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Movimënt: gran divertimento in montagna

Se devo immaginare un parco perfetto lo vedo proprio così: immense distese verdi, giochi in legno colorato su cui arrampicarsi e lunghi sentieri nel bosco da percorrere cercando fate, elfi e tracce di piccoli animali. Com’è possibile quindi che ce ne fosse uno a 2 ore di macchina da Trento (si ok, non proprio dietro l’angolo, ma neanche una distanza impossibile) e non ne sapessi nulla?

Val Badia

Movimënt: un parco che a me, solo guardare le foto, ha fatto venire i luccichini agli occhi e un irrefrenabile bisogno di partire, un’immensa area verde racchiusa nel cuore delle Dolomiti completamente dedicata allo sport, al divertimento, al benessere e al relax in alta quota.

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La filosofia di Movimënt mi piace un sacco: offrire il meglio delle Dolomiti a persone che vogliono vivere l’emozione della montagna senza essere degli sportivi agonistici.

E’ composto da 50 chilometri di percorsi, 15 vie per il climbing, piste di paragliding, giochi, percorsi Kneipp, pareti d’arrampicata per i primi esercizi, zip line, trampolini giganti, grotte e attrazioni per i bambini che sembrano delle vere e proprie opere d’arte… In più, il servizio di e-bike sharing da la possibilità davvero a tutti di percorrere senza fatica i tantissimi sentieri che si possono incontrare in questa magnifica vallata.

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E poi per gli amanti delle 2 ruote c’è il Pump Track! Un anello di 480 metri quadrati per bici senza pedali, normali Mountain Bike e volendo anche roller, skate e monopattini. Il tracciato alternando dossi, curve ed inclinazioni, permette di acquisire velocità senza pedalare. Un’esperienza non solo divertentissima ma anche perfetta per sviluppare una completa padronanza della bicicletta (insomma si. Ne ho più bisogno io dei miei figli!).

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Movimënt è anche dog friendly: nessuna limitazione in funivia con le cabine riservate e dog bar all’arrivo degli impianti e nei rifugi convenzionati.

Insomma, non è venuta anche a voi un’irresistibile voglia si partire?

L’area Movimënt si trova in Val Badia sull’altipiano del Piz la Ila, Piz Sorega, Col Alt e Pralongià: è facilmente raggiungibile con le cabinovie da San Cassiano, La Villa e Corvara e in totale comprende tre parchi diversi, collegati tra di loro.

Per maggiori informazioni: www.moviment.it

Spettacolo i Giardini di Sissi a Merano

Il luogo è di quelli che meritano una visita in ogni stagione (noi li abbiamo visitati in autunno, il racconto QUI), ma di certo in primavera sprigionano tutta la loro bellezza: stiamo parlando dei meravigliosi Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano. Sono già passati 17 anni da quando i Giardini di Sissi hanno aperto i cancelli al pubblico per la prima volta e da allora non mancano di affascinare visitatori di ogni età.

Dal 1 aprile 2019 i cancelli di Trauttmansdorff riaprono i battenti!

Confermato anche per la stagione 2019 il mini abbonamento stagionale per famiglie (cedibile! – valido per 3 giornate nell’arco di una stagione – costo: euro 78,00


I Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano, estesi a digradare su una superficie complessiva di 12 ettari, riuniscono in un anfiteatro naturale paesaggi esotici e mediterranei, vedute mozzafiato sugli scenari montani circostanti e su una Merano baciata dal sole.

Qui si possono trovare più di 80 ambienti botanici, prosperano e fioriscono meravigliose piante colorate da tutto il mondo. Questi giardini sono davvero unici grazie all’incantevole intreccio fra natura, cultura e arte. Svariate stazioni multisensoriali, suggestivi giardini a tema, padiglioni artistici ed esemplari del regno animale fanno dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, una realtà quanto mai variegata e affascinante. Il Touriseum, Museo Provinciale del Turismo, ospita inoltre una rassegna sul turismo del Sud Tirolo negli ultimi 200 anni.

Camminare in questi giardini è sempre un’emozione unica. Passeggiare tra varietà rarissime di piante, lontani dalla frenesia e dal caos, è un’ ottima idea per una gita con tutta la famiglia e i bambini ne rimarranno sicuramente colpiti. Qui il mito di Sissi c’è ancora, l’amata imperatrice d’Austria, slanciata, sportiva e amante delle camminate, che per prima scelse questo luogo come residenza estiva, contribuendo a rendere la città di Merano una vera e propria capitale delle vacanze.

