Dopo la riapertura della serra tropicale a febbraio 2022, un’altra novità vi aspetta al MUSE e noi, non potevamo farcela scappare!

Maggio 2022: La palestra della scienza al MUSE si rinnova con nuovi exhibit interattivi:  non potevamo perderci queste novità e così siamo tornati al MUSE per una visita e come sempre ne siamo usciti entusiasti… tavoli rotanti, schermi polarizzanti, molle discendenti e isole luminose

Ecco alcune delle nuove attrazioni che troverete al MUSE nella rinnovata Palestra della Scienza. Qui, nello spazio dedicato alle scienze di base come la matematica e la fisica, sette nuove e divertenti postazioni interattive aspettano di allenare la mente – e anche un po’ il corpo – dei visitatori attraverso molle, ingranaggi, filtri polarizzatori, elettricità, giroscopi, effetti luminosi e forze inerziali.

Dai bambini agli adulti, tutti potranno cimentarsi con i nuovi exhibit prodotti dalla ditta tedesca Huttinger.

Quindi possiamo ricordavi ancora una volta quanto sia super progettare un pomeriggio al MUSE con i bambini. Non è esattamente come immaginare una visita ad un museo tradizionale, perché al MUSE ci si meraviglia e si può sperimentare, curiosare, toccare e imparare. I tanti piccoli accompagnatori che nel tempo si sono susseguiti nelle nostre visite hanno sempre espresso giudizi positivi. Alla domanda, scontata ma imprescindibile: “cosa ti è piaciuto di più?” hanno risposto sempre e senza indugio con una piccola lista di preferenze che abbiamo raccolto per voi in un mini vademecum “speciale” con le cose da non perdere al MUSE quando hai – circa – sette anni (ma anche quaranta), in ordine sparso, che tanto con i bambini meglio non provarci nemmeno a seguire l’ordine prestabilito…

1. LA RICERCA DEI TURACHI (due esemplari di volatili) NELLA SERRA TROPICALE, rinominata da uno dei nostri accompagnatori in mondo significativo, “la serra infinita” (che ricrea l’ambiente della foresta protetta pluviale dei Monti Udzungwa, in Tanzania). La serra è un posto magico, dove i bambini liberano la fantasia verso posti lontani e sconosciuti. Un luogo ideale per rilassarsi e scatenare la curiosità, con il suono della cascata, il richiamo degli uccelli, le piante dalle foglie giganti e tantissimo verde.

Febbraio 2022: dopo due anni di chiusura al pubblico a causa della pandemia, il 19 febbraio 2022 riapre finalmente i battenti la serra! Il piccolo “scrigno verde” torna visitabile a piccoli gruppi e con l’obbligo di mascherina FFP2. Tante le novità: fioriture rare, nuovi nati e nuove specie che hanno trovato casa tra banani, ninfee giganti e alberi di cacao. Durante i mesi di chiusura, oltre alla manutenzione ordinaria, è stato realizzato sul lato meridionale della serra un nuovo specchio d’acqua (una trentina di metri quadrati) rappresentativo delle superfici di “acque ferme” e particolarmente adatto alla crescita di ninfee e altre piante flottanti. Tra queste spicca un grande esemplare di Typhondorum lindleyanum, imponente Aracea (quindi un parente delle alocasie o “orecchie d’elefante”), che ricorda un banano cresciuto nell’acqua. Realizzata anche una nuova cartellinatura identificativa delle specie botaniche grazie alla ristampa delle didascalie realizzata in legno di iroko con incisione laser a cura del MUSE Fablab, l’officina di fabbricazione digitale del museo. ACCESSO – Per accedervi, bisognerà rispettare precise disposizioni: obbligo di indossare la mascherina FFP2 (tranne per i bambini di età inferiore ai 6 anni) e altre categorie previste) e rispetto del distanziamento di almeno 2 metri dagli altri visitatori – se non congiunti. Novità anche sulle modalità di visita: il tempo di permanenza in serra, ambiente tropicale che ha un tasso di umidità del 70-80% e una temperatura media attorno ai 26 gradi, sarà di 10 minuti, per un massimo di 25 persone in contemporanea. Da non trascurare, infine, l’invito a rispettare le piante e gli animali che ci vivono, un piccolo micro-cosmo rimasto nascosto al pubblico per quasi due anni.

