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Aldino, la via di antichi mulini

Se siete alla ricerca di una passeggiata semplice, per nulla impegnativa, adatta davvero a tutti (ma non ai passeggini perché ci sono alcuni passaggi un po’ scomodi) abbiamo noi l’idea giusta per voi: andate ad Aldino (una mezz’ora da Trento, poco sopra Ora) per seguire “il sentiero dei mulini“.

Mulini di Aldino 5 - Trentino dei Bambini

E’ una gita di un’oretta che si snoda lungo il Rio Thal; quella che all’inizio sembra una classica passeggiata nel bosco si trasforma presto in una vera avventura alla scoperta degli antichi mulini della zona. Come ci si avvicina al fiume e si sente il suo scrosciare lungo le rocce si può avvistare il primo mulino. I bambini sono rimasti affascinati dalla grande ruota che fa muovere gli ingranaggi interni.

Mulini di Aldino 6 - Trentino dei Bambini

Noi siamo rimasti particolarmente colpiti dalla fucina: un po’ per il torrente che le scorre accanto, creando mulinelli e cascate, un po’ perché qui sembra di sentire le voci degli antichi abitanti ancora al lavoro, un po’ perché… la porta aperta ci ha permesso di scoprire tantissimi attrezzi in rame, ferro battuto e legno. Insomma ce ne siamo davvero innamorati!

Mulini di Aldino 2 - Trentino dei Bambini

Tanto che abbiamo deciso di fermarci qui per la merenda (ci sono alcune panchine e un tavolo) e ci siamo rilassate (noi mamme, i bambini avevano altro da fare) cullate dal gorgoglio dell’acqua corrente.

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Dopo un po’ abbiamo deciso di riprendere la nostra passeggiata. Tra ponti in legno e passaggi tra le rocce, questo è un vero e proprio parco giochi in mezzo al bosco. Un ambiente sicuro e tranquillo in cui i più piccoli possono correre e giocare senza incorrere nei pericoli della città.

Mulini di Aldino 3 - Trentino dei bambini

Poco più avanti abbiamo attraversato il biotopo Möserwiesen, un piccola area paludosa, habitat ideale per moltissime specie di farfalle e anfibi. Meglio ricordarsi di portare scarpe impermeabili perché, anche se non completamente bagnato, qui il terreno e ancora umido.

Mulini di aldino 8 - Trentino dei bambini

Con il ritorno alla macchina la nostra escursione ai mulini di Aldino è finita ma ci siamo ripromessi di tornare, magari in estate per poter passare un pomeriggio a giocare con l’acqua.

Si può parcheggiare la macchina in centro al paese e seguire le indicazioni che portano al museo dei mulini. Noi abbiamo parcheggiato lungo la via principale, in alcuni parcheggi liberi che ci sono proprio all’inizio del sentiero.

Mulini di Aldino 7 - Trentino dei bambini

Da maggio a settembre vengono organizzare visite guidate per vedere in funzione 2 mulini, la fucina e una vecchia segheria (che noi ci siamo persi, mannaggia!). Bisogna prenotare alcuni giorni prima telefonando al numero 0471886832 ed essere almeno in otto. QUI informazioni sempre aggiornate.

L’associazione pro museo di Aldino offre anche visite guidate (90 minuti). Ulteriori informazioni: 0471 886832.

 

Potrebbero interessarvi altre escursioni nei dintorni:

 

Alla scoperta di Castelfeder

Bellissimo! Lo so, lo diciamo davvero troppo spesso… ma le nostre montagne ci regalano tantissimi posti da sogno! Questa volta non siamo neanche dovuti andare troppo lontano, anche se abbiamo “sconfinato” verso l’Alto Adige. Vicino ad Ora, a poco più di una ventina di minuti da Trento, si trova Castelfeder, una vera e propria collina incantata che racchiude al suo interno le rovine di un antico castello e una natura tutta da scoprire.

Se partite da Trento vi consigliamo di prendere l’autostrada e prendere l’uscita per Ora/Egna. Da qui proseguite per il pala ghiaccio di Ora e troverete nei pressi di quest’ultimo un ampio parcheggio dove lasciare la macchina. Seguite le indicazioni per il sentiero 5 che conduce alla collina di Castelfeder e, una volta attraversato il ponte, troverete alla vostra destra un bel parco giochi (ideale per i vostri bimbi al rientro).

Poco dopo sulla vostra destra troverete le indicazioni per il sentiero 4 e 5 seguitele e non potrete sbagliare. Dopo il primo tratto (non bellissimo) a lato dei campi da tennis e passato un sottopassaggio, comincia il sentiero nel bosco vero e proprio. Una ventina di minuti di passeggiata (sempre seguendo il sentiero 5) e vi ritroverete immersi nella sorprendente natura di Castelfeder. Bella la vegetazione autunnale, dove spiccano le antiche querce.