Appuntamenti per famiglie 2019

Un tour per grandi e piccini!
Ogni martedì, mercoledì e giovedì dal 19 giugno, luglio e agosto ad ore 10.30 uno speciale workshop (durata 90 minuti) dedicato alle famiglie! I bambini osservano e vivono la natura nel loro singolarissimo modo, con sguardo libero e spontaneo e le guide, appositamente preparate, proporranno curiosità botaniche a misura di famiglia, presentandole in veste accattivante e coinvolgente.
DESTINATARI: Famiglie con bambini da 6 a 14 anni, max. 2 adulti a famiglia
COSTI: 8,00 € a persona (ingresso escluso, bambini fino ai 14 anni gratis)
PUNTO D’INCONTRO: Centro visitatori (Cassa)
PRENOTAZIONE: desiderata, entro il giorno precedente telefonando al 0473 255 600

Orari d’apertura stagione 2019

1° aprile – 15 ottobre: ore 9.00 – 19.00 (ultimo ingresso: ore 17.30)
16 ottobre – 31 ottobre: ore 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso: ore 16.30)
1° novembre – 15 novembre: ore 9.00 – 17.00 (ultimo ingresso: ore 15.30)
Venerdì di giugno, luglio ed agosto: ore 9.00 – 23.00 (ultimo ingresso: 21.30)
Biglietti ingresso 2019
Adulti: 14,00 euro
Famiglie (2 adulti con ragazzi sotto i 18 anni)*: 30,00 euro
Novità! Mini Famiglia (1 adulto con ragazzi sotto i 18 anni)*: 16,00
Bambini (sotto i 6 anni): Ingresso gratuito
Considerare dalle tre alle sei ore di visita per il complesso dei Giardini. Nessun giorno di riposo.

Giro dei castelli di Appiano

Oggi eravamo alla ricerca di una passeggiata non troppo lontana da casa e in valle per apprezzare al meglio queste prime giornate primaverili, il sole che riscalda,  i primi fiorellini nei boschi…
Così abbiamo deciso di fare il giro dei castelli di Appiano, un giro davvero meraviglioso a pochi minuti di strada dall’uscita di Bolzano sud che ci regala degli scorci spettacolari sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano.
Percorso adatto a bambini dai 3/4 anni in su che camminano in autonomia, vedrete che si divertiranno un sacco. Non adatto invece a passeggini, ma abbiamo incontrato diversi genitori con zaini o fasce porta – bebè.Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio di Castel Corba (che ora ospita un hotel e un ristorante) nel piccolo paese di Missiano e da qui abbiamo seguito la strada (all’inzio asfaltata, poi forestale) che porta al Castello di Appiano.
Si raggiunge il castello con una passeggiata di un’oretta che parte tra le vigne e che poi si snoda all’interno del bosco, la strada è tutta in costante salita ma il panorama che si scorge attraverso gli alberi è davvero meraviglioso. In ogni caso ci sono tantissime panchine lungo il sentiero, quindi è possibile fare diverse pause per riprendere fiato.
Circa a metà strada si incontra quella che abbiamo deciso fosse “un’antica torre di vedetta“: 3 muri diroccati di cui ci siamo divertiti ad inventare la storia.
20160326_112344Ad accompagnarci lungo la via invece una vera vecchia torre di guardia che abbiamo osservato dalle diverse angolazioni.

Finalmente, verso ora di pranzo, siamo arrivati a Castel Appiano: davvero suggestivo! Alcune panchine dove sedersi, un bel prato dove poter fare un pic nic e alcuni simpatici animaletti da guardare a accarezzare.

Qui vi aspetta la bella taverna del castello con un’atmosfera medievale del cortile dove vengono serviti manicaretti tipici della gastronomia locale. Il piatto forte sono i canederli, nelle loro tante varianti, ma tra le voci del menù figurano anche altre specialità tradizionali, come gulasch, polenta, lasagne e taglieri carichi di salumi, affettati e formaggi in puro stile altoatesino. Per informazioni e prenotazioni, potete contattare la taverna di Castel Hocheppan, telefonando al numero 333 6698212 (Aperta dal 6 aprile 2019 con orario 10.00 alle 18.00. Giorno di chiusura: mercoledì).
Ogni angolo di questo posto riserva una sorpresa e il panorama che possiamo ammirare è davvero meraviglioso.

