piaciuto tantissimo, guardate QUI

Estate al Rifugio Monte Cauriol

Rifugio meraviglioso in Val di Fiemme, nel cuore del Lagorai, il Monte Cauriol. Partendo da Ziano di Fiemme si imbocca la strada per la Val di Sadole, ben indicata dalla segnaletica turistica di colore marrone, e la si percorre per circa tre chilometri. A questo punto si può optare per lasciare l’auto nel parcheggio sulla destra e proseguire a piedi sulla cosiddetta “strada vecia di Sadole” oppure, se preferite conservare tutte le energie per le passeggiate in quota, proseguire ancora un paio di chilometri su fondo sterrato fino ad arrivare all’ultimo parcheggio utile, a poco più di un chilometro dalla nostra meta.

Noi abbiamo scelto la prima possibilità, che taglia nel bosco costeggiando il Rio Sadole. Se avete il passeggino da trekking e buon allenamento di braccia scegliete una delle altre opzioni.

Il paesaggio è davvero bello, di quelli che sanno di montagna autentica: attraverso i boschi ed i prati del Lagorai, in poco più di un’ora di semplice cammino arriverete a destinazione presso il rifugio Baita Monte Cauriol. Ad attendervi Barbara e Tommaso che, con la collaborazione dei figli Anna e Daniele, gestiscono la struttura dal 2020, anno al quale risalgono i lavori di ristrutturazione che hanno dato agli ambienti il loro aspetto attuale.

La prima cosa che farà innamorare subito i vostri bambini sarà l’area gioco esterna: più di un semplice parco giochi, un vero e proprio sogno con altalene di vario tipo, dondoli, pareti per arrampicata, palestra ginnica e perfino una tenda indiana. Non mancano nemmeno un piccolo ruscello e un percorso con ruote e dislivelli per giocare con l’acqua. E che dire della vista sul Catinaccio?

Potrete lasciare i bimbi a giocare in sicurezza mentre vi godete il sole sulle sdraio o aspettate il pranzo sulla terrazza esterna. Se invece siete in comitiva o volete festeggiare qualche compleanno con una bella merenda e un occhio sempre vigile sul parco giochi c’è anche la possibilità di avere una saletta tutta per voi!

Il rifugio sorge proprio di fronte a Malga Sadole, quindi aspettatevi di trovare anche la compagnia di mucche ed asinelli, per la gioia dei più piccoli.

La cucina offre piatti della tradizione: polenta, luganega, spezzatino, formaggio fuso, orzetto, gulasch, fagioli in bronzon, canederli… ma se siete indecisi optate per il Piatto Cauriol e non ve ne pentirete! Ottimi anche i dolci e da provare lo yogurt locale con miele e castagne o con i mirtilli.

Dal rifugio è possibile raggiungere con una passeggiata adatta a tutti il Pian delle Maddalene, perfetto per una gita in famiglia, o Passo Sadole (ne avevamo parlato QUI).

La nostra intenzione era quella di esplorare ancora un po’ i dintorni, ma il tempo è stato inclemente e così, poco male, ci siamo rilassati in buona compagnia, tra giochi da tavolo, buon cibo e il calore del camino acceso!

Abbiamo trascorso la notte in una delle quattro camere disponibili al piano superiore, con il ticchettio lieve della pioggia in sottofondo e la vista sulla natura incontaminata. Esperienza da provare se volete riscoprire il piacere di dormire immersi nel silenzio e nella quiete.

Al Rifugio sono presenti, a piano mansarda, due stanze da 6/7 persone più altre due stanze da 2/4 persone. L’arredamento ed i pavimenti sono in legno naturale, ed i letti vengono forniti con la biancheria (dopo le giornate torride dei giorni precedenti è stato troppo bello farsi una dormita sotto il piumone!). A disposizione degli ospiti vi sono due ampi bagni con doccia, anch’essi nuovi. Al mattino ad attenderci c’era Barbara con una abbondante colazione: pane, marmellate, biscotti, frutta fresca, succo di frutta… naturalmente non potevamo esimerci dal provare lo yogurt fresco… delizioso!

Ultime chiacchere, il nostro ricordo sul diario degli ospiti ed era ora di ripartire.

Non dimenticate di controllare il sito ed i social per conoscere anche tutti i numerosi eventi che animano l’estate qui al Rifugio Monte Cauriol: escursioni notturne, osservazione del cielo e delle stelle, pomeriggi didattici per bimbi alla scoperta degli animali e del territorio del Lagorai (curati da Anna, la figlia di Barbara e Tommaso, studentessa di Scienze Ambientali, in collaborazione con altri esperti). Torneremo presto a trovarvi anche noi, ciao ciao Monte Cauriol!

