Al Parco Tre Castagni di Pergine Valsugana ha trovato casa un animale leggendario, presente nei bestiari medievali: l’aspidosordo. Curiosi?

crediti fotografici Claudio Dallafior

Si tratta di un serpente con le orecchie, talvolta peloso, che non pare non aver paura dell’uomo e non teme di assalirlo. Un animale che nella cultura popolare italiana è stato spesso usato come deterrente per spaventare e tenere lontani dai pericoli i bambini che si avventuravano nei boschi. Anche nelle storie legate al passato minerario di Pergine Valsugana questo animale fantastico ha sempre trovato spazio e allora perché non riproporlo in uno dei luoghi più frequentati e belli della zona?

Ecco allora l’aspidosordo del Parco Tre Castagni in tutti i suoi ventiquattro metri di imponenza e bellezza, nato da un’idea dell’amministrazione comunale di Pergine e per mano dell’artista Franz Avancini,  che da oltre vent’anni realizza meravigliose opere di land art (come non ricordare il labirinto in piazza Fruet in occasione di Pergine Festival 2021,  le installazioni  della caccia al tesoro invernale, ed altre opere di riuso creativo di materiali di scarto nei boschi di Arco, Molveno, in val di Fassa e di Ledro o il famoso “orso con la valigia” presso le Viote del Monte Bondone)

L’altezza di questa installazione varia dai tre ai quattro metri e la sua struttura portante è in ferro coperta di legno di nocciolo e di altri materiali naturali e di recupero della zona. Impossibile non fargli visita e non rimanere a bocca aperta, vuoi per l’atmosfera evocativa tipica delle leggende a cui si ispira, vuoi per la nota bellezza del parco e per la posizione strategica in cui questa creatura fantastica. Non si può fare a meno di pensare che l’aspidosordo stia realmente facendo la guardia, con un’espressione allo stesso tempo severa ma gioiosa, alla collina del parco.

Ancora una volta la mano esperta di Franz Avancini ha saputo rendere giustizia non solo a una leggenda del territorio, ma anche ai materiali di scarto che non sarebbero stati utilizzati e anche alla natura in cui la sua opera si inserisce.

L’accesso al parco e la possibilità di visionare l’opera sono liberi e il parco è sempre aperto.

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