Dopo aver recuperato le energie abbiamo deciso di riprendere il nostro giro e abbiamo seguito le indicazioni per  Castel Boymont, raggiungibile in una quarantina di minuti passando attraverso una profonda gola. Qui bisogna fare attenzione, il terreno è reso sdrucciolevole dal manto foglioso che lo ricopre, si rischia di scivolare ma è anche la parte più divertente di tutta la passeggiata.
La gola si risale grazie ad una ripida scalinata che ci riporta rapidamente in alto. Da qui si prosegue tra sassi, radici e foglie: una vera immersione in un paesaggio fatato da cui si possono godere meravigliosi scorci della vallata sottostante.

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Le rovine di Castel Boymont si raggiungono grazie ad un’altra piccola salita, ma una volta arrivati in cima anche qui possiamo godere di un’ampia vista sulla Valle dell’Adige e approfittare di comode panche e tavoli per una merenda o semplicemente una pausa rigenerante. Anche qui c’è un piccolo bar.
Il sole caldo, il silenzio e la pace di questo luogo, uniti ad un panorama impareggiabile ci hanno davvero conquistati …
20160326_143703Da qui in una mezz’oretta si ritorna a Castel Torba. Una discesa un po’ ripida nel bosco, ci riporta alla macchina. I bambini stanchi ma decisamente entusiasti per questa bella avventura  e noi adulti rigenerati.

 

Slittando in Valle Aurina

Sempre magica la Valle Aurina, una laterale della Val Pusteria: luogo magico e pittoresco, in cui venivo sempre da bambina con i miei genitori.
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Autostrada fino a Bressanone e poi ancora una mezz’ora di minuti per arrivare a Campo Tures. Prima ancora di vedere il nostro meraviglioso albergo, l’Alte-Muehle, che sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una fantastica giornata, abbiamo deciso di fare la passeggiata che dalla località Riobianco (Weissenbach) a Luttago, porta a ben tre malghe, aperte anche in inverno tutti i giorni.
Si parcheggia subito dopo il campo sportivo, si oltrepassa il ponticello sulla sinistra e si segue l’indicazione per Malga Innerhofer. La stradina sale il versante della montagna con una pendenza costante. Attenzione agli slittini in discesa e a qualche scialpinista salito al mattino e di ritorno a casa!
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L’atmosfera di questi giorni è meravigliosa: almeno 40 centimetri di neve fresca, paesaggio incantato. Dopo circa 400 metri di dislivello e un’ora circa (calcolate un po’ di più se avete bimbi che non camminano molto) arriverete ai pascoli di questa malga deliziosa (1743 metri d’altitudine), aperta solo d’inverno, dall’inizio di dicembre a Pasqua. Appena si entra ecco la cucina casalinga a vista, dove vi prepareranno al momento tante prelibatezze.
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Dopodiché potete sistemarvi in una delle due stube (che come sedie hanno tronchi d’albero con i cuscini sopra o panche in legno con i cuscini) oppure direttamente in cucina. Noi abbiamo mangiato una goulashsuppe (6 euro) e un piatto di patate, uova e speck (8 euro)…tutto ottimo, a voi il commento sui prezzi! Se si vuole si può scendere direttamente con lo slittino (noleggio a 1,50 euro, si lascia all’arrivo), oppure – come abbiamo fatto noi – proseguire verso le altre due malghe: la Marxegger (1761 m), ad una ventina di minuti, o alla malga Pircher (1810 m), altri dieci. La valle innevata era davvero emozionante.
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Arrivati all’ultima malga, ci siamo fermati per merenda, mangiando una fetta di torta con le noci e un buon strudel (3 euro l’uno, porzioni abbondanti). E poi via sullo slittino (stesso prezzo di prima). Divertente, ma con bambini piccoli é meglio andare assieme visto che la pendenza c’é. Un trucco che ho imparato strada facendo: invece che frenare o curvare tenendo le gambe diritte (che vi arriva un sacco di neve in faccia) meglio tenerle a 90 gradi. Grandi risate assicurate!

 

Alla scoperta di Castelfeder: meraviglia!

Bellissimo! Lo so, lo diciamo davvero troppo spesso… ma le nostre montagne ci regalano tantissimi posti da sogno! Questa volta non siamo neanche dovuti andare troppo lontano, anche se abbiamo “sconfinato” verso l’Alto Adige. Vicino ad Ora, a poco più di una ventina di minuti da Trento, si trova Castelfeder, una vera e propria collina incantata che racchiude al suo interno le rovine di un antico castello e una natura tutta da scoprire.

Se partite da Trento vi consigliamo di prendere l’autostrada e prendere l’uscita per Ora/Egna, da qui seguite sempre le le indicazioni per il pala ghiaccio di Ora e troverete nei pressi di quest’ultimo un ampio parcheggio dove lasciare la macchina. Seguite le indicazioni per il sentiero 5 che conduce alla collina di Castelfeder e, una volta attraversato il ponte, troverete alla vostra destra un bel parco giochi (ideale per i vostri bimbi al rientro).

Poco dopo sulla vostra destra troverete le indicazioni per il sentiero 4 e 5 seguitele e non potrete sbagliare. Dopo il primo tratto (non bellissimo) a lato dei campi da tennis e passato un sottopassaggio, comincia il sentiero nel bosco vero e proprio. Una ventina di minuti di passeggiata (sempre seguendo il sentiero 5) e vi ritroverete immersi nella sorprendente natura di Castelfeder. Bella la vegetazione autunnale, dove spiccano le antiche querce.
Man mano che si sale verso la sommità della collina, la passeggiata diventa sempre più piacevole e soprattutto non impegnativa per i bambini e il paesaggio si trasforma completamente: il bosco lascia spazio ad un ambiente collinoso e fiabesco disseminato da grandi rocce, perfette per avventurose scalate.

Tantissime le famiglie che come noi hanno approfittato della soleggiata giornata autunnale per raggiungere questi luoghi, che siamo certi vi regaleranno, come successo a noi, una piacevole sensazione di pace e tranquillità. Lungo la passeggiata abbiamo avuto modo di scoprire due piccoli laghetti, mentre i bambini hanno avuto la splendida sorpresa di trovare tante caprette al pascolo, che naturalmente hanno attirato la loro attenzione.
I posticini dove fermarci per il nostro pic-nic sono davvero molti, ma decidiamo di proseguire fino alla sommità della collina dove ci ritroviamo catapultati in un’altra dimensione… stiamo esagerando? Valutate voi! 😉

Qui si trovano i resti di diversi insediamenti fortificati e risalenti ad epoche diverse. Castelfeder ha visto infatti alternarsi nel tempo popolazioni dell’età della pietra e bronzo, Reti, Romani, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Baiuvari e nobili dinastie medievali.

Sono due le rovine che attirano subito la nostra attenzione, circondate da basse collinette e grandi massi piatti, ideali per il nostro pic nic al sole, mentre ci godiamo il panorama con tutta la vallata sottostante: impossibile non rimanere incantati! E mentre noi ci godiamo i caldi raggi di sole, i bambini ne hanno approfittato per giocare agli esploratori in questo vero e proprio parco giochi naturale.
Ah ci stavamo quasi per dimenticare… c’è anche lo scivolo della fertilità, una liscia pietra rocciosa che in passato rappresentava probabilmente un luogo di culto della fertilità, sul quale le donne pagane si lasciavano scivolare a pancia in giù, e da dove, aggiungiamo noi, si può ammirare in lontananza il lago di Caldaro.

Per completare la giornata nel modo migliore (in inverno) e se i bimbi hanno ancora energia, tappa d’obbligo  in questo periodo è il pattinaggio che troverete ben visibile sulla via del ritorno (Per orari di apertura e info, QUI!), ma merita una pausa anche il bel parco giochi prima di raggiungere la macchina.

Info utili:
Si possono raggiungere le rovine di Castelfeder anche partendo da alcune aree sosta ben visibili lungo la Strada Dolomites direzione Val di Fiemme o direttamente dal campo sportivo di Montagna, quest’ultimo è l’itinerario più soleggiato.

 

Velturno: castagne, sole e pascoli

Amo l’Alto Adige e lo amo particolarmente in autunno, quando in Trentino quasi tutte le malghe e i rifugi sono chiusi e invece lì è tutto aperto, per quella meraviglia che sono i “torggelen”, cioè l’usanza di passeggiare tra i castagni vestiti con mille sfumature colorate e fermarsi nei masi ad assaggiare il vino novello accompagnato dai piatti tipici autunnali. Così oggi siamo stati in un luogo dove è d’obbligo andare se vi piace questa proposta: a Velturno, in Val d’Isarco. Proveniendo da Trento si oltrepassa Bolzano e si esce a Chiusa. Ancora 6 chilometri ed eccoci arrivati. Potete lasciare la macchina al primo parcheggio oppure accanto a Castel Velturno (consiglio di entrare almeno nel cortile per ammirarne lo splendore).

