Dolci scoperte: il MMape di Croviana!

Ve lo avevo mai detto che quando sarò vecchia mi ritirerò in un posto sperduto in una zona del Trentino (ancora non precisata, ma sto scegliendo) per inizare una brillante carriera da…apicoltrice? Se non lo avevo ancora fatto ecco, ora lo sapete e non stupitevi mi raccomando! Le api racchiudono un mondo che da sempre mi affascina, se scopro che ci sono eventi o luoghi che hanno come tema le mie amiche nere e gialle mi ci fiondo. Sabato è stata la volta del MMape ovvero del Mulino Museo dell’ape, a Croviana, in Val di Sole. E sapete come ci sono arrivata? Con la ferrovia Trento Malè, che mi ferma proprio davanti a casa e che, devo dire, sottovaluto spesso. Ci ho impiegato circa un’ora e mezza, ma ero seduta comoda con il mio libro e il tempo è volato. La stazione di Croviana poi è praticamente a 700 metri dal mulino e si può raggiungere a piedi senza problemi, anche con i passeggini. Se viaggiate in famiglia avete la possibilità di far viaggiare due figli sotto i 18 anni gratuitamente a fronte di due biglietti adulto pagati (cercate qui le tariffe). Arrivati a Croviana, la vera sorpresa in realtà è l’area (Le Plaze) che sta sotto il mulino e la cui foto  mi ero divertita a postare sul nostro gruppo facebook per capire se qualcuno riconosceva il posto: una zona verde a fianco al torrente con tavole da pic nic e un bellissimo laghetto popolato di ochette coraggiose. Un posto piacevole in cui fare merenda o pranzare al sacco, magari proprio prima o dopo la visita al MMape.IMG_2299

Il museo è ricavato dentro a un vecchio mulino, che conserva ancora la ruota originale ed è circondato da meravigliosi fiori colorati, un ponticciolo e acqua fresca oltre che alla mitica arnia didattica da cui parte la visita guidata. Se i vostri bambini sono di quelli che si stufano in fretta quando i grandi parlano, forse la visita con guida non è indicata perchè è un po’ lunga, pur essendo estremamente dettagliata e bellissima da ascoltare, una delle migliori che io abbia mai sentito sulle api. Meglio fare un giretto in autonomia. IMG_2296

Nell’arnia didattica si possono vedere le api in azione e la giovanissima guida ci spiega, dimostrandocelo sul campo, che le api normalmente non attaccano (temerario entra solo con la copertura superiore, lasciando le gambe scoperte e ne esce “illeso”). Impariamo a conoscere l’arnia, il favo, il melario, i fuchi, le larve, le operaie e naturalmente lei, la star: l’ape regina. Apprendiamo il perché la colorano con diverse tinte a seconda delle età e la vediamo girare serenamente per il favo, bella più di tutte grazie alla pappa reale che la rende longeva (fino a 5 anni contro i 36 giorni delle operaie) e grande, perfetta per mettere al mondo altre api.IMG_2345

La visita all’interno parte con la degustazione: cucchiaino alla mano i bambini zompettano tra un vasetto e l’altro e intervallano l’assaggio con pezzetti di mela. Tra millefiori, melata, castagno e la magia del miele cristallizzato proseguiamo nella scoperta dei prodotti speciali (pappa reale, veleno, propoli e vi dicendo) delle nostre amiche, facciamo un giro nella camera oscura al piano superiore che ci insegna come viene creata, cresciuta e “usata” un’ape. Scopriamo antiche arnie e tecniche di produzione del miele, com’è fatta un’arnia oppure un favo e come si produce realmente il miele.IMG_2352

Impariamo che le api sono essenziali per la nostra esistenza e che senza di esse saremmo morti. Maturiamo un po’ di ansia alla scoperta che si stanno estinguendo e che, purtroppo, dipendono in tutto e per tutto dagli apicoltori perché non esistono più, sappiatelo, “wild bees”, api selvatiche. Tutte quelle che vedete sono “da allevamento”. Sguardi un po’ preoccupati, ma anche l’ottima sensazione che se lo insegniamo ai piccoli forse qualcosa può cambiare… chissà. IMG_2357

Scopriamo la danza delle api in tutte le sue forme, odoriamo i ferormoni e indossiamo persino gli occhiali che ci fanno capire come vedono loro: non avvertono il rosso non lo avvertono, adorano il giallo, ma noi preferiamo la nostra percezione del colore…decisamente. In ogni caso evitate  l’abbigliamento giallo limone in gita per non scatenare una rivoluzione ronzante. 😛 DSC_2544

All’ultimo piano una bella mostra fotografica entomologica: insetti vari tra ragni, coccinelle e naturalmente api.

Ultima, importantissima scoperta che facciamo è che se acquistiamo qui, ma anche in tutti i negozi di cose per il giardino, i sacchettini di sementi di fiori di campo (se lo chiediamo ai negozianti ci aiuteranno a scegliere bene) e li piantiamo nel nostro giardino, orto, prato, aiuteremo le api a stare meglio e a continuare a svolgere un lavoro fondamentale per l’umanità. Ecco perché tanti fiori “di campo” colorati fuori dal MMape: tutto si spiega.

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Vicinissimo al MMape e con qualche importante collegamento, non solo di gestione, è il Bosco Derniga, a Ossana. Vale una visitina visto che siete in zona (se siete in Trento Malè già più difficile, in questo caso progettate una gita in macchina).

Per tutte le info su orari di apertura, visite ecc, relativa al MMape cliccate QUI.

 

1 CommentoLascia un commento

  • […] Aperto da giugno a settembre, si tratta di un nuovissimo museo, aperto nel 2014 in Val di Sole per fare avvicinare i visitatori al meraviglioso mondo delle api e alla cultura del miele attraverso un’esperienza interattiva. All’interno dell’antico edificio del Mulino di Croviana, infatti, si può sperimentare un affascinante viaggio sensoriale alla scoperta del mondo delle api e, in quello che è il primo laboratorio sociale del Trentino, degustare il dolce nettare dei fiori ed acquistare direttamente i prodotti dell’alveare, provenienti esclusivamente dalle piccole aziende locali. Tutto questo ha un senso se si pensa che la Val di sole conta oltre centoquaranta apicoltori sparsi in tutta la valle e quindi il miele e le api sono una parte importante della produzione solandra. Noi lo abbiao visitato per voi: leggi QUI. […]

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