Il rifugio è aperto nel 2022 tutti i giorni dal 2 giugno a mercoledì 21 settembre. Poi i weekend del 30 settembre e 1 ottobre e 8/9 ottobre

Info: ☎ 0462 836002
📱348  2422737
✉️ rifcauriol@gmail.com
www.rifugiocauriol.it

Per altre idee su cosa fare il Val di Fiemme in estate, consultate la nostra MINI-GUIDA, cliccando QUI

Tires: esplorando la Val Ciamin

Esistono ancora luoghi speciali dove regna il silenzio, radure nel bosco che riescono a catapultarci in atmosfere da film fantasy, dove tutt’attorno le vette spiccano verso l’alto. Il luogo di cui vogliamo raccontarvi oggi è proprio così… lontano dal caos e relativamente poco frequentato, ma facile da raggiungere ed adatto a tutta la famiglia.

Arrivando da Trento si esce dall’autostrada a Bolzano Nord e si seguono le indicazioni per la Val d’Ega. Superato Tires, con il suo inconfondibile campanile, ci si spinge fino alla località Bagni Di Lavina Bianca (Weisslahnbad, in tedesco), dove si trova un grande parcheggio.

È qui che lascerete la vostra auto, ma vi ricordiamo che tutta la valle è raggiungibile molto comodamente anche tramite i mezzi pubblici (gratuiti con il Südtirol Alto Adige Guest Pass ed inclusi con la Mobilcard): un servizio molto efficiente del quale abbiamo fruito già altre volte, e che, oltre ad evitarvi lo stress di guidare e dover trovare parcheggio, è assolutamente vantaggioso per l’ambiente.

Dopo aver parcheggiato ci si inoltra subito all’interno del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio lungo il sentiero n.3 (dei grandi cartelloni fotografici vi daranno il benvenuto mostrandovi alcune delle meraviglie presenti in questa area delle Dolomiti). Dopo soltanto una decina di minuti, superato un ponticello, ci si trova dinnanzi all’antica segheria Steger Säge, oggi centro visitatori. La segheria, azionata dalla forza dell’acqua che fa muovere gli ingranaggi collegati alla ruota del mulino, oggi viene messa in funzione una volta alla settimana per una dimostrazione pratica di taglio del legname. Accanto alla segheria c’è la Malga Ciamin, ma ovviamente la nostra mèta è ben lontana e dobbiamo proseguire.

Il sentiero che dobbiamo percorrere inizia proprio tra la malga e la segheria. Questo pezzettino, pur non presentando particolari difficoltà, non è adatto ai passeggini perché alquanto stretto e con molte radici esposte. Arrivati al primo bivio seguiamo l’indicazione per Dosswiesen (segnavia 13A) e in pochi minuti arriviamo sulla strada forestale, dove seguiamo le indicazioni per la Val Ciamin. La strada (bianca) è ampia e in costante, leggera, salita. Passiamo accanto a una piccola grotta, sempre accompagnati dallo scrosciare del Rio Ciamin che scorre in basso nella vallata, poi ad un capitello, finché la strada si fa più pianeggiante.

Una sosta per rinfrescarci alla fonte Schwarzer Letter, la cui acqua  sgorga dalla roccia nera e si dice rimanga freschissima a lungo, e proseguiamo, sempre risalendo il corso del fiume. La prima radura a cui approdiamo è lo Schafer Leger, dove incontriamo alcune mucche che se ne stanno beate a prendere il sole sull’erba.

Da qui si prosegue ancora, con alcuni tratti un po’ più in salita, si supera un ponticello, si costeggia il greto del fiume. Iniziamo ad intravedere le aguzze torri del Principe, che si riveleranno in tutta la loro spettacolarità una volta arrivati a destinazione. L’arrivo è a circa un’ora e mezza dalla partenza (considerate che abbiamo fatto qualche sosta per vedere la segheria, le mucche, dissetarci e ammirare il panorama): in mezzo al bosco si apre una pittoresca radura con una piccola casetta in tronchi. Nel mezzo troneggia un classico di questi luoghi, un crocefisso di legno, sotto il quale è collocata anche una panca con intagliato il nome Rechter Leger, “pascolo adagiato sul versante destro”, mentre sullo sfondo, oltre il greto del Rio Ciamin, si spingono fino a toccare il cielo le cime del Principe. I padroni di casa qui sono alcuni piccolissimi e docilissimi pony, da accarezzare, e i cavalli Haflinger (c’erano anche un paio di giovanissimi puledri). Noi ci siamo seduti sulla panchina per mangiare un frutto, ma i pony sembravano decisamente più interessati alle nostre mele di quanto non lo fossimo noi! Attenzione soprattutto coi bambini più piccoli perché la golosità li fa avvicinare molto!