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Incamminatevi a sud, verso Chiusa per intenderci, e seguite le indicazioni del Sentiero del Castagno (a volte indicato in tedesco ma con il frutto sempre visibile). Abbiamo subito incontrato un chiosco dove vendevano tra le altre cose le castagne (4 euro al piatto) e frittelle di mele (3 euro),

DSC_1377Poco più avanti ecco Maso Radoar, che offre la stessa proposta tutti i weekend fino alla fine di novembre. Molto grazioso con le sue panche all’esterno, soprattutto in una bella giornata come questa.  Proseguendo la strada si inerpica brevemente tra i prati, per poi proseguire con un dolce saliscendi. Abbiamo visto anche alcuni passeggini, ma la strada non è propriamente agevole, con radici e a tratti il fondo un po’ sconnesso. Quindi adatta a chi già cammina, oppure per genitori provvisti di zainetto porta-bimbi.

La prima parte attraversa il bosco, poi invece ecco spuntare come per magia lunghe distese di prati con mucche al pascolo. E dalla parte opposta della valle fanno capolino la magnifica catena montuosa delle Odle, che possono essere ammirate anche a graziosi binocoli in legno attaccati ad un grande castagno, come vedete fare a Samuel nella foto principale dell’articolo.DSC_1286
Dopo trequarti d’ora di passeggiata abbiamo visto splendidi cavalli in libertà ed una deliziosa chiesetta sulla sinistraDSC_1291
dopodiché è iniziata la discesa da cui si può ammirare l’imponente Monastero di Sabiona, che domina la cittadina di Chiusa.
DSC_1339In dieci minuti siamo arrivati quindi alla nostra meta: il Gasthof Huber, un maso con diversi tavoli all’esterno, l’ideale per godere di queste ultime giornate di sole caldo. Per i bimbi una sabbiera dove giocareDSC_1325

altalene panoramiche DSC_1318e soprattutto un’ottima cucina ad ottimi prezzi. Canederli (in brodo, di spinaci e di formaggio oppure di rapa rossa con salsa di gorgonzola), gulasch di manzo, salsiccia con crauti, omelette dolci  e salate, piatti di affettati e così via. E come contorno un canederlo o riso, o patate lesse. Niente male, eh? E per chi arriva per merenda diversi piatti disponibili, taglieri di affettati e ottime torte alte almeno quattro centimetri (oggi alle castagne, al grano saraceno e mirtilli rossi o frittelle di mele) a tre euro. Slurp!

Consiglio: se andate per pranzo vi consiglio di arrivare presto, verso le 11.30, per accaparrarvi i migliori tavoli al sole. Si torna indietro dalla stessa strada, oppure potete scendere in un’ora fino a Chiusa (ma poi la salita al ritorno sarà impegnativa, sappiatelo! Meglio andare in questa deliziosa cittadina con la macchina, una volta recuperata.

Sul Sentiero del Castagno a Foiana

Che differenza c’è tra il legno del castagno e il legno di un altro albero? Come funziona un innesto in un tronco e come viene fatto? Come si proteggono i castagni  e i frutti autunnali che ci regalano? Queste sono solo alcuni dei temi trattati nelle 10 postazioni che abbiamo incontrato lungo il Sentiero Didattico del Castagno a Foiana in Alto Adige.
Una passeggiata che si snoda lungo un semplice sentiero circondato da alti castagni… cosa ci può essere di più bello in una calda giornata autunnale? Foiana è una piccola frazione di Lana, paese del Burgraviato in Alto Adige che si raggiunge in macchina in poco più di un’ora, uscendo dall’autostrada a Bolzano e proseguendo in direzione Merano.sentiero-del-castagno-11

Nel centro di Foiana si trovano comodi parcheggi gratuiti, è possibile salire fino all’imbocco della passeggiata ma noi abbiamo preferito lasciare la macchina nei pressi di Castel Maggio, per poi attraversare questo piccolo borgo di montagna in cui la tradizione dei Törggelen è più viva che mai.
sentiero-del-castagno-1Il Sentiero del Castagno, dicevamo: che meravigliosa scoperta! Due chilometri con un dislivello davvero minimo (ospiti speciali di questa passeggiata sono stati i nonni) che portano alla scoperta, attraverso le 10 postazioni tematiche, di tutti i segreti dei castagni dell’Alto Adige.

E’ una passeggiata perfetta in ogni stagione ma la consiglio in autunno quando i ricci disseminati sul terreno raccontano, insieme ai tanti tabelloni, la storia di questi boschi.

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Il sentiero è ben segnato, impossibile sbagliare, basta seguire i cartelli con impresso il caratteristico riccio. La strada asfaltata che attraversa le campagne, lascia presto il passo ad un bel sentiero nel bosco, un po’ disagevole secondo me, ma comunque percorso da diversi passeggini (meglio se da trekking).

E che meraviglia sfogliare un “libro” che spiega i segreti del bosco godendo di un impareggiabile panorama sulla vallata!

