Da Tel a Marlengo, tra ortiche, cascate e succo di mela

E se vi dicessi che ho trovato una passeggiata che mette d’accordo tutti voi cosa mi rispondereste? E con “tutti” intendo davvero chiunque, cioè:

  • i bambini e la loro instancabile voglia di avventura;
  • il nonno, che preferisce qualcosa di tranquillo e poco impegnativo, magari con tante panchine per fare una sosta;
  • la mamma, che può raccogliere le ortiche (lontane dai veleni dei cambi coltivati),
  • la nonna, che ha voglia di un piatto tradizionale magari da gustare insieme ad un panorama unico ed indimenticabile;
  • il papà che è sempre alla ricerca di posti nuovi da esplorare;
  • Bobby, il fratellino peloso che finalmente può zompettare libero senza pericolo d’incontrare macchine sulla sua strada.

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Silvia vi ha parlato nei giorni scorsi del sentiero dell’acqua che va da Marlengo a Lana, noi abbiamo fatto il tratto inverso: quello che da Tel porta a Marlengo, un tratto un po’ più ombroso, nel bosco, quindi più adatto nelle soleggiate estate di maggio e inizio giugno (lo sconsiglio però nelle ore centrali delle calde giornate di mezza estate).

Una cosa è sicura: chi ha detto che una passeggiata per essere indimenticabile deve anche essere impegnativa non ha mai avuto la fortuna di camminare lungo queste antiche vie d’irrigazione.

Questa di Tel in particolar modo è adatta a tutti, infatti, se per quelle di Scena e Parcines avevamo dovuto affrontare un primo tratto di salita piuttosto impegnativo, qui il sentiero inizia esattamente a pochi metri dal parcheggio (noi abbiamo lasciato la macchina lungo la strada, per capirci dove ci sono i furgoncini che vengono mele e wurstel. C’è un parcheggio piuttosto grande anche sull’altro lato della strada ma per trovare posto vi consiglio di partire sul presto.)

Stavolta eravamo proprio in tanti: due famiglie nonni compresi, da qui la necessità di trovare qualcosa di semplice e abbordabile per tutte le età. Abbiamo incontrato lungo la strada anche un paio di passeggini; è fattibile ma non lo consiglio perché il sentiero a tratti è stretto e piuttosto dissestato con pietre e radici che sporgono.

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La passeggiata è semplice e tranquilla, perfetta per lasciare ai bambini la libertà di correre e distanziarsi dal gruppo senza preoccuparsi che incontrino tratti pericolosi o attraversamenti… Ecco, magari con il corso d’acqua che scorre accanto c’è il rischio di ripescarli con una scarpa bagnata: finora non è ancora successo ma l’abbiamo messo in conto per il futuro.

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Dopo circa una mezz’oretta abbiamo incontrato un bivio, si può scegliere se continuare in piano seguendo il sentiero dell’acqua o salire lungo l’altro percorso che porta verso un ristorante (che ovviamente avrebbe riaperto per la stagione estiva il giorno dopo). Noi abbiamo deciso di salire, sicuri che prima o poi ci saremo ricongiunti con il sentiero dell’acqua (come in effetti è stato, seguite le indicazioni per Forst – si dove si trova anche la famosa Birreria – ed ad un certo punto trovate il cartello che indica la direzione da prendere).

Sammy

Qui abbiamo trovato un’interminabile distesa di ortiche che ha stimolato il nostro estro culinario: armate di sacchetti e di un guanto che mi era fortuitamente rimasto nella tasca dei pantaloni dalla spesa della mattina, abbiamo raccolto abbastanza ortiche per sperimentare alcune ricette (tra l’altro buonissime).

Non mi dilungherò troppo sulla bellezza di questo sentiero: tra ponti da attraversare, passaggi scavati nella roccia, il rilassante scroscio dell’acqua ad accompagnare ogni passo ed un panorama unico sulla vallata è impossibile riuscire a trovarne un difetto.

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Come era successo con i barattoli di miele a Scena (di cosa parlo? Per scoprirlo non vi resta che leggere il post sopra), anche qui siamo rimasti letteralmente conquistati dalla fiducia che i contadini locali ripongono nei visitatori: stavolta abbiamo trovato una tanica di succo di mela (buonissimo) da assaggiare. All’andata era vuota ma nel rientro era stata riempita.

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Nei pressi di Marlendo (circa una ventina di minuti prima) si attraversa un ristorante che è davvero un piccolo gioiello. Prima di tutto il “si attraversa” è da prendere alla lettera: tavolini e pergolato si trovato su entrambi i lati; poi è davvero caratteristico e con prezzi abbordabilissimi (raggiungibile anche in macchina).

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Curiosando sugli altri tavoli abbiamo visto porzioni di pasta servite direttamente nella padella, fette di torta gigantesche accompagnate da un barattolo di confettura, crepes dolci grandi quanto una pizza maxi… insomma, ci siamo ripromessi di tornare al più presto!

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A questo punto noi abbiamo deciso di tornare indietro (per vedere quel tratto di sentiero dell’acqua che avevamo saltato grazie alla nostra deviazione), ma per chi decide di proseguire, a Marlengo (o anche a Lana se siete proprio camminatori instancabili) si ha la possibilità di prendere i mezzi pubblici che riportano alla macchina. Insomma passeggiata perfetta anche per chi non è un grande camminatore e si stanca presto!

1 CommentoLascia un commento

  • […] Da Tel a Marlengo e da Marlengo a Lana visto che siamo una squadra fortissima in sintonia anche senza volerlo io e Silvia ci siamo divise i compiti: lei ha fatto un tratto di strada mentre io ho fatto l’altro. Il bello di questa passeggiata è che è comodamente raggiungibile con i mezzi di trasporto che portano da una parte all’altra, quindi nessun problema a proseguire! Anche qui panorama spettacolare, prati verdi e avventurosi boschi da attraversare… Armatevi di guanti in lattice e sacchetto: ci sono così tante ortiche (con cui si possono cucinare ottimi piatti) che è davvero un delitto lasciarle li! […]

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