Esistono ancora luoghi speciali dove regna il silenzio, radure nel bosco che riescono a catapultarci in atmosfere da film fantasy, dove tutt’attorno le vette spiccano verso l’alto. Il luogo di cui vogliamo raccontarvi oggi è proprio così… lontano dal caos e relativamente poco frequentato, ma facile da raggiungere ed adatto a tutta la famiglia.

Arrivando da Trento si esce dall’autostrada a Bolzano Nord e si seguono le indicazioni per la Val d’Ega. Superato Tires, con il suo inconfondibile campanile, ci si spinge fino alla località Bagni Di Lavina Bianca (Weisslahnbad, in tedesco), dove si trova un grande parcheggio.

È qui che lascerete la vostra auto, ma vi ricordiamo che tutta la valle è raggiungibile molto comodamente anche tramite i mezzi pubblici (gratuiti con il Südtirol Alto Adige Guest Pass ed inclusi con la Mobilcard): un servizio molto efficiente del quale abbiamo fruito già altre volte, e che, oltre ad evitarvi lo stress di guidare e dover trovare parcheggio, è assolutamente vantaggioso per l’ambiente.

Dopo aver parcheggiato ci si inoltra subito all’interno del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio lungo il sentiero n.3 (dei grandi cartelloni fotografici vi daranno il benvenuto mostrandovi alcune delle meraviglie presenti in questa area delle Dolomiti). Dopo soltanto una decina di minuti, superato un ponticello, ci si trova dinnanzi all’antica segheria Steger Säge, oggi centro visitatori. La segheria, azionata dalla forza dell’acqua che fa muovere gli ingranaggi collegati alla ruota del mulino, oggi viene messa in funzione una volta alla settimana per una dimostrazione pratica di taglio del legname. Accanto alla segheria c’è la Malga Ciamin, ma ovviamente la nostra mèta è ben lontana e dobbiamo proseguire.

Il sentiero che dobbiamo percorrere inizia proprio tra la malga e la segheria. Questo pezzettino, pur non presentando particolari difficoltà, non è adatto ai passeggini perché alquanto stretto e con molte radici esposte. Arrivati al primo bivio seguiamo l’indicazione per Dosswiesen (segnavia 13A) e in pochi minuti arriviamo sulla strada forestale, dove seguiamo le indicazioni per la Val Ciamin. La strada (bianca) è ampia e in costante, leggera, salita. Passiamo accanto a una piccola grotta, sempre accompagnati dallo scrosciare del Rio Ciamin che scorre in basso nella vallata, poi ad un capitello, finché la strada si fa più pianeggiante.

Una sosta per rinfrescarci alla fonte Schwarzer Letter, la cui acqua  sgorga dalla roccia nera e si dice rimanga freschissima a lungo, e proseguiamo, sempre risalendo il corso del fiume. La prima radura a cui approdiamo è lo Schafer Leger, dove incontriamo alcune mucche che se ne stanno beate a prendere il sole sull’erba.

Da qui si prosegue ancora, con alcuni tratti un po’ più in salita, si supera un ponticello, si costeggia il greto del fiume. Iniziamo ad intravedere le aguzze torri del Principe, che si riveleranno in tutta la loro spettacolarità una volta arrivati a destinazione. L’arrivo è a circa un’ora e mezza dalla partenza (considerate che abbiamo fatto qualche sosta per vedere la segheria, le mucche, dissetarci e ammirare il panorama): in mezzo al bosco si apre una pittoresca radura con una piccola casetta in tronchi. Nel mezzo troneggia un classico di questi luoghi, un crocefisso di legno, sotto il quale è collocata anche una panca con intagliato il nome Rechter Leger, “pascolo adagiato sul versante destro”, mentre sullo sfondo, oltre il greto del Rio Ciamin, si spingono fino a toccare il cielo le cime del Principe. I padroni di casa qui sono alcuni piccolissimi e docilissimi pony, da accarezzare, e i cavalli Haflinger (c’erano anche un paio di giovanissimi puledri). Noi ci siamo seduti sulla panchina per mangiare un frutto, ma i pony sembravano decisamente più interessati alle nostre mele di quanto non lo fossimo noi! Attenzione soprattutto coi bambini più piccoli perché la golosità li fa avvicinare molto!

Il cielo si è fatto velocemente cupo attorno alle cime rocciose, e ci ha sorpresi anche un acquazzone. Ci siamo riparati sotto la falda del tetto della casetta, ma con pioggia e foschia l’atmosfera era probabilmente ancora più magica! Calata la pioggia siamo rientrati lungo la via dell’andata, mentre il sole tornava già a splendere. Prima di ridiscendere verso la segheria ed il parcheggio però siamo usciti dal bosco, sul Dosswiesen, i grandi prati che spalleggiano l’abitato di San Cipriano. Ad attenderci una malga deliziosa, dentro e fuori, la Untertrumpedeller Schwaige. Qui ci si può rilassare su una delle colorate amache all’esterno, prendere il sole sulle sdraio nel prato o semplicemente gustare un piatto della cucina casalinga sorseggiando qualcosa di fresco, magari uno degli sciroppi di produzione locale.

A disposizione dei bambini ci sono trattori giocattolo, due altalene e tantissimo spazio verde dove correre e giocare in libertà. Non rimarrà deluso proprio nessuno!

Secondo noi è una passeggiata molto bella, non troppo impegnativa ma neanche troppo corta, adatta anche alle belle giornate autunnali che presto arriveranno. La Malga Untertrumpedeller è aperta fino alla fine di ottobre tutti i giorni, ma per sicurezza potete chiedere maggiori informazioni telefonando al 347 8641258 o visitando QUI il loro sito

Altre escursioni in zona:

  • passeggiata da Passo Nigra a Malga Haniger: QUI il nostro racconto;
  • un pochino più impegnativo il giro fino a  Baita Messnerjoch: ne abbiamo scritto QUI
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