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A segnare l’inizio della passeggiata il “gigante” dormiente, un tronco adagiato nell’erba che pare lasciare un chiaro messaggio: qui non si urla, rispettate gli abitanti di questi boschi!

Siamo rimasti particolarmente affascinati dal tronco di un castagno del 1786, purtroppo abbattuto. Un tabellone affisso alla sua base permette di scoprirne la storia: è stato un incredibile viaggio nel tempo.

Purtroppo, in alcune istallazioni i danni del tempo erano fin troppo evidenti, ci vorrebbe una seria opera di risanamento che speriamo venga attuata al più presto. Nonostante questo però la passeggiata ci è piaciuta davvero tanto, ci siamo già segnati diversi altri sentieri della zona, ne abbiamo contati tantissimi e ci piacerebbe tornare per provarli tutti.

Alla scoperta della natura in Val Sarentino

La Val Sarentino si trova a soli 16 chilometri da Bolzano ed essendo il comune con la superficie più estesa della regione viene soprannominata “il polmone verde dell’Alto Adige“. A pochi minuti dal centro città ci si trova infatti immersi in un’atmosfera incantevole, circondati dal verde dei prati perfettamente curati così come perfettamente curato è ogni singolo dettaglio del paesaggio, dalle abitazioni ai cortili, dai fiori nei giardini ai recinti per gli animali.
Motivi per amare la Val Sarentino ve ne possiamo dare moltissimi: montagne verdissime con campi sterminati in cui si passeggia accompagnati solo dallo scampanellio delle mucche, ottima cucina, gli ometti di pietra, lunghe discese da fare con lo slittino (ve ne abbiamo parlato l’inverno scorso) e  meravigliosi sentieri tematici. Noi infatti siamo proprio andati alla scoperta di uno dei più bei sentieri naturalistici in quota dell’Alto Adige: Urlesteig a Reinswald.
COME SI RAGGIUNGE

Provenendo da Bolzano, dopo 20 km, a Campolasta si svolta a destra in direzione Valdurna/Reinswald fino alla stazione a valle della cabinovia omonima. Il sentiero naturalistico Urlsteig si snoda in sei diversi tratti. Potete scegliere quale affrontare in base alle tematiche trattate, al dislivello, che può variare da 70 a 560 metri, e alla lunghezza di ciascuno. Qui trovate la cartina con le informazioni dettagliate di ciascun percorso.
Noi abbiamo preso la cabinovia (orari e tariffe li trovate QUI) che in pochi minuti ci ha portati alla stazione a monte a 2130 metri d’altitudine, e dopo un buon caffè al ristorante Pichlberg e due salti al parco giochi ci siamo incamminati verso il percorso numero 3, quello cioè dedicato alla storia e alla cultura che si snoda per poco più di 3 chilometri in direzione della malga Getrum.
A pochi metri di distanza dal ristorante Pichlberg ci fermiamo estasiati ad osservare il panorama dal telescopio: Gruppo delle Odle, Gruppo del Sella, Sasso Lungo e Sasso Piatto, Sciliar, Catinaccio, Latemar e avanti così in uno “skyline” dolomitico mozzafiato.

Questo percorso è pressoché tutto pianeggiante e percorrendolo è possibile scoprire tutte le proprietà del pino mugo, i segreti dell’agricoltura di montagna, le storie dei minatori del Seeberg e quelle dei pastori raccontate all’interno di una graziosissima baita con la quale si apre il percorso.

Proseguendo troviamo in successione il percorso Kneipp, da fare rigorosamente a piedi scalzi per godere a pieno degli effetti benefici, il sistema di irrigazione, la storia delle miniere e la visuale sul lungo muro di cinta che un tempo serviva a contenere i pascoli.Non ci crederete ma le caprette sono arrivate proprio mentre stavamo leggendo il cartello che raccontava la storia dei pastori della Val Sarentino…che sia il risultato di una scenografia perfettamente allestita ?
Si prosegue poi con il labirinto di pino mugo: un sentiero che s’inerpica tra la fitta vegetazione e  che sembra non finire mai…
Subito sotto vi attende la divertentissima Zip Line per una velocissima discesa che vi trasporterà verso la conclusione di questo primo tratto con arrivo alla malga Getrum.
Anche se attraversando la terrazza soleggiata ed affollata veniamo catturati dagli inebrianti profumi della cucina, decidiamo di fare prima il nostro dovere concludendo in bellezza con la ferrata per bambini: un sentiero che si inerpica tra grossi massi e che, con l’aiuto di scalette e ponticelli, ci porta fino al piccolo terrazzino panoramico.