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2. IL RACCONTO DELLA LEONESSA DEL CUCCIOLO e LO SCHELETRO DELLA BALENOTTERA: dinosauri, scheletri, storia mista al presente, l’evoluzione che si materializza davanti agli occhi, gli animali imbalsamati e tante domande che nascono spontanee: “Mamma, ma noi siamo davvero simili alle scimmie…perché?” …che la scienza se non ci fossero i curiosi, non esisterebbe nemmeno. E il piano interrato stimola sicuramente nuovi “scienziati”.DSC_8296

3. TOCCARE IL GHIACCIO AL QUINTO PIANO ed ESPLORARE IL BOSCO E GLI ANIMALI AL QUARTO: vuoi mettere avere un ghiacciaio in salotto da toccare in continuazione? E cercare ad uno ad uno gli animali, anche i più mimetizzati, che vivono nei nostri boschi, tra galli cedroni, orsi e cervi? Persino la guida, attenta alla salvaguardia delle bestiole del museo, dice che scopre ogni giorno un animaletto nuovo, appeso da qualche parte, figuriamoci cosa può scovare un bimbo di sette anni! DSC_8375

4. STAMPARE UN’IDEA IN 3D AL FABLAB: “Mamma, ma stai scherzando? Stampano i mattoncini per le costruzioni? Che forza!”. L’innovazione tecnologica agli occhi di un bambino. Pericolo in vista caro Babbo Natale: immaginare un oggetto, disegnarlo sul pc e stamparlo non ha prezzo, ha solo dell’incredibile. DSC_8332

5. SDRAIARSI SUI CHIODI e ACCENDERE LE STELLE CON GLI OCCHI: al piano terra un “parco giochi” che solo il MUSE poteva avere tra esperimenti di fisica applicata, equilibrio, effetti ottici, ologrammi, riproduzioni di cicloni e molle giganti da far oscillare, tutto rigorosamente da toccare.
Quando la parola “gioco” si può anche reinventare e cercare di prendere una pallina che levita per un soffio d’aria diventa meglio di un calcio ad un pallone.
6. (lo so dovevano essere solo cinque punti, ma non ce l’abbiamo fatta a lasciarlo fuori questo, abbiate pazienza…) APRIRE I CASSETTI DELLA DISCOVERY ROOM e trovare zampe, escrementi, teschi, farfalle, insetti e un sacco di cose da “Oh…”, “Wow!”, “Caspita” , “Guarda questo!”, “Fai una foto!”, insomma un’area dove l’idea di toccare, vedere, sentire è stata più che mai centrata e dove anche abbracciare un orso di peluche e annusare i profumi direttamente da fiori giganti può diventare un’esperienza speciale!

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Ecco cosa ti resta negli occhi e nella testa se a sette anni decidi di passare un pomeriggio al MUSE. Forse ci sono anche altre cose, anzi sicuramente, che Timothy e Nicole hanno conservato nella top ten degli imperdibili al Muse, ma d’impatto questa è la nostra scelta, magari ci torniamo e scoviamo tante altre cose belle….

Noi da genitori avremmo pure un settimo punto, assolutamente fuori gara: la presenza costante dei tutor in giacca arancione (ovvero l’evoluzione delle classiche guide), che non vi aprono certo le porte della scienza così su due piedi, ma che sanno rispondere con gentilezza e garbo alle domande, anche assurde a tratti, dei piccoli, persino quando la domanda è “Perché ci sono delle foglie secche per terra nella serra?”. Impeccabile la nostra guida Mattia  (in realtà non era proprio la nostra guida, ma i bambini gli si sono incollati addosso contro la sua volontà e così ha dovuto sopportarci per un po’), lo stesso, per un purissimo caso, che ci aveva divertito al lago di Tovel alla stazione limnologica (qui il nostro racconto). DSC_8318

Al MUSE non ci si annoia e ci si torna pure volentieri, una volta con mamma, una con papà, due con la nonna, con la scuola, per gli eventi e via dicendo! 

Ecco tutte le info su orari, prezzi (cliccate qui) e nella nostra agenda tutti gli appuntamenti e le cose “speciali” da fare!

Il MUSE e le sue sedi territoriali dopo l’ emergenza Covid19 vi aspettano con nuove modalità di visita, prenotazioni solo on line. Qui maggiori informazioni e dettagli. Prenota qui la tua visita.

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