Per arrivare in questo posto magico incastonato nella della Val di Daone, una laterale della Valle del Chiese, famosa per i suoi scorci unici e per essere definita “lunga ma non difficile” e quindi alla portata di tutti, venendo da Trento si prende per Tione, poi si seguono le indicazioni per, appunto, la Valle di Daone, si prosegue una mezzora fino al parcheggio Diga Bissina nel Parco naturale Adamello Brenta a  2175 m (modalità parcheggio per l’estate 2020: bisogna scaricare l’app EasyPark, prenotare il posto prima e pagare online,  poi una volta lì ci sono i parcheggiatori che controllano la prenotazione e il pagamento. Costi che trovate anche sull’app: auto 6,90€ al giorno, moto 5,75€ al giorno, camper 16,90€ al giorno). La magia di questa escursione è data principalmente dall’acqua che rende la zona rigogliosa e fresca costellata, nella stagione giusta, dai rododendri. Si tratta dell’acqua che sgorga dal grande ghiacciaio della Lobbia (in Val Genova) e che da’ vita al fiume Chiese.

La prima parte (ci si arriva sulla strada sottostante al parcheggio che dall’area di manovra presso la diga conduce alla Malga Breguzzo, segnavia numero 240 Sat) è completamente in piano e costeggia il lago artificiale realizzato con la costruzione dell’imponente diga, la seconda sale un po’ e a questo punto trovate due possibilità che portano al medesimo punto: prendendo il sentiero sulla destra il sentiero è più adatto ai bambini grandi che amano saltellare sui sassi e hanno la capacità di destreggiarsi su una pavimentazione un po’ sconnessa; chi invece sceglie quello a sinistra non trova alcun tipo di difficoltà.

Certo è che il paesaggio è mozzafiato: una valle bellissima e completamente intatta, dove prima sbucano le mucche, poi i cavalli spesso con dei puledrini appena nati e dove l’acqua e il verde davvero tingono questo luogo di colori unici!

 

Affascinanti i tanti ponticelli trovati lungo il percorso, quelli grandi più solidi, quelli piccoli costituiti da qualche tronco posato solo per non bagnarsi le scarpe. Quel che è certo che adulti e bambini avvisteranno continuamente qualche magico scorcio. Noi siamo partiti nel pomeriggio, quindi non appena siamo arrivati al rifugio siamo tornati indietro, altrimenti ci si può fermare là per mangiare e se si vuole anche per dormire. Lassù per i bimbi  ci sono capre, caprette e caproni, un piccolo scivolo e un’altalena. E poi, una natura incontaminata.

 

A cinque minuti di cammino si trova Malga Val di Fumo, dove vi aspettano maialini, mucche e altri animali da cortile, ma soprattutto ricotta, formaggi, burro, salami e miele  preparati da loro. Noi abbiamo preso ricotta, formaggio stagionato e una formagella Val di Fumo…che bontà!  Il ritorno di solito vola come all’andata: i bambini saranno un po’ stanchi ma di certo contentissimi.

lago di Campo – Crediti fotografici @Comune Valdaone

Nei dintorni ecco alcune possibilità di escursione: lago di Campo (50 minuti, passeggiata un po’ più impegnativa, in salita è situato lungo il percorso che da Malga Bissina sale al Passo di Campo). In alternativa, sempre a 50 minuti di cammino, si trova Malga Ervina, a quota 2050 mt che si raggiunge seguendo il sentiero per Malga Ervina – Forcel Rosso dal parcheggio della diga di Malga Bissina. Noi abbiamo optato per il lago di Campo. Che dire? Paesaggio mozzafiato, con ancora molte riserve di neve e tappeti di rododendri in fiore. Da lì potete salire fino a Passo Campo (ancora un’oretta), mentre noi abbiamo deciso  di fare il giro del lago per gustarci al meglio il pic-nic. Consiglio se decidete di fare lo stesso: fate il giro partendo da sinistra e poi quando non vedete più il sentiero tornate indietro, altrimenti poi è troppo impegnativo cercare la strada da soli. Abbiamo trovato qualche fungo e dei mirtilli e siamo tornati felici al punto di partenza.

Interessante come concetto, nei dintorni, anche un giro a Malga Nudole che propone il “Sentiero per tutti”: accessibile anche da ipovedenti e da disabili per la particolare conformità del tracciato (per esempio tabelle in Braille, o l’asfalto ecologico), leggete QUI la nostra esperienza. 

Crediti Foto di copertina e a integrazione del testo: @Stefano Vicentini