Sull’Altissimo: sempre un’emozione!

L’incredibile (e semplice) passeggiata sul Monte Casale, dove si vedono ben cinque laghi, ci ha fatto innamorare. Il sentiero del Ventrar, tutto cielo e lago di Garda, ci ha lasciato a bocca aperta. Le passerelle sospese tra Torbole e Tempesta sono una cosa eccezionale. Così come la bellezza del lago di Molveno dall’alto del Pradel. C’è però un’escursione di questo tipo che ho nel cuore e che in autunno (così come in primavera) dà il meglio di sé, lontano dalle folle dei turisti (meglio però se andate durante la settimana). Ed è quella che porta in cima al Monte Altissimo, poco più di 2000 metri, partendo dal rifugio Graziani, a 1620 metri d’altitudine. Attenzione perché non c’è molto parcheggio, quindi se arrivate un po’ presto è meglio.

Come si arriva? Da Mori si sale verso Brentonico, proseguendo per S. Giacomo e poi S. Valentino. La strada è un po’ tortuosa, nell’ultimo tratto, ma fattibile. A mio parere l’unica ragione per fermarsi (brevemente) al Rifugio Graziani sono i ciuffi di stelle alpine (coltivate ma bellissime) che delimitano la proprietà.

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Dopodiché avanti tutta: calcolate almeno un’ora e mezza di costante salita. D’altra parte sono 400 metri di dislivello. Ma – parlo a voi, proprio a voi che sono le prime volte che venite in montagna! – mai farsi spaventare dalle salite, tanto meno se siete in compagnia di bambini. Perché si arriva in cima facilmente con:

  • un passo dopo l’altro,
  • qualche sosta per prendere fiato ed ammirare il paesaggio
  • un racconto di voi bambini, una storia, qualche curiosità sugli elementi della natura

Vi consiglio di seguire la strada forestale, invece del sentiero che sale piuttosto ripido arrivando prima alla meta. Per diversi motivi. Vedrete ad esempio la grotta con la Madonnina

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e il primo incontro a sorpresa con il Lago di Garda nel suo splendore

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Circa a metà cammino noterete sulla destra una deviazione che porta ad un piccolo promontorio, oltre il quale inizia una distesa di piccoli abeti, larici e cirmoli. Sono gli alberi piantati, su un terreno di circa 100 ettari, a partire dal 1975, da Augusto Girardelli, che così ha voluto ricucire le ferite alla montagna provocate dall’uomo e dalle intemperie. Emozionante la pietra rosa con incise queste parole: “Questo cirmolo è il solo cresciuto su mille seminati, il giorno in cui fu trucidato l’onorevole Aldo Moro il 9 maggio 1978. Da una morte ad una pianta che nasce dedico questo cippo allo statista scomparso”.

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Ancora un ultimo sforzo ed eccoci al Rifugio Altissimo “Damiano Chiesa” . Il rifugio ha recentemente cambiato gestione. Per Info: tel. 0464 867130, cell. 349.881.3585​ – Pagina Facebook). Ottima cucina (canederli, orzetto, goulasch, coniglio, polenta e formai rostì, crauti con salamelle e polenta 11, carne salada e fasòi, dolci fatti in casa), ambiente caratteristico, qualche gioco per i bimbi fuori, tra cui uno scivolo, una paretina da arrampicata e una sabbiera. Suggestivo posto per rimanere anche a dormire, in camerata o nelle camere fino a quattro posti. Un cartello indicativo sulla porta: “Qui si entra clienti e si esce amici”.

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Ancora pochi minuti di cammino ed ecco la splendida vista – immensa, a perdifiato – su tutto il lago di Garda, con vista su Riva e Torbole.

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Altra cosa, molto interessante anche per i bambini. A nord del rifugio, accanto alla chiesetta, si trovano numerose trincee (in parte restaurate), ricoveri in roccia e alcune gallerie (due delle quali visitabili con la dovuta prudenza e l’ausilio di una torcia) della Grande Guerra. Oltre ad un osservatorio che indica il nome delle montagne circostanti, a 360 grandi. Anche questa è un’emozione.

Crediti Fotografici Foto copertina @Gianpaolo Calzà

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