Gita alle malghe sull’Alpe di Villandro

Quella che vi proponiamo oggi è un’escursione bellissima, fattibile per tutti perché i punti di sosta sono molti e quindi ognuno può decidere di fermarsi alla malga che preferisce. Siamo ritornati sull’alpe di Villandro dove vi avevamo già portati con l’escursione al rifugio Stofflhutte. In auto si raggiunge Chiusa, poi si segue l’indicazione per Villandro. Superato il delizioso paesino caratteristico con le sue case piene di fiori raggiungiamo il Rifugio Gasser dove troviamo un ampio parcheggio (a pagamento, 4 euro, ma se andate al loro parcheggio e consumate la stessa cifra vi danno un gettone per uscire la sera dalla stanga). La nostra meta questa volta era la chiesetta dei Morti, con il vicino laghetto. Un nome non proprio felice, in un anfiteatro bellissimo, che prende il nome dall’aridità dei campi.. null’altro!

Abbiamo seguito il segnavia  M6 Totenkirchl, che in 20 minuti, mezz’ora al massimo, porta al Rifugio Moar in Plum. Fin qui ci si arriva anche con il passeggino e quello che ci aspetta è davvero notevole, un ampio prato con caprette e conigli e tanti giochi… sullo sfondo un’ incomparabile vista a 360° sulle Dolomiti con le cime delle Odle, il Sasso Piatto e il Sasso Lungo, lo Sciliar e il Catinaccio.

Proseguendo, sempre su strada sterrata in mezzo a boschi e prati, si raggiunge in un’oretta in leggera salita la malga Pfroder. E’ davvero deliziosa dove il tempo sembra essersi fermato: interamente ricoperta di scandole di legno e fiori ovunque.

Anche qui moltissimi animali, capre, cavalli, asini  e pecore assolutamente in libertà e tanti giochi: scivoli, altalene, sabbia e secchielli…Noi abbiamo mangiato qui, piatti squisiti cucinati al momento e immancabilmente siamo stati catturati dai  canederli al formaggio e dallo kaiserschmarren. Complice la giornata stupenda e un cielo blu cobalto abbiamo raggiunto in 20 minuti la bianca chiesetta sul valico a 2.186 metri e in ulteriori 10 minuti praticamente pianeggianti ecco il Lago dei morti incastonato: senza fiato!

Qui la sosta obbligatoria sulle grandi panche panoramiche e ritorno per la stessa strada. Ci sono altre varianti per il ritorno, come il sentiero del mugo, ma avete anche la possibilità di proseguire dopo il laghetto. Alla fine tutti portano sulla strada principale che abbiamo fatto nell’andata.

La bellezza di questa valle ancora una volta ci ha colpiti per la sua armoniosità, per quella catena imponente di montagne che ti accompagnano sempre e per il paesaggio rilassante e vero. Troppo belli anche d’inverno (QUI il nostro racconto)

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *