Eravamo già stati alle Marmitte dei Giganti, parcheggiando lungo la strada che da Nago scende verso Torbole, ma da qualche tempo pensavamo di tornarci. Detto fatto ci siamo spinti in una zona meno nota di Arco, le campagne di Pratosaiano: qui le stradine da percorrere immersi tra i meleti, in questo periodo in tutta la bellezza della loro fioritura, sono davvero tantissime, l’ideale anche per un bel giro primaverile in bicicletta coi bambini, visto il terreno pianeggiante.

Per raggiungere più velocemente il punto d’inizio della nostra passeggiata noi abbiamo svoltato verso la Località Fibbie al bivio del semaforo all’altezza dell’Hotel Everest (sulla statale che da Nago porta verso Arco, nella frazione di Vignole): da lì si prosegue fino ad arrivare alla chiesetta di San Luigi e si lascia la macchina in uno dei posti a lato strada. Sotto i piloni della corrente si trova il cartello che indica Marmitte dei Giganti. Da qui si prosegue a piedi su un sentiero sterrato e quasi del tutto pianeggiante, in mezzo agli ulivi. La vista si apre ben presto sull’ultimo tratto del corso del Fiume Sarca, sul Monte Brione e sul lago di Garda, offrendo degli scorci mozzafiato.

I bambini, sia quelli piccini che quelli più grandicelli, potranno divertirsi correndo ed arrampicandosi sulla roccia che fiancheggia il sentiero. Noi abbiamo trovato anche una piccola grotta con all’interno un piccolo laghetto e ci siamo divertirti ad ascoltare l’eco della nostra voce.

In poco più di un’oretta si raggiunge il parcheggio panoramico della statale SS240 . E’ qui necessario percorrere una decina di metri lungo la statale in direzione di Torbole prima di imboccare il sentiero che scende alle Marmitte e poi prosegue verso l’abitato di Torbole.

Ma cosa sono queste grandi conche di roccia levigata dal nome così curioso? Non essendoci stata per lungo tempo una spiegazione scientifica riguardo alla loro nascita, a lungo si è tramandata la leggenda che fossero stati appunto dei giganti a modellarle: in realtà abbiamo scoperto che sono dei pozzi di origine glaciale, formatisi grazie al movimento vorticoso di acqua e pietre all’interno di crepacci. Questo processo avrebbe agito come una enorme fresa naturale, levigando le rocce e dando loro la caratteristica forma.

Per ammirare una delle formazioni si può salire una scala ancorata alla roccia (anche per bambini coraggiosi, purché non soffrano di vertigini!), mentre la marmitta più grande si trova a pochi metri di distanza.

A fianco di quest’ultima vi è anche una grotta che si dirama in due direzioni opposte a pochi metri dall’ingresso: è possibile entrare, ma solo se siete muniti di torcia e non avete paura del buio! Noi ne abbiamo percorso un tratto… ma entrate solo se siete coraggiosi!

Proseguendo da qui , con un dislivello di circa 200 metri percorribile in 20 minuti, siamo quindi scesi verso Torbole: il sentiero si snoda parzialmente nel bosco e poi attraverso un ampio uliveto, fino ad arrivare all’estremità nord dell’abitato, nei pressi dell’hotel Villa Stella (sono qui disponibili anche alcuni parcheggi liberi, se voleste iniziare l’escursione da qua).

E visto che il lago lo abbiamo ammirato dall’alto, potevamo non andare a dare una sbirciatina anche da vicino? In fondo il Lago di Garda è sempre bellissimo!

La passeggiata (non adatta ai passeggini, se non nel primo tratto) non è difficile, ma tra andata e ritorno è bella impegnativa per la lunghezza. A noi comunque è piaciuta molto e non possiamo che consigliarvela.

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