Il cielo si è fatto velocemente cupo attorno alle cime rocciose, e ci ha sorpresi anche un acquazzone. Ci siamo riparati sotto la falda del tetto della casetta, ma con pioggia e foschia l’atmosfera era probabilmente ancora più magica! Calata la pioggia siamo rientrati lungo la via dell’andata, mentre il sole tornava già a splendere. Prima di ridiscendere verso la segheria ed il parcheggio però siamo usciti dal bosco, sul Dosswiesen, i grandi prati che spalleggiano l’abitato di San Cipriano. Ad attenderci una malga deliziosa, dentro e fuori, la Untertrumpedeller Schwaige. Qui ci si può rilassare su una delle colorate amache all’esterno, prendere il sole sulle sdraio nel prato o semplicemente gustare un piatto della cucina casalinga sorseggiando qualcosa di fresco, magari uno degli sciroppi di produzione locale.

A disposizione dei bambini ci sono trattori giocattolo, due altalene e tantissimo spazio verde dove correre e giocare in libertà. Non rimarrà deluso proprio nessuno!

Secondo noi è una passeggiata molto bella, non troppo impegnativa ma neanche troppo corta, adatta anche alle belle giornate autunnali che presto arriveranno. La Malga Untertrumpedeller è aperta fino alla fine di ottobre tutti i giorni, ma per sicurezza potete chiedere maggiori informazioni telefonando al 347 8641258 o visitando QUI il loro sito

Altre escursioni in zona:

  • passeggiata da Passo Nigra a Malga Haniger: QUI il nostro racconto;
  • un pochino più impegnativo il giro fino a  Baita Messnerjoch: ne abbiamo scritto QUI

Seggiovia Merano-Tirolo: che idea!

Sappiamo bene quanto a volte sia difficile farsi venire in mente qualcosa di speciale, di alternativo… essere insomma capaci di tirar fuori dal cilindro il coniglio “giusto” in ogni occasione, per questo siamo particolarmente felici di condividere con voi le nostre esperienze meglio riuscite!

Vi abbiamo già parlato delle passeggiate lungo il Passirio e della passeggiata Tappeiner, che permettono di immergersi nella natura senza uscire dalla città ed apprezzarne la vocazione storica di città-giardino, ma lo sapevate che dal centro di Merano parte una piccola seggiovia che vi porta in collina, tra i frutteti ed i vigneti  del comune di Tirolo? Lungo la via dei portici, poco prima di arrivare nella piazza del Duomo dedicato a San Nicolò, si svolta seguendo le indicazioni per Tappeinerweg e Castello Principesco. Dopo 50 metri troverete sulla sinistra il castello, davanti a voi l’inizio della passeggiata e sulla destra l’ingresso alla seggiovia.

Inaugurata negli Anni 40 del secolo scorso, questa seggiovia ha il sapore nostalgico delle cose semplici di una volta. Un addetto vi aiuterà a salire sul vostro seggiolino e inizierete la vostra salita verso l’alto. All’inizio non vi sembrerà nulla di straordinario, ma poi, sorvolando i vigneti carichi di uva con i rumori della città che vanno pian piano scomparendo per lasciar posto ad un silenzio cui non siamo più abituati, vi troverete a guardarvi attorno con l’entusiasmo di un bambino!

La seggiovia è monoposto, e forse anche per questo potrà piacere particolarmente ai bimbi, che proveranno l’ebbrezza di fare da soli, proprio come i grandi! I bambini di età superiore agli 8 anni possono infatti occupare un  proprio seggiolino e viaggiare in solitaria, mentre quelli più piccoli potranno salire in braccio ad un adulto. Ad ogni modo, sarà quasi un peccato dover scendere così presto! Il viaggio dura circa 5-7 minuti e vi lascia alla stazione a monte, presso l’hotel Panorama. Qui, se trovate posto in terrazza, approfittate per fare una sosta e bere un bel cappuccino o qualcosa di fresco mentre ammirate la città e le montagne in lontananza.

Potete poi proseguire a piedi su strada asfaltata fino al centro di Tirolo: è una strada pianeggiante e molto tranquilla, circondata da vigneti e frutteti. L’unica pecca è che c’è poca ombra, quindi vi sconsigliamo di intraprenderla nelle giornate o nelle ore troppo calde, o perlomeno di farlo muniti di cappellini e borracce!

Noi abbiamo trovato anche un “chiosco” di mele: lasciando un piccolissimo contributo nel salvadanaio abbiamo prelevato dalla cassetta della frutta un croccante e salutare snack a km zero!

