Uccelli migratori da scoprire a Tremalzo

Il Trentino è il luogo ideale per entrare in contatto con la natura, grazie anche ai numerosi centri di ricerca che studiano sul territorio le piante e gli animali. Noi siamo andati a visitare un luogo affascinante, che si trova a Passo Tremalzo, nella splendida Val di Ledro: la “Stazione di inanellamento e monitoraggio Casét”. Qui, a circa 1600 metri di altitudine, si trova il più importante valico del Trentino attraverso cui gli uccelli migratori autunnali passano durante il loro lungo viaggio verso sud. Ed ogni anno, da agosto a fine ottobre, i ricercatori del MUSE svolgono qui attività di ricerca e monitoraggio sulle specie in transito.

Il bello di questo posto è che è aperto a tutti: ci si può andare liberamente e comprendere come si svolge quest’attività. I bambini potranno poi contribuire partecipando a semplici ma emozionanti operazioni, come ad esempio lasciare nuovamente l’animale libero.

Ma come funziona esattamente la procedura di inanellamento? Gli uccelli vengono catturati grazie alle reti che intercettano in parte la loro traiettoria. Poi, ogni ora circa, vengono prelevati da mani esperte che li mettono in un sacchetto traspirante in cotone, senza fare loro del male. Un ricercatore (in questo caso Alessandro Franzoi) prende i parametri (come il peso, la lunghezza delle ali, la misura della zampa, il grado di grasso e la lunghezza del becco) e li legge ad alta voce a chi ha il compito di segnarli sul registro. Un’operazione molto importante è quella dell’applicazione di un anellino alla zampa (da qui il termine “inanellamento”, assolutamente indolore, che permette di riconoscere l’uccello nel caso venisse catturato nuovamente dando la possibilità così di ottenere preziose informazioni sulla sua vita ed i suoi spostamenti.
Dalla pagina Facebook della Stazione, ricca di foto ed informazioni, scopriamo che al 30 settembre 2016 sono state studiate ben 53 specie, con 2731 catture, di cui la top ten: 1020 Pettirossi (Erithacus rubecula), 556 Balie (Ficedula hypoleuca), 326 Crocieri (Loxia curvirostra), 98 Tordi bottaccio (Turdus philomelos), 92 Fiorrancini (Regulus ignicapilla), 81 Luí grossi (Phylloscopus trochilus), 61 Codirossi comuni (Phoenicurus phoenicurus), 56 Fringuelli (Fringilla coelebs), 45 Luí piccoli (Phylloscopus collybitha) e 41 Regoli (Regulus regulus).

Non vi resta che andare lassù e godervi tutta l’emozione di un’incontro così ravvicinato con la natura! La Valle di Ledro, poi, è splendida in questa stagione, con tante passeggiate, lo splendido lago e il Museo delle Palafitte.

Come arrivare al centro: oltrepassato il Biotopo d’Ampola, sulla sinistra si trovano le indicazioni per Tremalzo. Si percorre la strada fino ad arrivare al Rifugio Garibaldi (chiuso) e si svolta a sinistra attraversando il largo parcheggio. Ci si immette sulla forestale sterrata (indicazione Casét) e si prosegue per alcuni chilometri fino alla Bocca, dove non è più possibile proseguire a causa del divieto. Si scende quindi a piedi in dieci minuti.

Nei mesi di settembre e ottobre (da lunedì a sabato) è disponibile un’attività della durata di una giornata, che unisce la scoperta dei boschi e dei pascoli di Tremalzo, all’osservazione dell’attività di inanellamento e studio delle migrazione che viene svolta presso il valico di Bocca di Caset. Punto di ritrovo e di partenza sarà il piazzale del Rifugio Garibaldi a Tremalzo. Dal piazzale si raggiungerà a piedi il valico Bocca di Caset dove sarà possibile assistere all’attività di inanellamento. Successivamente ci si trasferirà al Centro Visitatori “Mons. Ferrari” per la visita guidata e per eventuali attività di laboratorio. Durante gli spostamenti ci si soffermerà ad analizzare le principali formazioni vegetali presenti e le specie caratteristiche. Si consiglia di indossare scarponcini da trekking e di portare con sé il pranzo al sacco.​ Per tutte le info e prenotare: prenotazioni@muse.it – 848 004 848 (da telefonia fissa) – 0461 228502 (da telefonia mobile).