Al ritorno dalla ferrata la fame è aumentata ma fortunatamente l’ottima cucina della malga Getrum ha soddisfatto tutti i palati: gulash, canederli, tagliatelle e non potevano mancare 2 piatti di “Spiegeleier”, conoscete vero? Speck, patate saltate e uovo al tegamino.

Rifocillati e riposati decidiamo di proseguire il nostro percorso seguendo la parte del sentiero dedicata alla flora.  Questo tratto si estende dalla malga per circa 2,5 chilometri e un dislivello in discesa di 270 metri.
Una cappella in cirmolo invita alla riflessione su Dio e sul mondo. Non dimenticate di suonare la campana all’interno!
Scendendo verso valle il sentiero rientra lentamente nel bosco lungo le sponde del rio Getrum. Qui le cinque postazioni vi insegneranno tanti segreti sulle piante di questa zona: larice, abete rosso, cirmolo e l’immancabile pino mugo. Al termine di questo tratto incontriamo un bivio: salendo verso destra ci sarebbe la possibilità di  chiudere il percorso con un anello che, passando per i laghetti  Urlelockn, ci riporterebbe alla stazione a monte degli impianti. Noi invece decidiamo di proseguire la discesa per avventurarci in altre due parti del sentiero.
Ed eccola qui la parte preferita da Gaia e Vanessa: il tratto che illustra la potenza della natura che può avere origine da un ruscello. Dai mulini alla stazione a valle, tra giochi d’equilibrio e ripari segreti, sono circa 10 minuti di cammino e si conclude con questa meravigliosa casetta sull’albero perfettamente arredata!
Concludiamo il nostro tragitto con la parte dei mulini di Reinswald: qui il nuovissimo parco giochi, sempre rigorosamente in legno, merita una lunga pausa alla scoperta del processo da bruco a farfalla. Questa parte del percorso Urlesteig così come la numero 1, quella dedicata all’acqua, sono interamente percorribili in passeggino.
Da qui per rientrare al parcheggio della stazione a valle della funivia camminiamo ancora per poco più di un quarto d’ora godendo ancora una volta di un panorama indescrivibile.

Da Terlano a Castel Neuhaus: silenzio e natura

La passeggiata che vi proponiamo è quella che da Terlano  (ad una cinquantina di minuti da Trento direzione Appiano, venti minuti da Merano) porta verso le rovine di Castel Neuhaus che, per capirci, è quello visibile dalla strada con la grande bandiera rossa e bianca che sventola.

Arrivati a Terlano si prende la strada verso Meltina e si prosegue per circa 2 chilometri, lungo il tragitto troverete una piccola rientranza sulla sinistra, che funge da parcheggio per 5-6 macchine e precede un paio di tornati. La passeggiata si raggiunge attraversando la via principale. Da qui ci sono due sentieri da seguire, per andare verso il castello prendere quello contrassegnato come Margarethenpromenade. Da qui comincia una tranquilla escursione davvero alla portata di tutti attraverso un bosco di latifoglie, la vista dei ricci per terra e delle fragoline di bosco che crescevano sui cespugli hanno stuzzicato il nostro appetito ci siamo così fermati su una delle tantissime panchine che abbiamo incontrato per gustarci i nostri immancabili panini. La passeggiata è semplice ma piena di piccoli ponti da attraversare che l’hanno resa davvero magica.

20160528_133345Dopo Una mezz’ora di cammino pianeggiante (e adatto anche ai passeggini) e inizia l’unico tratto un po’ impegnativo l’ultima salita fino alle rovine del castello.

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Qui scalinate, stanze segrete, il sole che fa capolino attraverso la torre… uno spettacolo davvero unico.

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A noi è piaciuta in modo particolare la stanza tra le rocce, ci siamo raccontati un sacco di storie sulla sua origine o la sua funzione: pare fosse la stanza segreta dove si incontravano la principessa del castello, Margaret-Gaia, e il povero raccoglitore di asparagi selvatici (Samuel) di cui era segretamente innamorata.

Dopo la visita siamo tornati indietro per lo stesso sentiero ma volendo si ha la possibilità di proseguire verso altre avventure. E’ davvero una passeggia adatta in tutte le stagioni e perfetta anche per una mezza giornata. Credo ci torneremo presto per vedere dove portano gli altri sentieri.

E’ possibile iniziare la passeggiata anche dal centro di Terlano, seguite il segnavia numero 9 e calcolate circa un’ora in più di cammino (complessivamente).

Nei dintorni vi  segnaliamo i sentieri dell’acqua meranesi (bellissimi ma molto trafficati) la passeggiata ai castelli di Appiano, la passeggiata Tappeiner e anche le passeggiate lungo il Passirio.