Rientrati dalla passeggiata, per chi volesse, sulla destra c’è la possibilità di ridiscendere verso il centro città a piedi, lungo la passeggiata Tappeiner. Il nostro consiglio è però quello di fare un biglietto andata e ritorno, perché è al ritorno che godrete della vista più bella sui tetti della città, sull’ippodromo e su tutta la piana che circonda Merano. In 5 minuti vi troverete nuovamente catapultati nel centro storico con le sue vie brulicanti di vita… Se però vi mancano già la pace e la tranquillità, superate il Duomo e dirigetevi verso il quartiere Steinach, il più antico della città: attraverso strette stradine ed edifici antichi ed affascinanti, arriverete sulle rive del Passirio, collegandovi alle passeggiate d’inverno e di estate…

 

* Biglietto a/r adulti  7 €, bambini 4 €. Per ulteriori informazioni leggete QUI (attenzione, il sito non è aggiornato e riporta i prezzi e gli orari del 2021).

Orario di apertura: continuato 9-19 nel periodo luglio-metà settembre; nei restanti periodi, tra aprile e  fine ottobre, orario continuato 9-18.

Cosa fare a Tirolo:

Cosa fare a Merano:

 

Il Giardino Segreto di Villa Lagarina

APERTURA 2022
Il Parco è aperto dal 29 aprile fino al 30 ottobre  dal mercoledì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00.
Ultimo ingresso alle ore 17:00

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Cari amici del Trentino dei Bambini, una delle cose di cui andiamo più fieri riguardo al nostro territorio è il gran numero dei luoghi da scoprire e visitare! Perché il Trentino è certamente sinonimo di montagna e natura, ma è anche un territorio ricco di cultura, arte ed architetture straordinarie, magari a due passi da casa! Lo sapevate, ad esempio, che a Villa Lagarina, a due passi da Rovereto, c’è un parco meraviglioso? Un piccolo gioiello capace di rimandarci con la mente ai giardini delle ville italiane più belle? Stiamo parlando del Parco Guerrieri Gonzaga, un parco la cui storia parte nel lontano 1600, poi ampliato e ripensato nel corso del 1800 da Sigismondo de Moll, statista e barone, che acquistò la villa ed il giardino annesso dalla famiglia Lodron.  De Moll era un appassionato di botanica e trasformò, avvalendosi nientedimeno che della consulenza degli architetti dei giardini di Schönbrunn di Vienna, il giardino in quello che è possibile ammirare ancora oggi.

Vari sono i punti del giardino, diviso idealmente in due dal laghetto centrale: l’elegante ed austero giardino all’italiana, davanti alla villa padronale, e il giardino “romantico”, di ispirazione inglese, quello che, secondo i canoni del Romanticismo, ricorda la natura più selvaggia, coi suoi angoli misteriosi, le ombre del bosco, le scene di caccia e gli incontri segreti… In realtà l’architettura del parco non lascia nulla al caso, anche se questo era l’effetto che De Moll voleva ricreare.

Tutto il parco è percorso da canalette per l’irrigazione, che costeggiano gran parte dei sentieri presenti e che garantivano l’irrigazione di tutte le piante. Le piante presenti erano state scelte per stupire gli ospiti con piante esotiche e rare. Insomma un parco che potrebbe essere il precursore di tanti altri giardini europei: a noi ad esempio ha fatto pensare ai giardini del Castello di Miramare, oltre che ai giardini di Villa Althamer di Arco (purtroppo chiusi al pubblico e visitabili solo in alcune occasioni particolari).Il Parco è un angolo di pace e tranquillità, ma i bambini sono i benvenuti e siamo sicuri che sapranno apprezzare la quiete e l’atmosfera particolare di questo luogo. Il nostro consiglio è di coinvolgerli nella visita come in un racconto, magari documentandovi prima, anche tramite questo articolo! La visita inizia, appena varcate le mura del parco, dal profumato roseto: qui sarà bello osservare i colori e le forme delle diverse qualità di rose, così delicate ma protette da tante piccole spine! A fianco del roseto c’è un orto nel quale riconoscere le verdure coltivate: pomodori, peperoni, melanzane, peperoncini, carciofi… i vostri bambini le conoscono tutte? Non mancano gli alberi da frutto: le mele cotogne probabilmente saranno una novità per tutti i piccoli!

Proseguendo in senso antiorario si arriva alla casetta del belvedere, una piccola romantica dimora con una sala affrescata al piano superiore ed un balconcino dal quale osservare dall’alto il parco. Ci piace immaginare questa casetta come luogo dove le dame si fermavano durante le loro passeggiate nel “bosco” per trovare ristoro, magari sorseggiando una tazza di thè o ricamando accompagnate dal cinguettio degli uccelli.