Man mano che si sale verso la sommità della collina, la passeggiata diventa sempre più piacevole e soprattutto non impegnativa per i bambini e il paesaggio si trasforma completamente: il bosco lascia spazio ad un ambiente collinoso e fiabesco disseminato da grandi rocce, perfette per avventurose scalate.

Tantissime le famiglie che come noi hanno approfittato della soleggiata giornata autunnale per raggiungere questi luoghi, che siamo certi vi regaleranno, come successo a noi, una piacevole sensazione di pace e tranquillità. Lungo la passeggiata abbiamo avuto modo di scoprire due piccoli laghetti, mentre i bambini hanno avuto la splendida sorpresa di trovare tante caprette al pascolo, che naturalmente hanno attirato la loro attenzione.

I posticini dove fermarci per il nostro pic-nic sono davvero molti, ma decidiamo di proseguire fino alla sommità della collina dove ci ritroviamo catapultati in un’altra dimensione… stiamo esagerando? Valutate voi! 😉

Qui si trovano i resti di diversi insediamenti fortificati e risalenti ad epoche diverse. Castelfeder ha visto infatti alternarsi nel tempo popolazioni dell’età della pietra e bronzo, Reti, Romani, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Baiuvari e nobili dinastie medievali.

Sono due le rovine che attirano subito la nostra attenzione, circondate da basse collinette e grandi massi piatti, ideali per il nostro pic-nic al sole, mentre ci godiamo il panorama con tutta la vallata sottostante: impossibile non rimanere incantati! E mentre noi ci godiamo i caldi raggi di sole, i bambini ne hanno approfittato per giocare agli esploratori in questo vero e proprio parco giochi naturale.


Ah ci stavamo quasi per dimenticare… c’è anche lo scivolo della fertilità, una liscia pietra rocciosa che in passato rappresentava probabilmente un luogo di culto della fertilità, sul quale le donne pagane si lasciavano scivolare a pancia in giù, e da dove, aggiungiamo noi, si può ammirare in lontananza il lago di Caldaro.

Info utili:
Si possono raggiungere le rovine di Castelfeder anche partendo da alcune aree sosta ben visibili lungo la Strada Dolomites direzione Val di Fiemme o direttamente dal campo sportivo di Montagna, quest’ultimo è l’itinerario più soleggiato.

Nei dintorni abbiamo anche provato:

Sul Sentiero del Castagno a Foiana

Che differenza c’è tra il legno del castagno e il legno di un altro albero? Come funziona un innesto in un tronco e come viene fatto? Come si proteggono i castagni  e i frutti autunnali che ci regalano? Queste sono solo alcuni dei temi trattati nelle 10 postazioni che abbiamo incontrato lungo il Sentiero Didattico del Castagno a Foiana in Alto Adige.

Una passeggiata che si snoda lungo un semplice sentiero circondato da alti castagni… cosa ci può essere di più bello in una calda giornata autunnale? Foiana è una piccola frazione di Lana, paese del Burgraviato in Alto Adige che si raggiunge in macchina in poco più di un’ora, uscendo dall’autostrada a Bolzano e proseguendo in direzione Merano.sentiero-del-castagno-11

Nel centro di Foiana si trovano comodi parcheggi gratuiti, è possibile salire fino all’imbocco della passeggiata ma noi abbiamo preferito lasciare la macchina nei pressi di Castel Maggio, per poi attraversare questo piccolo borgo di montagna in cui la tradizione dei Törggelen è più viva che mai.
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Il Sentiero del Castagno, dicevamo: che meravigliosa scoperta! Due chilometri con un dislivello davvero minimo (ospiti speciali di questa passeggiata sono stati i nonni) che portano alla scoperta, attraverso le 10 postazioni tematiche, di tutti i segreti dei castagni dell’Alto Adige.

E’ una passeggiata perfetta in ogni stagione ma la consiglio in autunno quando i ricci disseminati sul terreno raccontano, insieme ai tanti tabelloni, la storia di questi boschi.

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Il sentiero è ben segnato, impossibile sbagliare, basta seguire i cartelli con impresso il caratteristico riccio. La strada asfaltata che attraversa le campagne, lascia presto il passo ad un bel sentiero nel bosco, un po’ disagevole secondo me, ma comunque percorso da diversi passeggini (meglio se da trekking).