Da Tel a Marlengo, tra cascate e succo di mela

Avevamo già provato per voi il sentiero dell’acqua che va da Marlengo a Lana e questa volta abbiamo voluto fare il tratto inverso: quello che da Tel porta a Marlengo, un tratto un po’ più ombroso, nel bosco, quindi più adatto nelle soleggiate estate di maggio e inizio giugno. Una cosa è sicura: chi ha detto che una passeggiata per essere indimenticabile deve anche essere impegnativa non ha mai avuto la fortuna di camminare lungo queste antiche vie d’irrigazione.

Questa di Tel in particolar modo è adatta a tutti, infatti, se per quelle di Scena e Parcines avevamo dovuto affrontare un primo tratto di salita piuttosto impegnativo, qui il sentiero inizia esattamente a pochi metri dal parcheggio (noi abbiamo lasciato la macchina lungo la strada, per capirci dove ci sono i furgoncini che vengono mele e würstel. C’è un parcheggio piuttosto grande anche sull’altro lato della strada ma per trovare posto vi consiglio di partire sul presto.)

Stavolta eravamo proprio in tanti: due famiglie nonni compresi, da qui la necessità di trovare qualcosa di semplice e abbordabile per tutte le età. Abbiamo incontrato lungo la strada anche un paio di passeggini; è fattibile ma non lo consiglio perché il sentiero a tratti è stretto e piuttosto dissestato con pietre e radici che sporgono.

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La passeggiata è semplice e tranquilla, perfetta per lasciare ai bambini la libertà di correre e distanziarsi dal gruppo senza preoccuparsi che incontrino tratti pericolosi o attraversamenti… Ecco, magari con il corso d’acqua che scorre accanto c’è il rischio di ripescarli con una scarpa bagnata: finora non è ancora successo ma l’abbiamo messo in conto per il futuro.

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Dopo circa una mezz’oretta abbiamo incontrato un bivio, si può scegliere se continuare in piano seguendo il sentiero dell’acqua o salire lungo l’altro percorso che porta verso un ristorante (che ovviamente avrebbe riaperto per la stagione estiva il giorno dopo). Noi abbiamo deciso di salire, sicuri che prima o poi ci saremo ricongiunti con il sentiero dell’acqua (come in effetti è stato, seguite le indicazioni per Forst – si dove si trova anche la famosa Birreria – ed ad un certo punto trovate il cartello che indica la direzione da prendere).

Sammy

Qui abbiamo trovato un’interminabile distesa di ortiche che ha stimolato il nostro estro culinario: armate di sacchetti e di un guanto che mi era fortuitamente rimasto nella tasca dei pantaloni dalla spesa della mattina, abbiamo raccolto abbastanza ortiche per sperimentare alcune ricette (tra l’altro buonissime).

Non mi dilungherò troppo sulla bellezza di questo sentiero: tra ponti da attraversare, passaggi scavati nella roccia, il rilassante scroscio dell’acqua ad accompagnare ogni passo ed un panorama unico sulla vallata è impossibile riuscire a trovarne un difetto.

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Come era successo con i barattoli di miele a Scena anche qui siamo rimasti letteralmente conquistati dalla fiducia che i contadini locali ripongono nei visitatori: stavolta abbiamo trovato una tanica di succo di mela (buonissimo) da assaggiare. All’andata era vuota ma nel rientro era stata riempita.

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Nei pressi di Marlengo (circa una ventina di minuti prima) si attraversa un ristorante che è davvero un piccolo gioiello. Prima di tutto il “si attraversa” è da prendere alla lettera: tavolini e pergolato si trovato su entrambi i lati; poi è davvero caratteristico e con prezzi abbordabilissimi (raggiungibile anche in macchina).

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Curiosando sugli altri tavoli abbiamo visto porzioni di pasta servite direttamente nella padella, fette di torta gigantesche accompagnate da un barattolo di confettura, crepes dolci grandi quanto una pizza maxi… insomma, ci siamo ripromessi di tornare al più presto!

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A questo punto noi abbiamo deciso di tornare indietro (per vedere quel tratto di sentiero dell’acqua che avevamo saltato grazie alla nostra deviazione), ma per chi decide di proseguire, a Marlengo (o anche a Lana se siete proprio camminatori instancabili) si ha la possibilità di prendere i mezzi pubblici che riportano alla macchina. Insomma passeggiata perfetta anche per chi non è un grande camminatore e si stanca presto!

Nei dintorni anche la passeggiata lungo la roggia di Marlengo.