E poi un saliscendi di sentieri fino ad arrivare al laghetto, con  le anatre, il ponticello che passa quasi sotto la cascata e quella che probabilmente sarà la cosa che incuriosirà maggiormente i bambini: la grotta. Lasciateli fantasticare su questa grotta (ci sono due accessi: uno “facile” e un altro più stretto e buio, solo per i più coraggiosi!) e poi spiegate loro quale fosse il suo utilizzo: la grotta era infatti una ghiacciaia, l’equivalente delle moderne celle frigorifere, e veniva “alimentata” con la neve durante tutto l’inverno!

Da qui ci si sposta nella parte di giardino all’italiana, con prati e siepi decorative, dominato dalla facciata del palazzo e dalla grande limonaia (probabilmente la limonaia più a nord d’Europa), che un tempo forniva limoni a tutti gli abitanti del paese.  Meraviglioso l’enorme platano duecentenario (alto 15 metri e con una chioma che raggiunge i 40 metri di diametro): provate ad abbracciarne il gigantesco tronco!

Proprio accanto al platano si trova uno chalet di caccia in stile tirolese, oggi adibito a biglietteria e bookshop e dove sono presenti anche dei distributori automatici che forniscono un servizio bar essenziale (presente anche un’area con tavolini dove poter consumare). Nel parco non è permesso il picnic “autonomo” ma segnaliamo la possibilità di prenotare, entro le ore 12 del giorno precedente la visita, un cestino picnic pieno di delizie preparate con prodotti locali. Lodevole anche l’idea di sostituire la solita bottiglietta d’acqua in plastica con una borraccia riutilizzabile, da riempire a piacimento nella fontana del parco. Per consumare il cestino ci sono vari tavoli dislocati all’interno del parco.

Molto d’impatto anche le sculture che fino a fine ottobre, in collaborazione con il MART,  sono in mostra all’interno del parco, opera dello scultore del Primiero Simone Turra: grandi figure umane in bronzo e marmo che dialogano con la natura circostante.

In cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto, invece, un ricco calendario di appuntamenti, consultabile per intero QUI . Noi vi segnaliamo alcune date che potrebbero interessare i bambini ed i ragazzi più curiosi:

Visita botanica alla scoperta del parco (vedi l’evento nella nostra AGENDA)
20 agosto – 3 settembre – 17 settembre 2022
Orario: dalle 10:30 alle 12:00
Costo: supplemento di 5€ sul biglietto di ingresso al parco

Visita “speciale zoologia” (vedi l’evento nella nostra AGENDA)
10 settembre 2022
Orario: dalle 10:30 alle 12:00
Costo: supplemento di 5€ sul costo del biglietto di ingresso al parco

Laboratorio sulle piante officinali (vedi l’evento nella nostra AGENDA)
27 agosto 2022
Orario: dalle 10:30 alle 12:00
Costo: 17€ materiale compreso, minimo partecipanti 20

Laboratorio sul cambiamento climatico (vedi l’evento nella nostra AGENDA)
24 settembre 2022
Orario: dalle 10:30 alle 12:00
Costo: 17€ materiale compreso, minimo partecipanti 18

 

BIGLIETTI

Biglietti singoli
Intero 9€
Ridotto* 7€
Residenti** 5€

Biglietto famiglia***
2 adulti + 2 ragazzi 22€
2 adulti + 1 ragazzo 15€
1 adulto + 1 ragazzo 10€

Sconto 20% per possessori di Trentino Guest Card

Gratuito da 0 a 6 anni

* Ridotto = iscritti a Grandi Giardini Italiani/ ADSI / Garden Club; visitatori con biglietto del Museo Civico di Rovereto; possessori della Sipario D’oro Card; ragazzi da 7 a 17 anni; over 70 e gruppi di minimo 10 persone

È possibile fare la visita guidata con un supplemento individuale di 4€, nei seguenti orari:

Dal mercoledì al sabato alle ore 15,30; la domenica alle ore 11,00 e 15,30.

In caso di gruppi o esigenze particolari è possibile organizzare la visita anche in altri orari.

 

Per maggiori informazioni ed iscrizioni ad eventi e laboratori:

Parco Guerrieri Gonzaga
Via Garibaldi,
Villa Lagarina TN
Tel: +39 0464 351176
Email: info@parcogg.it
www.parcoguerrierigonzaga.it

Per prenotare i biglietti ed eventualmente anche il cestino picnic, invece, clicca QUI

 

MeranoArte “TOGETHER”: che mostra!

Per il nostro Ferragosto abbiamo deciso all’ultimo di trascorrere una giornata a Merano, una città che ci piace sempre molto. Speravamo di non trovarci a fare infinite colonne e con un pizzico di fortuna devo dire che abbiamo fatto la scelta giusta: tanta gente a spasso per il centro, come giusto e bello che sia in una città piena di vita, ma nessuno stress sulla strada o alla ricerca di parcheggio.