E che meraviglia sfogliare un “libro” che spiega i segreti del bosco godendo di un impareggiabile panorama sulla vallata!

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A segnare l’inizio della passeggiata il “gigante” dormiente, un tronco adagiato nell’erba che pare lasciare un chiaro messaggio: qui non si urla, rispettate gli abitanti di questi boschi!

Siamo rimasti particolarmente affascinati dal tronco di un castagno del 1786, purtroppo abbattuto. Un tabellone affisso alla sua base permette di scoprirne la storia: è stato un incredibile viaggio nel tempo.

Purtroppo, in alcune istallazioni i danni del tempo erano fin troppo evidenti, ci vorrebbe una seria opera di risanamento che speriamo venga attuata al più presto. Nonostante questo però la passeggiata ci è piaciuta davvero tanto, ci siamo già segnati diversi altri sentieri della zona, ne abbiamo contati tantissimi e ci piacerebbe tornare per provarli tutti.

Nei dintorni:

Il sentiero naturalistico Urlsteig

La Val Sarentino si trova a soli 16 chilometri da Bolzano ed essendo il comune con la superficie più estesa della regione viene soprannominata “il polmone verde dell’Alto Adige“. A pochi minuti dal centro città ci si trova infatti immersi in un’atmosfera incantevole, circondati dal verde dei prati perfettamente curati così come perfettamente curato è ogni singolo dettaglio del paesaggio, dalle abitazioni ai cortili, dai fiori nei giardini ai recinti per gli animali.

Motivi per amare la Val Sarentino ve ne possiamo dare moltissimi: montagne verdissime con campi sterminati in cui si passeggia accompagnati solo dallo scampanellio delle mucche, ottima cucina, gli ometti di pietra, lunghe discese da fare con lo slittino (ve ne abbiamo parlato l’inverno scorso) e meravigliosi sentieri tematici. Noi infatti siamo proprio andati alla scoperta di uno dei più bei sentieri naturalistici in quota dell’Alto Adige: Urlesteig a Reinswald.

COME SI RAGGIUNGE

Provenendo da Bolzano, dopo 20 km, a Campolasta si svolta a destra in direzione Valdurna/Reinswald fino alla stazione a valle della cabinovia omonima. Il sentiero naturalistico Urlsteig si snoda in sei diversi tratti. Potete scegliere quale affrontare in base alle tematiche trattate, al dislivello, che può variare da 70 a 560 metri, e alla lunghezza di ciascuno. Qui trovate la cartina con le informazioni dettagliate di ciascun percorso.

Per i più allenati che non vogliono prendere la cabinovia, il consiglio è quello di percorrere il giro al contrario, così da stare per quasi tutta la salita all’ombra. Per questo giro ad anello calcolate 14 chilometri e circa 6 ore di cammino, le prime due ore sono di salita e portano alla malga Getrum, da qui fino alla funivia a monte è un dolce sali e scendi. La discesa è abbastanza ripida, ma sempre su comodo sentiero e permette di concludere il giro e tornare alla macchina.

Noi abbiamo preso la cabinovia (orari e tariffe li trovate QUI) che in pochi minuti ci ha portati alla stazione a monte a 2130 metri d’altitudine, e dopo un buon caffè al ristorante Pichlberg e due salti al parco giochi ci siamo incamminati verso il percorso numero 3, quello cioè dedicato alla storia e alla cultura che si snoda per poco più di 3 chilometri in direzione della malga Getrum.

A pochi metri di distanza dal ristorante Pichlberg ci fermiamo estasiati ad osservare il panorama dal telescopio: Gruppo delle Odle, Gruppo del Sella, Sasso Lungo e Sasso Piatto, Sciliar, Catinaccio, Latemar e avanti così in uno “skyline” dolomitico mozzafiato.

Questo percorso è pressoché tutto pianeggiante e percorrendolo è possibile scoprire tutte le proprietà del pino mugo, i segreti dell’agricoltura di montagna, le storie dei minatori del Seeberg e quelle dei pastori raccontate all’interno di una graziosissima baita con la quale si apre il percorso.

Proseguendo troviamo in successione il percorso Kneipp, da fare rigorosamente a piedi scalzi per godere a pieno degli effetti benefici, il sistema di irrigazione, la storia delle miniere e la visuale sul lungo muro di cinta che un tempo serviva a contenere i pascoli.

Non ci crederete ma le caprette sono arrivate proprio mentre stavamo leggendo il cartello che raccontava la storia dei pastori della Val Sarentino… che sia il risultato di una scenografia perfettamente allestita?

