Alle Marocche di Dro: un luogo lunare

Nei giorni scorsi abbiamo provato per voi una passeggiata davvero inusuale che ci ha lasciati piacevolmente stupiti, tutta all’interno della più grande frana delle Alpi. Sto parlando delle Marocche di Dro, che testimoniano ancora oggi il loro tumultuoso passato. Percorrendo la strada che da Dro porta verso Drena, passato Maso Trenti, l’ingresso è indicato sulla sinistra con cartelli molto visibili.
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Ci sono varie possibilità di visita all’area: la durata riportata sulle guide parla di due ore, ma noi l’abbiamo fatta con calma, leggendo tutti i 24 cartelli e soffermandoci spesso ad ammirare questo paesaggio lunare pieno di sorprese. Abbiamo impiegato circa tre ore, percorrendo circa 5 chilometri e mezzo. Il percorso è adatto alle famiglie con bambini dai 7/8 anni in su e non presenta difficoltà: bastano un paio di scarponcini e tanta curiosità! Per chi ha bambini più piccoli ci si può immettere sul percorso poco più avanti rispetto al parcheggio e andare direttamente in 20 minuti a vedere le orme dei dinosauri passando in un simpatico boschetto.

Noi abbiamo scelto il percorso lungo (ce n’è anche uno breve, segnato dal cartello) e ci siamo addentrati direttamente nelle Marocche.

IMG-20150331-WA0019Il sentiero è bellissimo a tratti desertico: alberi bonsai che crescono su pochi millimetri di terra, la selce rimasta intrappolata che affiora su enormi pietre creando mosaici bellissimi, le pietre modellate dall’ acqua piovana che sembrano sculture e dopo circa un’ora e mezza di saliscendi, facendo una breve deviazione, ecco la roccia con le impronte dei dinosauri passati di qui milioni di anni fa.

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Giunti al culmine dell’anello abbiamo una bellissima vista sul lago di Cavedine e la valle dei Laghi. Abbandoniamo questo paesaggio roccioso per addentrarci in una zona decisamente più verde perché, come spiegato dai cartelli, questa frana si è formata molti anni prima e quindi si è già ricoperta di vegetazione. Un paesaggio molto piacevole, in mezzo a boschi, con ampi slarghi dove si può fermarsi a riposare e – perché no – a fare un pic nic.

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Scendiamo verso il fiume Sarca, sulla nostra destra vediamo la vecchia centrale idroelettrica di Fies. Percorriamo un tratto breve di ciclabile fino a quanto un cartello ci invita a rientrare verso le “marocche”. Si costeggia l’oasi paludosa e verdeggiante di Laghi Soli e si percorre l’ultima parte del percorso in un ambiente arido e pietroso per arrivare piano piano al punto di partenza.
Alcuni consigli: portarsi da bere e cibo perché all’interno del biotopo non si trova niente; distribuire questo percorso su una o mezza giornata, perché i prati dopo un’ora e mezza invitano a una sosta; leggere i cartelli che sono fonte inesauribile di informazioni e curiosità; preferire i mesi non troppo caldi perché il riverbero del sole sulle rocce potrebbe essere fastidioso. Una passeggiata naturalistica ma anche storica dove i bambini si divertiranno moltissimo, impareranno tante cose e proveranno l’emozione di essere stati proiettati in un mondo fantastico, popolato da dinosauri: proprio quelli che vedono nei cartoni animati o leggono sui libri!

 

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