E’ stato così che, dopo la tappa d’obbligo in un panificio meranese, passeggiando lungo la via dei portici, siamo incappate nella mostra in corso alla galleria Kunst Meran/Merano Arte, nell’edificio Cassa di Risparmio. Dopo aver letto i cartelloni all’ingresso e sbirciato nell’atrio, ho chiesto informazioni alla biglietteria: è bastato che l’addetta pronunciasse la parola “interattiva” perché Carolina e Melania si convincessero subito ad entrare, ed io ho colto la palla al balzo, felice di aver trovato l’attività giusta con cui proseguire la giornata! Per fortuna non è stato un entusiasmo passeggero: sono rimaste incuriosite e si sono divertite un sacco durante tutta la visita, e così, alla fine, ci siamo portate via un bellissimo ricordo delle ore trascorse insieme e dell’esperienza fatta.

Il titolo della mostra temporanea è Together: Interact, Interplay, Interfere, in corso fino al 25 settembre 2022. Se avete in programma un giretto a Merano o cercate qualcosa da fare che esca dai soliti schemi vi consigliamo vivamente di farci un salto. Se vi piacciono l’arte contemporanea e le performance artistiche non resterete delusi. Tra gli artisti presenti nomi quali Marina Abramovich con il recentemente scomparso Ulay  (da romanticona confesso di aver guardato infinite volte il video del loro incontro al MOMA di New York, quello dove lei indossa il vestito rosso) e  Yoko Ono, moglie del compianto John Lennon dei Beatles, con il suo significativo Wish Tree.

I bambini ed i ragazzi apprezzeranno la possibilità di toccare con mano ed interagire con gli artisti attraverso opere specificamente pensate per far sì che i visitatori della mostra non siano solo spettatori “passivi” ma diventino co-attori del processo artistico e soggetti (dapprima individuali e poi collettivi) delle singole opere. Lo spirito della mostra è quello di coinvolgere il singolo a riflettere su cosa significhi far parte di una collettività, a ragionare su come i più recenti avvenimenti legati alla pandemia ed ai conflitti bellici abbiano modificato la nostra percezione e le nostre abitudini sociali ma anche su come l’esigenza di appartenere ad un gruppo tenda a soffocare l’individualità ed unicità del singolo.

Accanto alle opere più “concettuali” tante installazioni invece più immediatamente fruibili anche dai più piccoli, che forse anche un po’ inconsapevolmente, si troveranno a “fare arte”: dalla stanza dove si imparano passi di ballo funk, a quella dove cimentarsi  a twister, a quella dove giocare a ping-pong, fino a quella che stregherà tutti quanti: One Love, una sala nel cui centro troneggia una tonnellata di plastilina, portata dall’artista Norma Jeane  per celebrare l’amore, unico in tutte le sue forme. Qui ognuno è libero di lavorare questo materiale ed apportare il proprio contributo alla decorazione delle pareti. Si tolgono le scarpe e si entra in questo spazio dove presto si perde il contatto con il mondo esterno… penso di aver passato un bel po’ di tempo a dar forma alla mia personale opera d’arte, a conferma del fatto che anche i grandi riescono a farsi coinvolgere, non solo i bambini!

Salendo infine al piano superiore troviamo una sala le cui pareti fungono da “questionario”, con tanto di indelebile con cui segnare le proprie risposte, contenitori con semi di pioppo da prelevare e portar via per spargerli nella natura, l’olivo dei desideri di Yoko Ono, al quale affidare i propri sogni e speranze (la scelta simbolica dell’ulivo come albero utilizzato si collega al messaggio di pace di Imagine: tutti i desideri appesi dal 1996 ad oggi nelle varie esposizioni nel mondo confluiranno in un’unica grande installazione a Reykjavik).

Infine si esce all’aperto dove è stato ricreato un orto collettivo  (Orto Volante), del quale i visitatori potranno prendersi cura, ma anche fruire dei suoi frutti, che possono essere raccolti e persino mangiati (ci sono anche il sale ed il pepe a disposizione sul tavolo!).

Così, mentre i nostri desideri restano momentaneamente appesi in quel di Merano in attesa di essere trasferiti in Islanda (e di divenire realtà!), a noi rimane il sacchettino coi semi di pioppo: nei prossimi giorni andremo a spargerli. Chissà se un domani avremo contribuito alla crescita di un nuovo albero!