Si prosegue poi con il labirinto di pino mugo: un sentiero che s’inerpica tra la fitta vegetazione e che sembra non finire mai…

Subito sotto vi attende la divertentissima Zip Line per una velocissima discesa che vi trasporterà verso la conclusione di questo primo tratto con arrivo alla malga Getrum.

Anche se attraversando la terrazza soleggiata ed affollata veniamo catturati dagli inebrianti profumi della cucina, decidiamo di fare prima il nostro dovere concludendo in bellezza con la ferrata per bambini: un sentiero che si inerpica tra grossi massi e che, con l’aiuto di scalette e ponticelli, ci porta fino al piccolo terrazzino panoramico.

Al ritorno dalla ferrata la fame è aumentata ma fortunatamente l’ottima cucina della malga Getrum ha soddisfatto tutti i palati: gulash, canederli, tagliatelle e non potevano mancare 2 piatti di “Spiegeleier”, conoscete vero? Speck, patate saltate e uovo al tegamino.

Rifocillati e riposati decidiamo di proseguire il nostro percorso seguendo la parte del sentiero dedicata alla flora. Questo tratto si estende dalla malga per circa 2,5 chilometri e un dislivello in discesa di 270 metri.

Una cappella in cirmolo invita alla riflessione su Dio e sul mondo. Non dimenticate di suonare la campana all’interno!

Scendendo verso valle il sentiero rientra lentamente nel bosco lungo le sponde del rio Getrum. Qui le cinque postazioni vi insegneranno tanti segreti sulle piante di questa zona: larice, abete rosso, cirmolo e l’immancabile pino mugo. Al termine di questo tratto incontriamo un bivio: salendo verso destra ci sarebbe la possibilità di  chiudere il percorso con un anello che, passando per i laghetti Urlelockn, ci riporterebbe alla stazione a monte degli impianti. Noi invece decidiamo di proseguire la discesa per avventurarci in altre due parti del sentiero.

Ed eccola qui la parte preferita da Gaia e Vanessa: il tratto che illustra la potenza della natura che può avere origine da un ruscello. Dai mulini alla stazione a valle, tra giochi d’equilibrio e ripari segreti, sono circa 10 minuti di cammino e si conclude con questa meravigliosa casetta sull’albero perfettamente arredata!

Concludiamo il nostro tragitto con la parte dei mulini di Reinswald: qui il nuovissimo parco giochi, sempre rigorosamente in legno, merita una lunga pausa alla scoperta del processo da bruco a farfalla. Questa parte del percorso Urlesteig così come la numero 1, quella dedicata all’acqua, sono interamente percorribili in passeggino.

Da qui per rientrare al parcheggio della stazione a valle della funivia camminiamo ancora per poco più di un quarto d’ora godendo ancora una volta di un panorama indescrivibile.

Amici camperesti potete sostare QUI.

Da Terlano a Castel Neuhaus

La passeggiata che vi proponiamo oggi è quella che da Terlano, paese in provincia di Bolzano (a meno di un’ora di strada da Trento) porta verso le rovine di Castel Neuhaus. Antico castello medievale costruito su uno sperone roccioso proprio sopra il paese e visibile dalla strada. Dal centro del paese, ai piedi del campanile della chiesa si trovano alcuni parcheggi e da lì si prende il segnavia numero 9.

Troverete anche una grande cartina dove sono indicate le varie passeggiate che partono da Terlano con i diversi gradi di difficoltà. Da qui percorriamo le stradine del paese, molto pulite e curate, tra ciottoli, fioriere e meravigliosi scorci fino ad arrivare in poco più di un quarto d’ora ad una fontana, da lì seguiamo sulla destra sempre il segnavia numero 9.

La nostra passeggiata prosegue ancora per un po’ su strada asfaltata, poi passiamo in un piccolo boschetto fino a sbucare sulla strada principale, dopo averla attraversata troviamo le chiare indicazioni per arrivare al castello. I percorsi per raggiungerlo sono due, noi abbiamo seguito quello contrassegnato con Margarethenpromenade che in meno di un’ora vi condurrà  a destinazione.

La passeggiata è immersa nella natura, attraverso un verde bosco di latifoglie, rigogliosi cespugli, qualche fiorellino qua e là e un tappeto di foglie con cui giocare. Il sentiero è per gran parte comodo e agevole, ben delimitato da corrimano in legno e con diverse panchine dove potersi fermare per una breve  sosta.

Oltre alla meta promessa, un affascinante castello da esplorare ; , abbiamo incontrato lungo il percorso tanti piccoli ponti in legno che hanno reso la nostra passeggiata un po’ più “avventurosa” e stimolante.

