Ventitré imponenti e maestosi larici in Val di Rabbi (con sorpresa finale) sono l’attrattiva principale di un percorso didattico naturalistico unico.
Per arrivare a questo sentiero, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, potete lasciare la macchina al parcheggio in località Còler per poi proseguire a piedi. Dal cinque luglio al sei settembre è attivo anche lo Stelvio bus, un servizio di bus navetta molto comodo per raggiungere il parcheggio (situato in località Coler), qui trovate tutte le info. Una camminata prevalentemente in pianura di circa un’ora vi porta fino a Malga Stablasolo, iniziate poi a seguire le indicazioni per le Cascate del Saent, tappa assolutamente consigliata, suggestive alla vista: imperdibile l’attraversata sul ponte di legno.
Proseguite poi fino a Malga Prà di Saent (1785 m,) da qui inizia la “scalinata dei larici monumentali”, costituita da ben 700 scalini di pietra e radici. Il percorso si sviluppa per un chilometro e mezzo circa con un dislivello di 610 metri, il tempo di percorrenza di questo tratto è più o meno di un’ora e mezza. I larici che incontrate hanno forme particolarissime e sono cresciuti su un terreno impervio ed esposto all’azione degli agenti atmosferici, ad una quota di quasi 2000 metri.
Le storie di questi monumentali alberi vengono raccontate in chiave quasi fiabesca dai cartelli illustrativi in prossimità di questi larici plurisecolari, cartelli curati dall’esperto forestale Marcello Mazzucchi, autentico “poeta della natura”.
Alla fine del percorso trovate un dinosauro che veglia sulla valle, non in carne ed ossa ovviamente, ma un tronco di larice che negli anni ha assunto le sembianze di un simpatico dinosauro.
La camminata inizia in maniera tranquilla,  per circa un’ora si percorre una strada sterrata che porta fino a Malga Stablasolo, facile da affrontare anche con i più piccini. Salendo dalla base alla cima della cascata il sentiero si fa più erto e impegnativo ma con calma e qualche sosta sulle numerose panchine che trovate lungo il sentiero (dove potete sgranocchiare uno spuntino) riuscite a vincere il pendio.
Dopo un’altra oretta abbondante, (considerando le varie soste) arrivate a Malga Prà di Saent, dove potete riprendere fiato ammirando il paesaggio incantevole che vi circonda e fare il pieno di energie necessario ad affrontare la fantomatica scalinata dei larici monumentali.
Da qui in poi il sentiero si fa più insidioso e il dislivello si fa sentire ma la fatica ne vale tutta la pena! Con un po’ di tenacia e allenamento nelle gambe potete permettervi una salita mozzafiato a fianco di questi giganti verdi dalle forme maestose.
Una volta in cima potete decidere di proseguire verso rifugio Dorigoni (2436 metri) o concludere l’anello. Purtroppo durante la nostra escursione non abbiamo trovato il sentiero quindi abbiamo deciso di rientrare facendo la strada dell’andata fino a Plan de le Scalace (dove ci sono tavoli da picnic e il punto panoramico), abbiamo girato poi a destra seguendo le indicazioni per Malga Stablasolo (1540 m) dove abbiamo pranzato.
La camminata intera dura su per giù cinque ore, minuto più o minuto meno, richiede impegno fisico, ma ripaga con emozioni e panorami mozzafiato.