La mostra ( biglietto intero 7 €; bambini fino a 14 anni: gratuito) è visitabile fino al 25 settembre con i seguenti orari:

Martedì – Sabato: 10.00 – 18.00
Domenica e giorni festivi: 11.00 – 18.00
Lunedì: chiuso

Per maggiori info :

KunstMeranoArte

tel. +39 0473 212643

email: info@kunstmeranoarte.org

Altre idee a Merano città (oltre a provare una- o più- ottime pasticcerie…):

 

 

 

A Molveno lungo il Rio Massò

Quando in estate si dice Molveno, la prima cosa che viene in mente è  il lago, con la sua bellissima spiaggia e la piscina che tutti adorano, luogo perfetto per tante belle nuotate rinfrescanti. Ma Molveno è anche montagna, naturalmente, nonché un paesino con un centro storico molto grazioso. A noi però piace anche portarvi in posticini meno noti, perché sappiamo che possono regalare piacevoli sorprese e bei momenti lontani dalla confusione (ogni tanto ci vogliono anche quelli!).

La passeggiata di cui vi parliamo oggi è perfetta se avete bimbi nel passeggino o se avete in mente un’uscita molto soft in compagni dei nonni.  Si parcheggia l’auto in uno dei parcheggi del lido, noi abbiamo trovato posto nel parcheggio Ischia, a fianco dell’area camper (parcheggio a pagamento, 2 €/h) e poi abbiamo proseguito a piedi camminando lungo l’argine del fiume, dove si trovano anche varie panchine all’ombra. In pochi minuti si arriva ad un’area picnic molto graziosa, con prati, alberi e tavoli con panche dove potersi  fermare a mangiare o dove stendere una coperta all’ombra e godersi la quiete ed il fresco. Davanti a voi vedrete che la strada si dirama in tre possibili direzioni: noi abbiamo scelto di svoltare tutto a destra, seguendo la segnaletica per Molin dei Mori. Il Molin dei Mori era un mulino di cui oggi non rimane quasi traccia se non poche pietre, ma vale la pena ugualmente andare da questa parte perché in venti minuti arriverete in una zona dove il rio Massò forma una serie di cascate, cascatelle e piccole piscine naturali. Obbligatorio togliere scarpe e calzini ed immergere i piedi in quest’acqua ghiacciata: abbiamo provato a vedere chi resisteva più a lungo e vi assicuro che non è stato per niente facile! Qui si divertiranno un sacco anche i vostri amici a quattro zampe, se li porterete con voi! Ad ogni modo l’effetto benefico dell’acqua fredda si è fatto sentire quando abbiamo rimesso le scarpe: prontissimi a ripartire!

Se non avete il passeggino prendete la scalinata sulla sinistra che vi porta sulla forestale che passa sopra, altrimenti tornate indietro fino al punto dove avete imboccato il sentiero per Molin dei Mori e incamminatevi, stavolta in leggera salita, verso la Baita Ciclamino. Per arrivarci serve una mezz’ora scarsa, si sale lungo la strada forestale in costante lieve salita, al fresco degli alberi del bosco. Vi aspetta un punto di ristoro con una terrazza all’aperto con vista sul lago e per i bambini un bel parco giochi con scavatrice, altalene, scivolo con arrampicata e persino una graziosa casetta in legno al cui interno poter giocare con le costruzioni.

Dalla baita Ciclamino si può anche proseguire o rientrare verso il centro storico, noi invece siamo ridiscesi lungo la strada dell’andata, per poi infine svoltare dentro il terzo sentiero, quello che conduce all’antica segheria. Questo è il tratto del percorso di oggi che ci ha affascinati maggiormente, che si snoda tutto in piano lungo il canale, all’ombra degli alberi del bosco: sembra di camminare in una fiaba e che da un momento all’altro da dietro un sasso possa sbucare un folletto. Ed ecco che presto il bosco si dirada, si incontrano le prime case e all’orizzonte compare il paese e l’azzurro del lago. In pochi minuti siamo arrivati nei pressi della spiaggia e abbiamo trovato l’antica segheria sulla nostra sinistra. Questa segheria, oggi restaurata e ancora in funzione, mantiene l’aspetto originale che aveva all’epoca della sua costruzione, nel 1500: essa fu voluta da don Taialacqua, che con la segheria auspicava un miglioramento delle condizioni di vita dei suoi paesani. All’interno del capanno a lato dell’edificio principale sono esposti dei cartelloni che raccontano nel dettaglio la storia e il funzionamento della segheria, ma la cosa migliore da fare è sicuramente andare a vedere di persona! Aperta tutti i giorni dal lunedì al sabato, abbiamo avuto così anche la fortuna di vedere un taglialegna all’opera. Se poi si entra dalla porta al piano inferiore è possibile osservare da sotto il funzionamento dei meccanismi da taglio: i bambini si divertiranno a saltare sulla segatura che copre il pavimento!