Dopo circa una mezz’ora di cammino pressoché pianeggiante inizia l’unico tratto un po’ impegnativo, l’ultima salita fino alle rovine del castello. Fatica ripagata dai meravigliosi scorci sulla vallata sottostante che si intravedeva tra i rami degli alberi.

Ed eccoci giunti al nostro castello…

…tra scalinate, stanze segrete, l’alta torre e le finestre dalla quale filtrano i raggi del sole.

Una vista spettacolare e una gran pace.

Qui ci si può fermare anche per un picnic o una merenda seduti letteralmente ai piedi del castello.

Dopo la visita si può tornare indietro per la stessa strada dell’andata oppure, come abbiamo fatto noi, proseguire per il sentiero, sempre nel bosco e in costante salita fino ad arrivare, prima ad un altro meraviglioso punto panoramico e poi ad un bivio (circa una mezz’oretta dal castello). Qui prendiamo nuovamente il segnavia numero 9 che ci condurrà infatti al punto di partenza della nostra passeggiata (dove abbiamo preso precedentemente la Margarethenpromenade) e in circa 40 minuti al paese di Terlano.

Nei dintorni vi segnaliamo:

La cascata di Parcines

Siamo stati a Parcines (ad un’oretta da Trento, poco sopra Merano) un piccolo e caratteristico borgo dell’Alto Adige adagiato alla base del gruppo montano dell’Ortles. Immaginate di essere immersi nel silenzio di un bosco di latifoglie, circondati da muschi e foglie e di sentire all’improvviso lo scrosciare sempre più forte dell’acqua che scorre.

Immaginate di vedete una cascata di quasi 100 metri in lontananza e di decidere che quella sarà la vostra meta. Immaginate la gioia e lo stupore una volta raggiunta.

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Devo dirlo: la passeggiata di questo week end è stata davvero faticosa (620 metri di dislivello per circa 7 chilometri di strada) ma si arriva in un’oasi così meravigliosa che la fatica viene ripagata da un panorama splendido.

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Abbiamo lasciato la macchina nel centro del paese, e da li abbiamo seguito i cartelli che portano alla cascata (Wasserfall).

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Vale subito un avvertimento: non lasciatevi scoraggiare dal paesaggio che vi si presenta in questa prima parte della passeggiata. Tra l’altro, almeno domenica, parecchio trafficato perché molte persone hanno deciso di iniziare qui la loro passeggiata invece che dal centro del paese. Io non lo consiglio, perché in questo modo vi perdete tutto il sentiero (Waalweg) che riporta a valle.

Dal centro del paese per arrivare all’inizio del tracciato che porta alla cascata (seguite il cartello Wasserfall) bisogna percorrere un tratto con una salita piuttosto ripida di un paio di chilometri. Troverete la segnaletica che porta all’interno del bosco. Prima però vi consiglio di fermarvi un minuto per ammirare la vecchia funivia che oggi porta vivande e altro su e giù dai rifugi in alta montagna: Gaia, Samuel e il loro amico Mattia l’hanno adorata.

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Finalmente la passeggiata si fa, se non più rilassante, decisamente più suggestiva: nel bosco si segue sentiero in salita che, tra scalinate di pietra e ponticelli di legno porta ad un tratto di strada principale da attraversare prima di rientrare nel bosco.

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Se avete in mente una breve sosta questo è il punto ideale, è presente un bar-ristorante (di cui purtroppo non ricordo il nome) dove al rientro abbiamo preso caffè, gelati e abbiamo fatto una sosta nel piccolo parco giochi in legno.

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Ancora una mezz’oretta di strada, ma da qui in silenzio, parla la cascata! Che, con il suo scrosciare, invita a continuare: il traguardo è vicino!

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Nascosta dietro verdeggianti collinette si trova la cascata di Parcines: impossibile rimanere indifferenti davanti a questo spettacolo della natura! Ci siamo fermati per la merenda, stanchi ma davvero soddisfatti di aver raggiunto un posto tanto meraviglioso!

Lungo la salita abbiamo potuto vedere un vecchio mulino e abbiamo scoperto un bel ristorantino ideale per chi volesse fermarsi per uno spuntino prima di riprendere la strada verso il paese.

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Dicono che questa cascata sia spettacolare durante il disgelo, nei mesi di maggio e giugno, ma io trovo che sia meravigliosa anche a inizio primavera e autunno. Forse in estate, quando il caldo permette di camminare a piedi nudi sulle rocce e immergere i piedi nell’acqua (ghiacciata), regala un’emozione in più.

