Un pomeriggio al Museo della Guerra

Sabato uggioso ma a noi non ci ferma nessuno! Se la giornata non permette di stare all’aperto perché non ripiegare su uno dei bellissimi musei che abbiamo intorno a noi? Abbiamo già parlato abbondantemente di quanto ci piaccia il museo Pietra viva, e di quanto sia bello il museo degli strumenti musicali di Roncegno, ma oggi vi portiamo al museo della guerra di Rovereto, un museo altrettanto bello che si trova proprio a 2 passi dal centro di Rovereto.

A dispetto del nome che promette poco è un posto assolutamente da visitare con i bambini: al suo interno si svolgono periodicamente visite guidate per famiglie ed eventi in cui i più piccoli sono protagonisti (controllate sulla nostra agenda), se questo non bastasse si trova all’interno di un antico castello che svetta sulla collina che sovrasta Rovereto, è ricco di storia e regala una vista meravigliosa sui dintorni.

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Al suo interno si possono trovare le tracce del suo passato: la corte interna con i bassi scalini per far passare cavalli e carrozze e le palle di cannone in pietra, perché un tempo di usava così e le innumerevoli chiavi che servivano per chiudere i cancelli e proteggere i soldati che vivevano al suo interno.

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Avevo un ricordo molto vago di questo museo, lo avevo visitato con la classe in 4 elementare e l’unica cosa che mi era rimasta era la grande campana dei caduti che ora si trova sul colle Miravalle: mi è rimasta impressa non solo perché enorme ma anche perché forgiata con i cannoni in ricordo di chi ci aveva lasciato durante la prima guerra mondiale. Era un periodo felice la quarta elementare: a 10 anni ero convinta che le guerre fossero solo il retaggio di un passato lontano e non una realtà attuale in molte parti del mondo.

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Durante la visita al castello e al museo la nostra guida, simpaticissima, ci ha guidato attraverso le varie sale parlandoci della vita dei soldati, di quello che facevano e cosa significasse vivere in guerra. Mi è piaciuto che si sia soffermato soprattutto sugli aspetti quotidiani e sensazioni  invece che parlare solo dell’aspetto bellico. Una cosa che ha colpito in particolare Samuel è che i soldati mangiassero una volta al giorno e che il pane, per risparmiare, venisse preparato con della segatura tagliata molto sottile.

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Hanno poi imparato cos’è una gavetta, come si usa un periscopio e hanno tenuto in mano una vera (ma svuotata quindi innocua) bomba a mano.

Devo essere sincera, per me, che ho bandito anche le pistole giocattolo da casa, entrare in un museo del genere è una sfida, ma credo che sia importante capire cos’è la guerra e sapere che se ne sono combattute due nel secolo scorso anche nelle nostre terre, aiuta i bambini a capire meglio i loro compagni di classe che vengono da paesi lontani. Assolutamente da visitare.

I bimbi di Manuela tempo fa ci sono stati e sono diventati… cavalieri! Ecco il racconto!

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