Cambia la disciplina del congedo obbligatorio di maternità in caso di parto “fortemente” prematuro. L’INPS ha precisato che la riforma del Testo Unico della Maternità interessa soltanto i casi di parto “fortemente” prematuro: solo quando la nascita si verifica prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto.
La nuova disciplina prevede la possibilità che il congedo possa avere una durata complessiva maggiore dei 5 mesi previsti, potendo aggiungere ad essi tutti i giorni compresi tra la data del parto prematuro e l’inizio del congedo di maternità calcolato secondo la data presunta del parto.
La formula per calcolare l’astensione obbligatoria è: tre mesi + due mesi + i giorni che vanno dalla data del parto “fortemente” prematuro alla data prevista di inizio del congedo obbligatorio.
In concreto:
Bambino nato “fortemente” prematuro il 1 aprile 2016, atteso per il 23 giugno 2016.
La durata complessiva del congedo indennizzato di maternità si determina sommando ai 5 mesi canonici i 21 giorni che vanno dal giorno successivo al parto (2 aprile) fino al giorno precedente la data di inizio del congedo ante parto (22 aprile). Prima della riforma, sarebbe stato di soli 5 mesi post partum a partire dal 1 aprile.
Bambino nato prematuro il 23 maggio 2016, atteso per il 23 giugno 2016
In questo caso invece il parto prematuro è avvenuto entro i due mesi antecedenti la data presunta del parto, pertanto si applica la disciplina ordinaria con il limite di durata dei 5 mesi, per cui un bambino nato con un mese di anticipo il 23 maggio, il periodo del congedo rimane fissato nei cinque mesi compresi tra 23 aprile al 24 settembre 2016.
Alle lavoratrici dipendenti e alle lavoratrici iscritte alla Gestione separata
La nuova disciplina, in vigore dal 25 giugno 2015, interessa le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata e si applica agli eventi verificatisi da quella data.
Il periodo transitorio
Poiché la circolare applicativa è arrivata a circa dieci mesi di distanza dall’entrata in vigore della norma, l’INPS ha precisato che è possibile, a domanda della lavoratrice, ottenere un ricalcolo dell’indennità di maternità tenendo conto anche dei giorni inizialmente non conteggiati.
Fonte: @www.patronato.acli.it

Proseguendo lungo il sentiero verso Noriglio raggiugiamo località Valteri e, una volta in paese, scorgerete sulla vostra destra una fontana. Da qui proseguite a sinistra e, attraversata la strada provinciale, si entra in frazione Campolongo. Una volta passata la zona pedonale in ciotolato vi troverete di fronte ad un capitello con le indicazioni “giro del Monteghello”. Da qui in poco tempo si raggiunge il parco giochi “Abitalbero” (ci piace!!) e l’abitato di Zaffoni.
Ritornando sul sentiero principale dopo pochi metri grazie ad una breve digressione sulla vostra sinistra (non c’è l’indicazione ma il sentiero sul prato è visibile) potete arrivare alle uscita della galleria dove durante la Grande Guerra si trovava la postazione dei cannoni e da dove si può ammirare uno splendido panorama su Rovereto da una parte e Noriglio, Trambileno e le Piccole Dolomiti sullo sfondo.
Ritornati sul sentiero principale si prosegue e quando la stradina accenna a scendere si curva verso le preère, cave in pietra, ora abbandonate, che sono state in passato un’importante fonte di lavoro per la popolazione locale, basti pensare che le lastre sono servite per la costruzione di moltissimi palazzi di Rovereto. Ripreso il sentiero verso nord si arriva sulle rocce nude al culmine del Monteghello dove si trova una croce. Da qui il panorama si affaccia sulla Valle dell’Adige e le montagne che la circondano. A nord del Monteghello si può vedere il paesino dei Toldi che raggiungiamo proseguendo lungo il sentiero, da qui si scende verso Rovereto seguendo la strada asfaltata che si snoda, a tornanti, dapprima fra resti di cave e costoni e poi tra vigneti terrazzati, da qui si giunge in Vallunga dove si attraversa la strada asfaltata che porta al bosco della città. Seguendo la stradina delimitata da alti muri si ritorna quindi nel centro storico di Rovereto dove si conclude la nostra escursione.














Tornando alla nostra escursione di oggi, arrivato a Nosellari, ho subito notato come il giro delle trincee è strutturato in modo da poter avere diversi punti di partenza, ma vi consiglio di partire dall’inizio del percorso Ovest, così da tenere il tratto più bello dell’itinerario all’ultimo (sulla mappa è segnato il punto di partenza preciso). Dalla fontana trovate la segnaletica che indica l’inizio del percorso e una cartellonistica con la storia del vecchio caseificio di Nosellari, che raccoglieva tutto il latte munto nelle stalle delle frazioni limitrofe. Un centinaio di metri e seguendo le indicazioni raggiungete il bosco e primi due “Stoi”, così vengono chiamati i tunnel artificiali scavati durante prima guerra mondiale che venivano utilizzati come ricoveri e depositi di munizioni.


La scuola è stata progettata come un gruppo di edifici a due spioventi che si affacciano su una grande varietà di orti e recinti per il bestiame. Alla base di questa struttura, dunque, c’è l’obiettivo di avvicinare i bambini all’ambiente rurale facendoli interagire quotidianamente con l’elemento natura. Un’idea che in un certo senso in Italia ha alcuni proseliti e che potrebbe aiutare i bambini a migliorare le loro abilità sociali attraverso il lavoro di squadra, incoraggiare la loro autostima e promuovere stili di vita sani.