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Dopo una mezz’ora di giochi con l’acqua (sono state preparate delle ottime polpette di fango) è arrivato il momento di scendere, abbiamo ripreso la strada dell’andata e poi ci siamo addentrati nel Sentiero della roggia di Parcines (riconoscibile dal grande masso all’entrata e dal cartello di qui sopra) che ci ha riportato in paese e alla macchina. Si segue il sentiero per 3  chilometri circa finché non si incontra un cancello che riporta sulla strada principale. Da qui è una discesa fino al centro del paese.

Per chi non fosse abituato a camminare abbiamo visto una navetta che porta quasi in prossimità della cascata, volendo si può salire con quella e fare solo il sentiero in discesa. Decisamente molto meno faticoso… ma volete mettere la soddisfazione di salire da soli?

Attenzione: il sentiero che porta alla cascata è il secondo che si incontra, circa 500 metri sopra il sentiero della roggia.

Nei dintorni, abbiamo provato per voi:

In gita a Maso Maserac

Sempre a caccia di novità, siamo stati a esplorare Maso Maserac, nell’omonima località Maserac a Comano Terme, e la sua nuovissima Salita al Maso.

Si tratta di un percorso didattico, geolocalizzato anche su Google Maps, che attraversa le coltivazioni del maso: lamponi, more, mirtilli, uva fraga e giardino aromatico. Durante il tragitto, passerete per il pollaio delle galline, la casetta dei tenerissimi conigli e le arnie delle api. E incontrerete anche due simpatici pony e le pecore del Camerun.

Il sentiero, 500 metri di lunghezza per 50 metri di dislivello, si imbocca dalla stradina di campagna che collega il paesino di Poia con la frazione di Vigo Lomaso. Vi consigliamo di lasciare la macchina presso il parcheggio della chiesa di Vigo Lomaso, a dieci minuti a piedi dall’inizio del sentiero, segnalato con un colorato cartello.

Risalendo questo dolce pendio, i vostri bimbi potranno così osservare le piante dei loro frutti preferiti e ammirare la bellissima vista sulla vallata. E per una foto ricordo dell’esperienza, troverete un curioso “selfie point” con supporto per inserire il vostro telefono.

Al termine del percorso si arriva al Maso: una casa del 1800 che dal 2013 ospita anche questa azienda agricola gestita da Francesco con il figlio Martin e l’aiuto della moglie Simona e della piccola Greta.

Qui si possono acquistare confetture, miele e prodotti curiosi e insoliti come la salsa uva fraga, da mangiare con il salato (ci dicono che è perfetta per lo stinco) o la lamponada, un ketchup alternativo realizzato con lamponi e senape, ottimo con la carne.

Il punto vendita è aperto dal 15 luglio fino al 30 settembre e ha anche uno shop online. Ma non solo: Francesco, Simona, Martin e Greta sono un vero vulcano di idee per proporre ai loro ospiti delle esperienze alternative. Tra le opportunità, il pic nic-aperitivo serale proprio lungo la Salita al Maso (clicca qui per maggiori informazioni), con splendido tramonto sulla vallata, fronte Adamello. Prenotando per tempo, potrete scegliere la composizione di prodotti che fa più al caso vostro, tra piccoli frutti, marmellate, salse, formaggi, salumi, vino e succhi di frutta, ovviamente a km “zero”, grazie alla collaborazione delle aziende agricole dei dintorni.

Altre esperienze in zona? I pic nic sull’erba in Val di Comano (leggi qui) o il Parco delle Terme di Comano (leggi qui). E se volete fermarvi per più giorni, vi consigliamo l’Agritur Pra’ Cavai (leggi qui).

Contatti:
Località Maserac 81, Comano Terme
Tel. 348 1435786
www.masomaserac.com

Scena e i sentieri dell’acqua meranesi

Avete mai sentito parlare dei sentieri dell’acqua meranesi? Sono sentieri che costeggiano i canali di irrigazione dei campi coltivati: vere e proprie opere di ingegnosità contadina… sono sempre un’attrazione, soprattutto per i più piccoli che adorano l’acqua. Si tratta di un anello circolare, che passa attraverso paesi, boschi e campagne, di ben 84 chilometri che unisce 11 diverse rogge nei dintorni di Merano.
Noi, approfittando di una bella giornata di sole, abbiamo deciso di percorrere il tratto che sovrasta il paese di Scena,(poco più di un’ora di strada da Trento) facendo una bella passeggiata che parte dal centro del paese fino ad arrivare appunto sui Sentieri delle acque meranesi e che vi catapulterà in un meraviglioso ambiente naturale, verdeggiante e rigoglioso.
Potete lasciare la macchina nel centro del paese di Scena o poco sopra e poi seguire Via Ifinger  e le indicazioni Taser Waalweg che vi condurranno verso la stazione a valle della Funivia Taser. La strada, all’inizio asfaltata, passa per le vie di questo piccolo e caratteristico borgo, poi si snoda, per una salita piuttosto ripida di una quarantina di minuti, tra le vigne e i meli caratteristici di questa zona, un po’ faticoso ma splendido.