E visto che avevamo completato il nostro giro ad anello, ci avanzava un po’ di tempo ed ormai eravamo proprio lì davanti, perché privarci di un bel bagno nel lago? Del resto il sole splendeva ancora alto in cielo e con il caldo di questi giorni i bagni non bastano mai! Per i bambini poi il galeone sulla spiaggia è sempre il top!

Se siete in cerca di altre idee su cosa fare nella zona di Andalo e Molveno, date un’occhiata alla nostra mini-guida estiva: QUI

Bersntol Ring: a spasso in Val dei Mòcheni

La Valle dei Mòcheni è una delle vallate più suggestive del Trentino, con una cultura e tradizioni antiche tutte da scoprire. Il 21 agosto 2022 torna la tradizionale passeggiata gastronomica della Valle Incantata: il Bersntol Ring. Un percorso gastronomico a tappe che stand dopo stand vi farà scoprire ed apprezzare gli antichi mestieri, i sapori, i colori, la cultura e le tradizioni di questa valle.

Una passeggiata di quattordici chilometri, con un piccolo dislivello di 200 metri, adatta a tutti e perfetta anche per famiglie con passeggini da trekking. Una giornata tra natura e cultura che vi farà scoprire alcune località della valle, lascerà assaporare la bellezza paesaggistica, porterà a conoscere alcune specificità culturali e degustare prelibatezze gastronomiche del territorio, per immergervi a tutto tondo nell’antica cultura mòchena.

Bersentol Ring ©Groppa .JPG

Il ritrovo è previsto al campo sportivo di Palù del Fersina tra le 8.00 e le 10.30, con transfer al Passo Redebus in navetta. Chi proviene invece dalla strada di Pinè potrà parcheggiare direttamente al Passo Redebus, con ritorno in pullman a fine evento.

Lungo il percorso saranno attivi 10 punti gastronomici a cura di operatori locali del settore, che cucineranno e serviranno piatti e prodotti locali a km 0: formaggi di malga, piccoli frutti, canederli, kropfen di segale ai formaggi…. pietanze dal gusto rustico e autentico serviti unicamente in stoviglie biodegradabili, per ricordare ancora una volta a tutti quanto sia importante salvaguardare l’ambiente in cui viviamo.

I partecipanti si incammineranno (in alternativa il percorso è fattibile anche il mountain bike/e-bike) lungo la strada Forestale per Malga Cambroncoi, passando per il Sass de Sant’Orsola e la Malga Pec in un secondo momento, fino a “sconfinare” nel territorio pinetano ed osservare gli effetti del passaggio di Vaia tutt’attorno. Rientrati al Passo Redebus si salirà invece in Località Fernon.
Inizierà qui un percorso quasi totalmente pianeggiante su strada forestale: si potranno ammirare alcune tra le più pittoresche baite di Palù, per poi percorrere il sentiero che, passando dalle località Plunebe e Ficarem e poi sopra la chiesa e a fianco del Molino Lenzi (recentemente ristrutturato), riporta in paese. Punto di arrivo finale, il campo sportivo, dove saranno allestiti ulteriori stand e vi sarà animazione, per concludere la giornata in compagnia ed allegria. Infine, a tutti verranno consegnati dei voucher per visitare le sedi museali del territorio: approfittatene perchè ne vale davvero la pena!

Bersntol Ring è organizzata grazie a una fitta rete di volontari: le Pro Loco della Valle, in collaborazione con Alpini, Vigili del Fuoco, gruppi giovani e altre associazioni a supportare l’intenso impegno che una manifestazione di questo tipo richiede.

ISCRIZIONI : è possibile iscriversi online cliccando su “prenota subito” a questo LINK 

In alternativa si possono acquistare i biglietti presso questi esercizi a partire da sabato 13 agosto 2022:
• Bar Tabaccheria Alpino Sant’Orsola Terme
• Bar Belvedere Fierozzo S. Felice
• Albergo Aquila Nera Kamaovrunt
• Albergo Rosa Alpina Palù del Fersina
• Hotel La Rotonda – Pergine Valsugana

TARIFFE:
• € 10 bambini con meno di 7 anni
• € 15dai 7 ai 12 anni
• € 20 dai 13 ai 18 anni e over 65
• € 25 dai 18 ai 65 anni
Maggiorazione di € 5 dopo il 18 agosto.
Termine iscrizioni 20 agosto.

Trovi maggiori informazioni a questo LINK, oppure contattando lo 0461 727700

Vi ricordiamo i musei che fanno parte del circuito dell’Istituto Culturale Mòcheno: cliccando su ognuno verrete reindirizzati al relativo articolo con tutte le informazioni utili per la visita:

Istituto Cultuale Mòcheno
– Filzerhof
– Mil
– Sog van Rindel
– Museo Pietra Viva
– Gruab va Hardimbl
– S Pèrgmandlhaus