Dopo circa una decina di minuti la prima sorpresa: una tavola con delle uova fresche e del succo di mela in vendita con una piccola cassetta di metallo per lasciare le monetine. Siamo rimasti talmente entusiasti da questa manifestazione di fiducia nel prossimo che non abbiamo resistito alla tentazione di assaggiare un bicchiere di succo che ci ha dato la carica per la nostra “avventura”.
Seppure abbastanza impegnativa, questa prima parte del percorso è l’unica difficile di tutta la passeggiata. Una volta arrivati alla base della funivia, parte un sentiero semplice e pianeggiante in uno scenario che si alterna tra boschi rigogliosi e verdeggianti campi coltivati e… la costante presenza della roggia che con il suo piacevole rumore ci accompagnerà per tutta la nostra passeggiata.
Volendo è possibile parcheggiare la macchina direttamente qui alla base della Funivia, ma non lo consigliamo, vi perdereste una parte molto suggestiva della passeggiata. L’avventura inizia subito con una scalinata nel bosco che costeggia un piccolo rio, da qui parte un sentiero pianeggiante che costeggia i canali per la raccolta dell’acqua tra piccoli ponti e cascatelle.

Lungo il sentiero si incontrano tantissime panchine su cui fermarsi per una sosta o per un picnic in mezzo alla natura,
…se invece preferite un pranzo caratteristico in malga è possibile trovare un paio di punti di ristoro  che vi tenteranno con menù che definire invitanti è riduttivo.
Lungo il percorso incontrerete anche un percorso Kneipp,  ideale nelle giornate più calde per una pausa decisamente rinvigorente con una meravigliosa vista.

Poco prima di raggiungere la funivia di Merano 2000, in prossimità del quartiere di San Giorgio potete prendere il sentiero che costeggia i vigneti che vi condurrà a Scena in circa venti minuti oppure come abbiamo fatto noi, ripercorrere la stessa strada dell’andata… i bambini non perderanno occasione per giocare ancora con l’acqua e trovare qualche particolare sfuggito prima 😉

Il giro, a parte il primo tratto non è particolarmente impegnativo, ci si impiega circa un paio d’ore, ma dipende molto dalle pause,  non è adatto ai passeggini e importante, NON ci sono fontanelle con acqua potabile: ricordate d portare con voi una borraccia (soprattutto con il caldo estivo) e buona passeggiata in questo luogo incantato e silenzioso!

Nei dintorni vi  segnaliamo le passeggiate lungo il Passirio, la passeggiata ai castelli di Appiano, la passeggiata Tappeiner e anche Castel Neuhaus a Terlano.

Spettacolo i Giardini di Sissi a Merano

Il luogo è uno di quelli che merita una visita in ogni stagione, ma di certo in primavera sprigiona tutta la sua bellezza: stiamo parlando dei meravigliosi Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano, che regalano un’emozionante e affascinare ambiente per i visitatori di ogni età.


I Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano, estesi su una superficie complessiva di 12 ettari, riuniscono in un anfiteatro naturale paesaggi esotici e mediterranei, vedute mozzafiato sugli scenari montani circostanti e su una Merano baciata dal sole.

Qui si possono trovare più di 80 ambienti botanici, prosperano e fioriscono meravigliose piante colorate da tutto il mondo. Questi giardini sono davvero unici grazie all’incantevole intreccio fra natura, cultura e arte. Svariate stazioni multisensoriali, suggestivi giardini a tema, padiglioni artistici ed esemplari del regno animale fanno dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, una realtà quanto mai variegata e affascinante. Il Touriseum, Museo Provinciale del Turismo, ospita inoltre una rassegna sul turismo del Sud Tirolo negli ultimi 200 anni.

Camminare in questi giardini è sempre un’emozione unica. Passeggiare tra varietà rarissime di piante, lontani dalla frenesia e dal caos, è un’ ottima idea per una gita con tutta la famiglia e i bambini ne rimarranno sicuramente colpiti. Qui il mito di Sissi c’è ancora, l’amata imperatrice d’Austria, slanciata, sportiva e amante delle camminate, che per prima scelse questo luogo come residenza estiva, contribuendo a rendere la città di Merano una vera e propria capitale delle vacanze.

Considerare dalle tre alle sei ore di visita per il complesso dei Giardini.

Orari di apertura 2022:

  • 1 aprile– 15 ottobre ore 9.00 – 19.00 (ultimo ingresso: ore 17.30)
  • 16 ottobre – 31 ottobre ore 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso: ore 16.30)
  • 1° novembre – 15 novembre ore 9.00 – 17.00 (ultimo ingresso: ore 15.30)
  • Tutti i venerdì di giugno, luglio e agosto ore 9.00 – 23.00 (ultimo ingresso: ore 21.30)

Info utili:
📞
0473 255600
📧
info@trauttmansdorff.it
🌐
www.trauttmansdorff.it

Giro dei castelli di Appiano

Oggi eravamo alla ricerca di una passeggiata non troppo lontana da casa e in valle per apprezzare al meglio queste prime giornate primaverili, il sole che riscalda, i primi fiorellini nei boschi…

Così abbiamo deciso di fare il giro dei castelli di Appiano, un giro davvero meraviglioso a pochi minuti di strada dall’uscita di Bolzano sud che ci regala degli scorci spettacolari sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano.

Percorso adatto a bambini dai 3/4 anni in su che camminano in autonomia, vedrete che si divertiranno un sacco. Non adatto invece a passeggini, ma abbiamo incontrato diversi genitori con zaini o fasce porta – bebè.

Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio di Castel Corba (che ora ospita un hotel e un ristorante) nel piccolo paese di Missiano e da qui abbiamo seguito la strada (all’inzio asfaltata, poi forestale) che porta al Castello di Appiano.

Si raggiunge il castello con una passeggiata di un’oretta che parte tra le vigne e che poi si snoda all’interno del bosco, la strada è tutta in costante salita ma il panorama che si scorge attraverso gli alberi è davvero meraviglioso. In ogni caso ci sono tantissime panchine lungo il sentiero, quindi è possibile fare diverse pause per riprendere fiato.

Circa a metà strada si incontra quella che abbiamo deciso fosse “un’antica torre di vedetta“: 3 muri diroccati di cui ci siamo divertiti ad inventare la storia.
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Ad accompagnarci lungo la via invece una vera vecchia torre di guardia che abbiamo osservato dalle diverse angolazioni.

Finalmente, verso ora di pranzo, siamo arrivati a Castel Appiano: davvero suggestivo! Alcune panchine dove sedersi, un bel prato dove poter fare un pic nic e alcuni simpatici animaletti da guardare a accarezzare.

Qui vi aspetta la bella taverna del castello con un’atmosfera medievale del cortile dove vengono serviti manicaretti tipici della gastronomia locale. Il piatto forte sono i canederli, nelle loro tante varianti, ma tra le voci del menù figurano anche altre specialità tradizionali, come gulasch, polenta, lasagne e taglieri carichi di salumi, affettati e formaggi in puro stile altoatesino. Per informazioni e prenotazioni, potete contattare la taverna di Castel Hocheppan, telefonando al numero 333 6698212 

Ogni angolo di questo posto riserva una sorpresa e il panorama che possiamo ammirare è davvero meraviglioso.

Dopo aver recuperato le energie abbiamo deciso di riprendere il nostro giro e abbiamo seguito le indicazioni per Castel Boymont, raggiungibile in una quarantina di minuti passando attraverso una profonda gola. Qui bisogna fare attenzione, il terreno è reso sdrucciolevole dal manto foglioso che lo ricopre, si rischia di scivolare ma è anche la parte più divertente di tutta la passeggiata.

La gola si risale grazie ad una ripida scalinata che ci riporta rapidamente in alto. Da qui si prosegue tra sassi, radici e foglie: una vera immersione in un paesaggio fatato da cui si possono godere meravigliosi scorci della vallata sottostante.

 

Le rovine di Castel Boymont si raggiungono grazie ad un’altra piccola salita, ma una volta arrivati in cima anche qui possiamo godere di un’ampia vista sulla Valle dell’Adige e approfittare di comode panche e tavoli per una merenda o semplicemente una pausa rigenerante.

Il sole caldo, il silenzio e la pace di questo luogo, uniti ad un panorama impareggiabile ci hanno davvero conquistati …
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Da qui in una mezz’oretta si ritorna a Castel Torba. Una discesa un po’ ripida nel bosco, ci riporta alla macchina. I bambini stanchi ma decisamente entusiasti per questa bella avventura  e noi adulti rigenerati.

Nei dintorni vi consigliamo anche la passeggiata che collega Appiano a Caldaro tra meleti e parchi gioco. Il lago di caldaro e l’escursione fino a Castelchiaro. Imperdibile anche la gola del Rastenbach.